Home Interviste in Esclusiva Stefano Rizzo a cuore aperto

Stefano Rizzo a cuore aperto

0

L’esperienza ventennale nel mondo del giornalismo mi ha portato a credere che il nostro ambiente eccessivamente competitivo fosse troppo malato. Ho per mia fortuna incontrato, però, anche delle piacevoli eccezioni. Una delle più luminose è sicuramente sotto il profilo umano e professionale il co-direttore di questo giornale. Nonostante ogni tanto non ci siamo trovati d’accordo sulle scelte da perseguire si è sempre trovato un punto d’incontro dettato dal buon senso, lungimiranza e serenità d’animo. Il rispecchiarsi in certi obiettivi ambiziosi, senza mai venir meno alla propria coscienza, ha reso ancor più piacevoli gli impegni lavorativi intrapresi. Questa intervista è il ringraziamento per un percorso di mutuo scambio, laddove in altri contesti vi erano discorsi a senso unico, ed un attestato di profonda stima e affetto verso l’instancabile ed appassionato collega

Caro Stefano siamo alla soglia dei 500 intervistati. A 499 per l’esattezza. Considerando tutto il percorso intrapreso dal 23 agosto 2013 ad oggi cosa provi? C’è qualcosa che tra sito, radio, corsi, eventi e rivista ti è rimasto più nel cuore?

Una soddisfazione enorme: grazie a queste testimonianze dirette abbiamo raccontato la storia del calcio attraverso i protagonisti, ex giocatori e allenatori, dagli anni ’50 a oggi. Abbiamo intervistato anche i più grandi giornalisti. Ho troppi aneddoti e non voglio far torto a nessuno. Nomino solamente Angelo Benedicto Sormani, ex attaccante tra le altre del Milan con cui ha vinto la Coppa dei Campioni nel ’69 realizzando una rete nella finalissima. Lo considero ormai un mio Amico. Un ricordo particolare lo dedico al compianto mister Emiliano Mondonico. Lo scelsi come prima persona da intervistare perché diretto, fuori dagli schemi del nostro calcio, mente sopraffina, mai banale, senza peli sulla lingua nei commenti. Alla base del mio progetto Passione del Calcio infatti c’è la libertà di espressione unita al rispetto verso tutto e tutti. Sono legato a ogni cosa da noi creata.

Come nasce la tua Passione del Calcio?

Il calcio è la mia Passione con la P maiuscola!  In questo sport si può passare dalla gioia alla delusione nel giro di pochi istanti, come avviene nella vita. E’ uno sport di valori, si impara, o almeno si dovrebbe imparare, a saper vincere e perdere. Inoltre stimola a raggiungere gli obiettivi attraverso la determinazione, il sacrificio e la costanza.

Abbiamo deciso di collaborare insieme perché oltre alla passione del pallone c’è la volontà di aiutare il prossimo. Da cosa nasce il tuo desiderio di far beneficienza?

Ho sofferto in prima persona e ho visto i miei cari sofferenti ma per riserbo non mi piace entrare nei dettagli, ci tengo però a mandare questo messaggio a tutti gli utenti che ci stanno leggendo: non mollate mai anche quando il percorso è completamente in salita. Mi sono rialzato più forte di prima e ancora più consapevole che la salute è la base su cui costruire ogni progetto. Passione del Calcio ha sempre cercato di fare qualcosa di utile a livello benefico.

Se non fossi diventato un giornalista sportivo cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Se facessi qualsiasi altro lavoro sarei un disadattato, non ho un piano B. Come può uno scoglio arginare il mare? Anche se non voglio, torno già a volare… (ndr, frase tratta dal testo della canzone ‘Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi…’ di Lucio Battisti).

Hai altri interessi oltre il calcio?

Ho diversi interessi: la musica, in particolare quella italiana. Su tutti cito Lucio Battisti e Lucio Dalla. Poi ci sono il cinema, l’arte, i viaggi… Sono estremamente soddisfatto di aver intervistato Carlo Verdone per la nostra rivista cartacea. Sono cresciuto con i suoi film, con quelli di Renato Pozzetto e Adriano Celentano.

Quale squadra tifi? I tuoi beniamini?

A 5 anni già compilavo l’album delle figurine dei calciatori della stagione 1986/87 e scrivevo formazioni, risultati e classifiche. La baby sitter Lella mi mostrò il poster del fantasista della Juventus Michel Platini che aveva nella sua abitazione e mi influenzò a tal punto da farmi diventare un tifoso Juventino. Poi successivamente cambiai fede calcistica diventando un sostenitore della Fiorentina. La presenza di mio padre tifoso viola e i gol del bomber gigliato Batistuta mi avevano condizionato. Da piccolo mi piaceva il Barcellona perché l’attaccante blaugrana era inglese, Lineker, come le origini di mia madre. Da quando Leo Messi milita nel Barça la mia passione verso questo club è cresciuta notevolmente. Sono stato allo stadio Camp Nou di Barcellona e ho la tessera come penysta blaugrana. Il Barça è la mia squadra del cuore perché è Mes que un Club! Sono legato alla Nazionale italiana. Il giocatore che ho ammirato di più in azzurro è stato Roberto Baggio.

Hai nominato Platini, Batistuta, Lineker, Messi, Baggio. Se dovessi rubare una dote umana e professionale a tutti e cinque quali virtù sarebbero?

Non sono un amante né di Platini né di Lineker; ero piccolo. Nel ’90 invece impazzivo di gioia ai gol di Totò Schillaci nel Mondiale delle notti magiche, ma neanche lui è tra i miei preferiti. A Batigol ruberei grinta e potenza, mentre a Roby e Leo umiltà e classe.

Nei tuoi articoli sei sempre stato attento alla statistica, oltre che alla tattica e tecnica. Come mai?

Le statistiche sono una fotografia che ci fa capire meglio il passato, però se applicate ai pronostici lasciano il tempo che trovano. Mi piace il gioco basato sul possesso palla finalizzato nell’andare in rete, non sempre però si può applicare, dipende dai giocatori. I campioni con la maglia numero 10 deliziano i tifosi, sono l’essenza della bellezza di questo gioco.

A proposito di numeri 10 la tua laurea ripercorreva 10 numeri 10. Quali e perchè proprio loro?

Pelè, Cruijff, Maradona, Platini, Zico, Zidane e degli italiani Rivera, Antognoni, Roby Baggio e Totti. Ho seguito una logica per chiudere con l’allora fresco campione iridato Totti: ho escluso per via del poco materiale video, audio… i fuoriclasse prima degli anni ’60 ovvero i vari Meazza, Valentino Mazzola, Di Stefano, Puskas, questi ultimi due in coppia nel Real Madrid si alternavano nei ruoli di fantasista e prima punta; ho inserito i più forti stranieri e 4 italiani, due campioni del mondo (Antognoni e Totti), uno d’Europa (Rivera) e i pallone d’oro (lo stesso Rivera e Baggio). Sivori non l’ho messo in quanto aveva giocato sia con la Nazionale argentina che con quella italiana. Ricordo agli utenti che nel giorno della mia laurea correva l’anno 2007 e Ronaldinho e Messi erano entrambi in attività.

A chi deve dire grazie Stefano Rizzo?

Dico grazie ai miei splendidi genitori ai quali voglio un bene infinito. Senza il loro contributo questo progetto non ci sarebbe. Li ringrazio anche per un regalo preziosissimo: aver messo al mondo mio fratello più piccolo Paolo. Ho una relazione da diversi anni con una donna dotata di grande intelligenza e dall’animo buono, oltre ad essere bella e affascinante. Le dico grazie perché mi comprende, mi sostiene e non rema mai contro. Grazie a te Erika, la numero uno delle giornaliste, e ai miei redattori, Glauco, Luca, Valerio, Sandro, Marco Fabio, Alessandro F., Fabrizio e Alessandro S., validi e capaci, che come me coltivano il forte desiderio di trasformare questa passione in un lavoro retribuito. Un grazie va anche al nostro affidabilissimo Web Master Andrea. In questi anni io, Erika e Andrea abbiamo accolto diversi redattori…alcuni strada facendo si sono rivelati assolutamente non idonei con il progetto (ndr, ride). “L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” (ndr, frase tratta dal testo della canzone “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla). Ringrazio il nostro Papa Francesco perché in un momento di smarrimento generale, causa pandemia, è stato un riferimento per tantissime persone. Ci tengo a dare un consiglio con il cuore a tutti citando una frase di un altro grande, Papa Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Lui ci ama sempre!

La redazione ha in serbo una sorpresa per te. Tutti ti dedicano un pensiero e rispondono ad una mia domanda: “Quale aggettivo useresti per descrivere gli articoli di Stefano?

Web Master

Stefano è una persona che non si arrende facilmente, sia nella vita che nel lavoro, si adopera con tutti i mezzi affinché l’obiettivo possa essere raggiunto, ma questo senza tralasciare il fattore umano: come giornalista è sempre attento alle tematiche, come direttore cura la sua redazione a 360 gradi, sia chiedendo attenzione e qualità, sia mantenendo un rapporto sereno con chi lo circonda. I suoi articoli? Anticonformisti. Andrea Perla

Vice Direttore

Disponibilità, professionalità e accuratezza. Se vogliamo definire Stefano Rizzo in quanto giornalista non possiamo prescindere da queste caratteristiche. È proprio qui che il direttore si fonde con la persona, una presenza che non ti fa mai sentire solo, pronto a sostenerti in tutto e per tutto. Niente sarebbe possibile senza la sua “passione”, impossibile non percepirla. La sua amata creatura, infatti, porta proprio quel nome. I suoi articoli? Meticolosi. Glauco Dusso

Capo Redattore

Conosco Stefano da 7 anni e da 7 anni condivido con lui questa avventura in Passione del Calcio. Stefano è un direttore tanto esigente quanto leale, schietto come piace a me, con una passione incredibile per ciò che fa. Passione che trasmette in continuazione a chi gli sta intorno. Comunque andrà la mia carriera nel giornalismo gli sarò sempre grato per avermi dato la prima vera opportunità in questo settore tanto difficile quanto bello. Grazie Direttore. I suoi articoli? Pungenti. Luca Missori

Redazione:

Incontrare persone come Stefano è un tonico per l’anima. Al di là dell’estrema pazienza avuta con me (e non è poco, credetemi, farei incazzare anche Gandhi) è proprio la sua filosofia di “slow football” che mi piace tanto. Pacatezza e positività. E’ sempre pronto a incoraggiarci. Passione Del Calcio è la sua creatura, ma l’ha resa una cosa di chiunque ci si voglia avvicinare. Ed è una gran virtù, in un giornalismo di base dove sgomitare è la regola. I suoi articoli? Attenti. Valerio Campagnoli

Bastano tre parole per descriverlo: solidale, puntuale e professionale. Tre aggettivi perfettamente compatibili con la persona Stefano Rizzo, mai una parola fuori posto e sempre presente nel metterti a tuo agio; con il giornalista Stefano Rizzo, che fa della puntualità e dell’affidabilità la sua dote migliore; con il direttore Stefano Rizzo, la cui professionalità viene dimostrata ogni giorno tramite la sua impeccabilità nella correzione dei pezzi e nella capacità di fare di Passione del Calcio uno dei siti più interessanti nel panorama giornalistico online. I suoi articoli? Incisivi. Sandro Caramazza

Il nostro Direttore Stefano Rizzo c’è sempre, è lì nell’ombra, integerrimo tutto scruta e nulla lascia al caso. Si infervora come noi quando non riesce a contenere la sua passione smodata per il gioco più bello del globo. Gagliardo giornalista, impavido intervistatore, su di lui puoi sempre contare per consigli sulla qualunque, in particolare su come esprimere al meglio le tue idee in scrittura, anche le più strampalate. I suoi articoli? Ficcanti. Marco Fabio Ceccatelli (ndr, oggi è il tuo compleanno Marco Fabio… tanti auguri!)

Di Stefano posso solo dire cose positive, è una persona sempre gentile e disponibile ad aiutare. È un giornalista scrupoloso e attento ai dettagli, molto preparato e capace. Mi sta insegnando tanto ogni giorno da quando sono in Passione del Calcio e non posso che ringraziarlo. I suoi articoli? Provocatori. Alessandro Fornetti

Precisione, passione, dedizione e impegno. Sono queste le caratteristiche che mi vengono in mente se penso alla figura del giornalista e Stefano le possiede tutte. Professionista preparato e competente, direttore carismatico e alla mano, persona gentile e di buon cuore, Stefano ha proiettato in Passione del Calcio tutte le sue qualità, inseguendo un sogno in cui ha creduto fin da subito e che oggi rappresenta la sua quotidianità. I suoi articoli? Coinvolgenti. Fabrizio Scarfò

Si chiama Passione del Calcio per descrivere al meglio l’idea che l’editore Stefano Rizzo trasmette ogni giorno a noi redattori. È quel tipo di allenatore di cui ti puoi fidare, perché se sbagli ti corregge sempre e ogni giorno impari qualcosa di nuovo. Puoi andare “in campo” ed essere te stesso: a tutto il resto ci pensa lui! I suoi articoli? Catalani. Alessandro Sticozzi

Ringrazio Guido Ricci per la nostra foto.

Fonti altre foto: Brindisireport.it, TeleMundoDeportes.com e HitechSport.com

Erika Eramo

Comparatore Quote3

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.