Clamorosa rimonta dell’albiceleste (2-1) nella seconda semifinale della rassegna americana, beffati gli inglesi che erano passati in vantaggio ma che pagano una tattica difensivista
Lo spettacolare Mercedes-Benz Stadium di Atlanta ospita la semifinale tra Inghilterra e Argentina. Inutile ricordare i ricorsi storici che questa sfida richiama tra calcio e politica. Lo si capisce ancor prima dell’inizio visto che neanche gli spettatori allo stadio hanno potuto sentire gli inni nazionali. Ad entrambe le esecuzione fischi da una parte e dall’altra, la tensione è palpabile. Pronti via più che a calcio si gioca a calci, l’Argentina la mette come di consueto sulla garra, l’Inghilterra risponde da par suo ma di spettacolo nemmeno l’ombra. La formazione di Tuchel si fa leggermente preferire ma la prima frazione si chiude senza grossi sussulti.
La ripresa si apre con tutt’altra musica. I primi squilli sono argentini ma è l’Inghilterra ad essere più convinta e a portarsi in vantaggio. Gordon al 55′ piazza in rete un traversone di Rogers. Da qui l’Inghilterra prende una delle peggiori decisioni della sua storia. Ritenendo sufficiente l’1-0 piazza il pullman nella propria area attendendo gli avversari e ripartendo.
La qualità dell’albiceleste guidata da un Messi tornato ispiratissimo inonda la metà campo inglese. Prima un miracolo di Pickford su Nico Gonzalez e poi un palo clamoroso di Mac Allister negano il pareggio agli uomini di Scaloni. Le azioni si susseguono tutte da una parte, l’Inghilterra è come un pugile all’angolo. Minuto 85, crolla il muro. Enzo Fernandez, su assist di Messi, con una saetta buca l’estremo portiere inglese e può esplodere la gioia argentina. Campioni del mondo che non sono sazi, i supplementari alle porte non li soddisfano. Tempo di recupero, 92′. Dopo il secondo palo di Mac Allister ancora Messi (12esimo assist nelle edizioni dei mondiali, record assoluto) disegna un arcobaleno che va a finire sulla testa di Lautaro Martinez che, come da suo soprannome, incorna in rete. Tripudio argentino con i tifosi quasi increduli. Inghilterra spazzata via.
Finisce così un secondo tempo e una partita storica, 2-1 come nel quarto di finale del 1986.
Un’altra cocente delusione per l’Inghilterra che con la partita in equilibrio si era mostrata superiore, come organizzazione e gioco, all’Argentina. Dopo il vantaggio, però, l’errore mortale di consegnarsi agli avversari e alla loro strabordante qualità e motivazione. Le lacrime finali di Bellingham e compagni sanno un po’ di beffa, della serie “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Dall’altra parte Scaloni osserva un’altra incredibile rimonta dopo quella con l’Egitto. L’Argentina di questo mondiale non è stata mai bella ma nei momenti critici ha sempre tirato fuori energie nascoste. Il talento non manca di certo. Messi, come Maradona, prende per mano i suoi compagni conducendoli alla seconda finale mondiale consecutiva. Nota di colore. L’Inter, dal 1982 in poi, continuerà ad avere un protagonista nella finale del mondiale. Sarà ancora infatti Lautaro Martinez a rappresentarla.

Sabato alle 23 italiane a Miami finale terzo e quarto posto tra Francia e Inghilterra. Domenica ore 21 sarà quindi Spagna-Argentina la finalissima di New York. Per la prima volta si incontrano i campioni d’Europa contro i vincitori della Copa America. Un atto finale spettacolare dove si affronteranno Lamine Yamal e Lionel Messi, protagonisti dell’iconica fotografia dove il campione argentino faceva il bagno al talento spagnolo ancora in fasce. Adesso si contenderanno il tetto del mondo.
Glauco Dusso








