Home Curiosità Tarcisio, la Roccia che si sedimenta

Tarcisio, la Roccia che si sedimenta

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Ripercorrendo la celebre formazione/filastrocca della Grande Inter ci ha lasciato all’età di 82 anni Burgnich, dopo Sarti, Facchetti, Tagnin, Picchi, Milani, Peirò e Corso. Il celebre terzino, campione d’Europa nel 1968 e vice campione del mondo nel 1970 con la Nazionale, ha giocato anche nell’Udinese, Juve e Napoli. Tra le tantissime squadre allenate ricordiamo Bologna e Genoa

Ci sono rocce che si sgretolano, altre invece vengono spostate semplicemente su un altro terreno, ma non possono sgretolarsi nei ricordi della gente. Piuttosto si sedimentano, prendono nuova linfa vitale, si amplificano oltre il tempo e lo spazio.

 “Sarti; Burgnich, Facchetti; Bedin (Tagnin), Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani (Peiró, Domenghini), Suárez, Corso. Allenatore Herrera. Quale altra formazione, a distanza di tanti lustri, è impressa più di questa nella memoria di ogni tifoso, anche non nerazzurro?” così scrisse Eduoardo Galeano in “Splendori e miserie del gioco del calcio”. Ogni volta che una pedina dello scacchiere nerazzurro viene a mancare si ha una stretta al cuore perché ad andarsene è come fosse un membro della propria famiglia. Se poi quel qualcuno ha interagito più volte con te la stretta è doppia, la ferita si rimargina più difficilmente.

Tra i trofei vinti ricordiamo 4 scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali con l’Inter, uno scudetto con la Juve (nel ’61 prima del trasferimeto a Milano), una Coppa Italia con il Napoli. In Nazionale ha collezionato 66 presenze e due gol (uno dei due fu nella storica partita del secolo contro la Germania Ovest, finita 4-3).

Ricordiamo cosa disse dopo aver affrontato Pelé nella finale del ’70 contro il Brasile: “E’ fatto di carne ed ossa come tutti gli altri, mi dicevo prima di quella partita. Sbagliavo”. Famoso lo scatto in cui il O Rey salta in alto e Burgnich che non riesce a fare altrettanto. Fu il gol che aprì le danze verdeoro. Finì 4-1 per la Seleção, ma Tarcisio non si dava pace per quel gol che, più che frutto delle incredibili doti del brasiliano era dovuto ad un suo errore di posizionamento in campo.

Qui di seguito le 5 interviste rilasciate al nostro giornale:

interviste Burgnich: n.1 clicca qui

n.2 clicca qui

n.3 clicca qui

n.4 clicca qui

n.5 per la rivista clicca qui

E’ intervenuto anche nel nostro programma radiofonico. Questo il messaggio di saluto per noi per il festeggiamento dei 300 intervistati da parte di Passione del Calcio:

Ciao Tarcisio, che il nostro affetto voli fin lassù, tu stoppalo di petto e rimandalo rafforzato. Ci uniamo al dolore dei familiari.

Fonti foto: ilriformista ed ilmessaggero

Erika Eramo

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