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Parola agli esperti sulla volata finale

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Per la lotta scudetto abbiamo interpellato due grandi giornalisti, volti storici della Rai, per la zona Europa tre ex portieri e un ex difensore, per la missione salvezza un ex difensore granata

Marino Bartoletti, giornalista con esperienze nel Resto del Carlino, Guerin Sportivo, il Giorno; in Rai ha condotto, tra gli altri programmi, Il Processo del lunedì, Domenica Sportiva e Quelli che il Calcio da lui ideato; mentre a Mediaset ha presentato Pressing.

Come valuta questa volata finale verso lo scudetto?

Molto appassionante, ma non credo che la Juve perderà questo scudetto. Il ‘sale sulla coda’ ai bianconeri è difficile metterlo quando manca poco al traguardo. Il ribaltone contro il Milan non mi sento di giudicarlo. Un plauso all’Atalanta che sta sbaragliando le carte in tavola. Ci stiamo divertendo.

Quali sono i demeriti della Lazio?

La Lazio aveva tanta voglia di tornare a giocare, per voce del suo presidente Lotito, ma si è inceppato il fio magico. Sono uscite fuori le carenze di organico. Prima della pausa avere una formazione tipo rappresentava un vantaggio; i biancocelesti non avevano inoltre l’impegno europeo, ora invece si gioca ogni tre giorni ed è tutto cambiato.

I problemi dell’Inter quali sono?

Non le davo molte possibilità, ora si è infilata in un limbo. Mister Conte non è riuscito a plasmare la squadra del tutto. Queste incertezze patite in campionato potranno essere utili in Europa League, anche se nutro dei dubbi sulle potenzialità internazionali di Antonio Conte, il quale ha sempre mostrato dei limiti verso le partite di un certo palcoscenico.

Bruno Gentili, giornalista Rai, tra le varie esperienze ricordiamo Tutto il calcio minuto per minuto e Stadio Sprint.

Come valuta questa volata finale verso lo scudetto?

Lo scudetto è nelle mani della Juve, ha condotto i giochi e sarebbe un fallimento mancare l’obiettivo. Il bel gioco si è visto solo “a strappi” e se non dovesse andare bene l’avventura in Champions per mister Sarri si metterebbe male, anche se resta un grande tecnico. Non mi ha stupito l’andamento dei bianconeri perchè o si sceglie di puntare su CR7 o su un allenatore quale Sarri che richiede ai propri giocatori di giocare in un certo modo. La soluzione al rebus la deve trovare la società bianconera. L’Atalanta ha dato vita ad una splendida cavalcata e può puntare al secondo posto.

Quali sono i demeriti della Lazio?

E’ una squadra che aveva sorpreso tutti, era andata al di là di ogni previsione. Nella fase post covid invece è avvenuta una flessione atletica e la difesa, che era un reparto solido, ha cominciato a scricchiolare. I ricambi non sono di livello, la rosa non è adeguata per tornei ampi e a lunga distanza. Comunque dopo 13 anni torna in Champions e in più recentemente ha alzato 3 coppe nazionali.

I problemi dell’Inter quali sono?

L’Inter ha centrato il triplete al contrario. E’ una compagine che smarrisce l’identità nei momenti topici, è fragile, non ha cattiveria. Nonostante l’arrivo di mister Conte i risultati sono simili al recente passato. Il tecnico punta sull’aggressività ma le energie dei giocatori stentano. In più Conte aveva chiesto alcuni acquisti tipo Arturo Vidal e Dzeko e non è stato accontentato. Al momento è una squadra sconclusionata. L’acquisto del terzino destro Hakimi, via Real Madrid, lascia ben sperare, ma servono anche un cursore di centrocampo e un attaccante. In Europa League la strada non è troppo complicata e i nerazzurri possono arrivare in finale magari contro il Manchester United.

Pier Luigi Pizzaballa, ex portiere tra gli anni ’50, ’60 e ’70 dell’Atalanta, della Roma, del Verona e del Milan. 2 Coppe Italia vinte, una con i nerazzurri e l’altra con i giallorossi.

La figurina di Pier Lugi Pizzaballa era introvabile

Il segreto di questa Atalanta?

Innanzitutto la serietà nell’approccio che porta ad una continuità nei risultati. Poi le capacità tecniche dell’allenatore ed una società che sta facendo un lavoro eccezionale. Tutti i giocatori sono utili e danno la spinta propulsiva.

Crede nella rimonta scudetto o è più probabile arrivare in fondo in Champions?

Fino a tre minuti dalla fine della partita contro la Juve ci credevamo perchè ci saremmo portati a meno sei dalla vetta, con un calendario favorevole. Allo stato attuale mi farei poche illusioni. in Champions farà bella figura, vada quindi convinta, perchè all’estero sono informati che la Dea non è certo una squadretta. Rimane un orgoglio italiano e per noi bergamaschi rappresenta un sogno ad occhi aperti.

87 gol segnati nella massima serie, chi le piace di più fra i 4 attaccanti Muriel, Gomez, Ilicic o Zapata?

Non voglio far torto a nessuno. Ognuno ha le proprie caratteristiche. Ilicic è fantasia e dà un suo tocco personale all’azione di gioco; Gomez è un uomo completo, maturato molto negli ultimi 2-3 anni. Sia Muriel che Zapata sono forti fisicamente. Tutti giocano a memoria, si cercano ed hanno qualità balistiche non indifferenti.

Fabio Cudicini, ex portiere tra gli anni ’50, ’60 e ’70 dell’Udinese, della Roma, del Brescia e del Milan. Con i rossoneri ha conquistato uno scudetto, la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe, la Coppa Intercontinentale e la Coppa Italia, con i giallorossi invece la Coppa delle Fiere e la Coppa Italia.


Il Milan deve puntare su Donnarumma per i prossimi anni o invece è meglio venderlo a suon di milioni di euro?

Come dice il suo procuratore Raiola se il Milan punta ai piani alti servono dei rinforzi e Donnarumma deve restare, altrimenti se si pensa solo a valorizzare i giovani e costruire una squadra per il futuro è giusto vendere Gigio per fare cassa. Punterei nel caso su Plizzari di proprietà del Milan e in prestito in B al Livorno, un portiere molto decantato già nel giro dell’Under 21.

Il Milan di mister Pioli ha ottenuto tre successi importanti contro Roma, Lazio e Juve. Lei avrebbe confermato il tecnico per la prossima stagione?

Terrei il tecnico Pioli che ha un buon feeling con l’attuale gruppo da lui plasmato, inoltre conosce ormai bene l’ambiente e la Serie A. Ha anche un ottimo rapporto con Ibrahimovic, insomma è stata trovata una continuità che nel recente passato non si era vista.

Cosa attrae alla società rossonera dell’allenatore Rangnick, il quale ha superato i 60 anni e vanta solo due buoni piazzamenti con il Lipsia?

Non lo conosco bene, so solo che se arriva l’allenatore tedesco il campione Ibra se ne andrà. Ho chiesto consiglio al mio amico ed ex compagno di squadra Karl-Heinz Schnellinger, il quale mi conferma che in Germania è valutato molto bene, è un tecnico organizzato e di personalità, però più adatto a lavorare con i giovani che nel gestire i campioni.

Abbiamo contattato per l’occasione anche Karl-Heinz Schnellinger, ex difensore tra gli anni ’60 e ’70 del Colonia, della Roma, del Mantova e Milan. Due campionati vinti, uno con il Colonia e l’altro con il Milan club con il quale ha conquistato inoltre 1 Coppa dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale, 3 Coppe Italia, in quest’ultima competizione ha trionfato anche con la Roma, domandandogli se confermerebbe Pioli in panchina e Paolo Maldini nel ruolo di dirigente e la sua risposta è stata morigerata: “Il Milan sta concludendo la stagione in meniera eccellente, segno che sia il tecnico che Paolo hanno lavorato bene e i frutti si stanno venendo. Mi auguro che i rossoneri possano proseguire su questo percorso ma non sta a me prendere le decisioni”.

Enrico Albertosi, ex portiere tra gli anni ’60, ’70 e ’80 della Fiorentina, del Cagliari e del Milan. Campione d’Europa con la Nazionale azzurra nel ’68, ha trionfato in due campionati, uno con il Cagliari e l’altro con il Milan, ha alzato una Coppa delle Coppe con la Fiorentina e 3 Coppe Italia, due con la viola e una con i rossoneri.

Il Milan di mister Pioli ha ottenuto tre successi importanti contro Roma, Lazio e Juve. Lei avrebbe confermato il tecnico per la prossima stagione?

Sì, ma non per gli ultimi risultati utili, bensì perchè è ben visto dalla squadra. Tutti lo seguono. Inoltre i giovani hanno bisogno di tempo per emergere. Ora stanno facendo bene, segno che il tecnico ha ben lavorato prima.

Cosa attrae alla società rossonera dell’allenatore Rangnick, il quale ha superato i 60 anni e vanta solo due buoni piazzamenti con il Lipsia?

Non lo conosco, so solo dei due buoni risultati col Lipsia appunto. Il campionato italiano però è completamente diverso da quello tedesco. Se verrà dovrà ambientarsi. Qui da noi, inoltre, non è neanche come in Inghilterra dove l’allenatore fa anche campagna acquisti. Insomma trovare una sinergia non è così scontato.

Il Milan deve puntare su Donnarumma per i prossimi anni o invece è meglio venderlo a suon di milioni di euro?

Dipende se ha bisogno di soldi oppure no. Il Milan ha trovato il suo portiere per almeno i prossimi 10 anni, quindi perchè cambiare? Solo se è necessario incassare va venduto.

Giacomo Ferri, ex difensore tra gli anni ’70, ’80 e ’90 della Reggina, del Torino e del Lecce.

Confermerebbe il tecnico Longo sulla panchina del Toro nella prossima stagione?

Non sono a conoscenza della programmazione societaria. Per l’ottimo rapporto che ho con lui mi auguro di sì. Ha una mentalità nuova che serve alla squadra.

Il ‘gallo’ Belotti resta o va via?

Da tifosissimo del Toro ti dico che deve restare. So che è ambito da altre compagini, ma il “gallo” va tenuto a prescindere per le sue grandi qualità.

Le tre squadre che per lei retrocedono?

Sicuramente Brescia e SPAL sono più a rischio: la prima ogni volta che arriva in A non riesce a continuare il lavoro intrapreso e risprofonda giù, mentre la seconda è in una situazione delicata. Poi se la giocano Genoa, Lecce e Sampdoria.

Fonti foto: LiberoQuotidiano.it; IamNaples.it; EcodiBergamo.it; ogol.com.br; SpazioMilan.it, CorrieredellaSera.it; TuttoMercatoWeb.com; ToroShirts.it; ToroFC.it; NapoliMagazine.com; StoriediCalcio.org; PassioneInter.com

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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