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Hugo Maradona: “Diego era ed è il mio idolo. I napoletani non tradiscono mai come gli argentini”

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Premettendo che siamo tutti vicini in questo momento difficile alla famiglia del fuoriclasse argentino venuto a mancare poco meno di un mese fa abbiamo sentito l’esigenza di chiedere a chi lo conosceva davvero al di là dei riflettori qualche cosa in più. Il fratello di nove anni più piccolo, anche lui con un passato di calciatore nel ruolo di centrocampista (nel campionato italiano ha militato nell’Ascoli ma ha giocato anche in Spagna, Giappone, Sud America ed Austria), vive a Napoli dove si sente a casa. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per rivolgergli 10 domande, un numero sacro nel calcio, qui in particolare

Che rapporto c’era tra Diego e voi membri del nucleo familiare? Come è stata la vostra infanzia? Come era lui prima di diventare famoso?

Diego è stato un bravo fratello maggiore. La nostra famiglia è sempre rimasta molto unita. Ho bei ricordi di quando eravamo piccoli anche se lui l’ho vissuto poco data la differenza d’età. Non ho ricordi precisi del Maradona adolescente.

Cosa le ha trasmesso come lezione di vita? Quali erano i suoi valori?

Il rispetto per la famiglia e per gli altri come base dell’esistenza.

L’idolo calcistico di Diego da piccolo? Il suo?

Il suo non l’ho mai saputo. Il mio era ed è ovviamente lui, il numero 1 di sempre.

Che ricordo ha di quel Napoli-Ascoli del 20 settembre 1987 che vi ha visto giocare l’uno contro l’altro?

Un grande godimento ed orgoglio. Sentivamo il calcio allo stesso modo. Ci divertimmo veramente.

Il momento più alto della carriera di Diego?

Quello del Mondiale in Argentina nel 1986.

Ed il suo?

Dieci anni dopo, nel 1996, quando disputai il campionato giapponese. Realizzai 15 gol nel Fukuoka.

Cosa le ha fatto più male leggere in queste tre settimane dopo la morte di suo fratello?

Il fatto che parlano quelli che non lo conoscono e per di più in malafede.

Quello che Diego ha dato a Napoli lo sappiamo. Ma cosa Napoli ha dato a Diego? Perché si è creato questo rapporto viscerale?

Il segreto sta nel popolo napoletano che come quello argentino non tradisce mai. Se sposano la tua causa lo fanno per sempre. Sono d’accordo con il loro atteggiamento.

Le è mai pesato il confronto con un fratello così famoso?

No, nessun peso, anche considerato l’ottimo rapporto tra noi.

Lei vive a Napoli e segue il calcio. Come si spiega questo momento altalenante a livello di prestazioni (nell’ultima partita sconfitta dalla Lazio) della squadra partenopea?

Non me lo spiego. E’ proprio la stagione che è così fluttuante.

Fonti foto: gianlucadimarzio.com, magazinepragma.com, tercelfutbol.com, merchandisingplaza e arnaldogreco.com

Erika Eramo

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