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Da calciatore ad allenatore : la vita di Rafaél Benítez Maudes

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Passionedelcalcio.it vi racconta la storia di Rafa l’internazionale, il tecnico dal cuore marcatamente caldo e cervello meticolosamente freddo

Rafa Benitez è nato il 16 aprile del 1960 in quel di Madrid. La sua famiglia è composta dai due genitori Francisco e Rosaria, dal fratello maggiore Francisco Javier e dalla sorella minore Maria del Rosario. Il padre è da sempre devoto all’Atletico mentre la madre al rinomato rivale Real Madrid. Entrambe lo incoraggiano da sempre nel seguire la passione per lo sport del calcio.

Benitez è un prodotto del vivaio del Real Madrid , club nel quale entra come giovane nel 1974. Non riuscirà però mai ad arrivare alla prima squadra e sarà utilizzato solo nella squadra satellite: il Castilla.

Nel 1981 si iscrive all’Università Politecnica presso la facoltà sportiva conseguendo il titolo INEF in Scienze Motorie. In concomitanza all’iscrizione avviene il suo trasferimento al Parla nel quale resta fino al 1985. Anno quest’ultimo nel quale stipula il contratto con Linares.

E’ vittima di un infortunio al ginocchio che gli costa un’intera stagione fra ’85 e l’86. L’incidente avviene con la squadra universitaria spagnola. In seguito a questo infortunio Benitez decide di abbandonare la carriera di calciatore per indirizzarsi verso quella di allenatore. Nel 1989 ottiene difatti il patentino e nell’estate del ’90 allena la californiana UC Davis.  Nei tre anni successivi vince ben sei trofei , dal ’93 al ’95 allena il Real Madrid B. Dal ’91 al ’95 è assistente tecnico di Del Bosque, di Valdano, di  Beenhakker, di Real Antic e di Floro.

Il lavoro fuori l’ambito della società madrilena non è brillante. Difatti per la durata della stagione ’95-’96 allena nella massima serie il Real Valladolid. Dopo sole due vittorie in ventitré match viene esonerato. Sicché passa alla seconda serie in qualità di tecnico dell’Osasuna, dove è esonerato in Campionato dopo sole nove partite. Finalmente nel ’97 accetta l’ingaggio nell’Extremadura dove porta la squadra al secondo posto della classifica. L’anno successivo l’Extremadura viene retrocesso dal Liga.  Rafa Benitez a questo punto lascia la squadra e comincia ad osservare costantemente il gioco tecnico di diversi club fra i quali Arsenal e Manchester United.

Durante il periodo al Real, Benitez fa la conoscenza della sua amata Maria de Montserrat con la quale convola a nozze nel 1998 e dalla quale ha due splendide figlie, la prima Claudia nata un anno dopo la loro unione nel 1999 a Madrid, mentre la seconda Agata nel 2002 nata a Valencia.

Intervalla il lavoro di tecnico a quello di analista calcistico commentando per diverse televisioni spagnole di quel di Madrid, oltre a programmi presenti su reti della portata di Eurosport, El Mundo United e Marca.

Il Tenerife di Luis Garcia, Mista e Torres, lo ingaggia nel 2000. Arriva col terzo posto la promozione in Liga.

Dopo ben trentuno anni di digiuno il Valencia, capeggiato da Benitez dal 2001, vince la Liga. Nel 2002 Rafa esordisce in UEFA Champions League dove viene sconfitta dall’Inter di Cuper ai quarti di finale.

Nella stagione 2003/04 trionfa nuovamente in Liga e conquista il primo titolo europeo in Coppa UEFA. Il Valencia è al suo sesto trofeo. In quel frangente vince l’ambito trofeo di Allenatore UEFA dell’Anno per la stagione 2003-2004. Esattamente una settimana dopo il trionfo continentale sorprende tutti annunciando la sua dimissione dal ruolo di tecnico, rifiutando di contrattualizzare la continuazione del rapporto professionale col Valencia. La decisione di abbandonare il club è conseguita da vari fattori, in particolare a causa di forti disaccordi sul mercato portato avanti dal club valenziano.  E’ passata alla storia la sua celebre frase dove spiega le sue ragioni con queste parole : “Speravo in un divano e mi hanno portato una lampada” dove il divano è sinonimo di difensore e lampada il centrocampista Canobbio. Il periodo col Valencia si conclude pertanto dopo tre stagioni con la vittoria di un trofeo UEFA e di due titoli nazionali.

Accetta l’ingaggio del Liverpool subentrando a Houllier nell’anno 2004. In quest’ultima stagione batte il Milan durante la finale di Champions League conclusosi ai calci di rigore. Mentre per la Premier League il  Liverpool conclude la stagione posizionandosi al quinto posto (ma si qualifica lo stesso in Champions in qualità di  squadra detentrice). Perde il match di finale di Football League Cup contro il Chelsea.

Rafa Benitez diviene l’unico allenatore che è riuscito con due team differenti a vincere La Champions League e la Coppa UEFA. Infatti anche per il 2004-2005 ottiene il titolo di Allenatore UEFA dell’Anno.

Sempre al Liverpool nella successiva stagione, Rafa vince la Fifa Cup, oltreché batte in finale la CSKA Mosca portando a casa la Supercoppa Europea. Inoltre sconfigge il West Ham posizionandosi al terzo posto in classifica. Battendo poi il Chelsea in Community Shield. Nel 2007 il suo Liverpool arriva a disputare un’altra finale di Champions League. In questa occasione si trova nuovamente ad affrontare il Milan. A differenza della finale disputata due anni prima però questa volta sono i rossoneri ad avere la meglio

Nelle stagioni successive il Liverpool guidato da Benitez non ottiene nessun trionfo.

Nell’estate del 2010 giunge la fine del rapporto professionale col Liverpool per volontà sia della società che dello stesso Benitez. Lascia il Liverpool dopo sei stagioni, una Coppa D’Inghilterra, una Community Shield, una Supercoppa Europea e una Champions League.

Segue l’ingaggio all’Inter contrattato per la durata di una stagione dall’estate del 2010. Con l’Inter Benitez vince  la Supercoppa Italia, ma la sua squadra nerazzurra viene sconfitta invece in Supercoppa europea dall’Atletico Madrid. Si riscatterà trionfando nel Mondiale per Club.

Giunge nel 2012 l’ingaggio col Chelsea in seguito all’esonero del tecnico Di Matteo per la durata di tutta la restante stagione agonistica. Vive in quel periodo la disapprovazione dei tifosi di Blues che lo criticano vivamente dagli spalti avvalorandosi di cartelli e a mezzo fischi. Nonostante il Chelsea acceda alla Champions League ma non supera la fase a gironi si qualifica alla Europe League in quanto terzo in classifica. Nella competizione della Coppa Del Mondo Per Club il Chelsea di Benitez arriva in finale ma non vince il titolo.  Il Chelsea si qualifica terzo nel Campionato. Mentre nel 2013 colleziona un altro successo vincendo la finale di Europe League.

Dodici giorni dopo per Rafa arriva l’ingaggio al Napoli dove contratta il successivo biennio. Il terzo anno viene inserito in forma opzionale. Benitez pattuisce con la rosa partenopea Benitez uno stipendio stagionale di tre milioni e mezzo di euro. Il suo personale team tecnico è composto da diverse figure. Fra questi vi è Valero quale allenatore di portiere. Pecchia in qualità di secondo allenatore. Saccone e Miguel Moreno quali preparatori atletici della squadra. Gomez Perez quale analista tattico e Jimenez Campos quale analista tattico delle rose avversarie.

Le parole spese da Rafa al suo arrivo al Napoli : “Sono molto felice e soddisfatto di essere sbarcato in una grande rosa come quella partenopea, in una realtà unica come quella di Napoli. Primariamente per la storia che contraddistingue il club, la città e la forte tradizione che racchiude la metropoli partenopea. Devo confessare che sono smisuratamente emozionato poiché posso condividere la mia forte passione per il gioco del calcio con i tifosi della rosa partenopea, che dimostrano da sempre  che vivono lo sport del calcio in modo speciale, estremamente speciale. Desidero essere accettato come componente della loro vasta famiglia, di avvertire la vicinanza della tifoseria, affinché insieme possiamo arrivare a vittorie sin dal principio, che auspichiamo possano sopraggiungere attraverso a sacrifici, a costanti sforzi e all’impegno di ognuno di noi”.

L’esordio sulla panchina azzurra è brillante: è schiacciante la vittoria contro Bologna. Il tre maggio 2014 conquista la Coppa Italia battendo nel match di finale la Fiorentina presso l’Olimpico di Roma. Durante l’ora precedente al fischio d’inizio avviene purtroppo un agguato ai danni dei tifosi partenopei attuato da un gruppo di tifosi estremisti romanisti, dove avviene il ferimento e la conseguente morte del giovane Ciro Esposito. Benitez, in quel frangente e durante il ricovero del giovane, spende parole di solidarietà alla famiglia di Esposito, la quale viene sovvenzionata in tutte le spese dalla SSC Napoli quale forma di vicinanza da parte di quest’ultima. Come avvenuto in precedenza nella maggior parte delle volte, ogniqualvolta Benitez è alla guida di una rosa quest’ultima porta a casa almeno un titolo. Inoltre in seguito alle cento partite contese nella competizione di Champions League, Rafa riceve una targa commemorativa durante il Forum UEFA indetto per gli Allenatori Club D’Elite. A Benitez si deve l’arrivo di molti fuoriclasse al Napoli, molti dei quali proprio spagnoli, in quanto particolarmente legato al calcio spagnolo.

Pocanzi arriva il rinnovo contrattuale per Benitez con la SSC Napoli di De Laurentiis, col quale stipula un rinnovo con clausola dovuto al desiderio del tecnico di tornare in Spagna alla conduzione della Nazionale qualora Del Bosque si dimetta, come preannunciato. Inoltre Rafa si auspica che possa avvicinarsi alle figlie Agata e Claudia che vivono a Londra, pertanto la conciliazione fra vita professionale e vita privata perverrebbe da un suo ritorno alla Premiere League.

Benitez è una persona estremamente meticolosa, un vero e proprio calcolatore. Difatti quantifica la posizione degli stadi sportivi dove si svolgono le sfide, in modo da poter calcolare le distanze dall’albergo e dall’aeroporto o dall’autostrada per evitare che siano troppo dispendiose in termini chilometrici o di tempo.  Stabilisce in modo scrupoloso l’orario previsto per la partenza quando impegnato in trasferte, calcolando l’imprevisto traffico. Per quel che riguarda il viaggio aereo calcola minuziosamente i dettagli relativi all’attesa prevista in aeroporto prima del volo, in quanto è fermamente convinto che la cosa mentalmente stancante di un viaggio aereo sia l’attesa e non la trasferta in sé. In merito agli impegni previsti dalle competizioni, essendo questi estremamente ravvicinati, Benitez preferisce calcolare dettagliatamente intensità e frequenza di allenamento, oltreché appuntare le variazioni tattiche di gioco su di una lavagnetta. Rafa non ama lasciare niente al caso.

Sicché i titoli vinti in competizioni nazionali da Benitez sono  :

Campionato spagnolo Under 19 conseguito con il Real Madrid nella stagione 1992-1993.

Coppa di Spagna Under 19 conseguite col Real Madrid nelle stagioni  1990-1991 e 1992-1993.

Campionato spagnolo col Valencia nelle stagioni 2001-2002 e 2003-2004.

Coppa d’Inghilterra col Liverpool nella stagione 2005-2006.

Community Shield con il Liverpool nell’anno 2006.

Supercoppa italiana con l’Inter nella stagione 2010.

Coppa Italia col Napoli nel 2014.

Mentre i titoli vinti in competizioni internazionali da Rafa sono :

Europa League col Valencia nella stagione 2003-2004 e col Chelsea nella stagione 2012-2013.

Champions League col Liverpool nella stagione 2004-2005.

Supercoppa UEFA col Liverpool nell’anno2005.

Coppa Del Mondo Per Club con l’Inter nell’anno 2010.

 

Erica Rezzuti

8 Commenti

  1. Una bella esposizione della carriera di Benitez.
    Un clichè di tutto rispetto per l’ allenatore del Napoli.
    In Italia dagli interisti non gode della stima che dovrebbe ricevere: questo sebbene avesse vinto con l’ Inter la Supercoppa Italia e la Coppa Del Mondo per Club. Ma qualcosa con l’ Inter non funziona e dopo poco interrompe i rapporti con la società.
    De Laurentis ha fatto bene ad ingaggiare un allenatore che per la sua bravura è uno dei più noti a livello internazionale.
    E’ un personaggio preciso ed usa anche studiare ed incidere sui calciatori anche a livello psicologico.
    Mi auguro che rimanga nel tempo come allenatore del Napoli perchè ci porterà molte soddisfazioni.
    Saluti

    • Rafa è un vero osservatore del dettaglio, un perfezionista e da tale sperimenta le soluzioni migliori per raggiungere i suoi obiettivi agonistici. Psicologicamente ed emotivamente sa invogliare la sua squadra grazie al suo essere una persona dal cuore “caliente”.

  2. Ma che volere di più ?
    Un allenatore che vince dove va, anche con squadre di non alto rango ( P.S. Non parlo del grande Napoli…)
    Non sapevo che inizialmente la carriera di Benitez non fosse coronata da successi: ma poi, studiando il calcio e preparando i calciatori anche sotto l’ aspetto psicologico, ha creato degli sqaudroni che hanno avuto tanti trofei.
    Spero che rinnovi col Napoli il suo contratto.
    Cordiali saluti

    • C’è un detto che dice “quello che tocca diviene oro”, parrebbe il caso di Rafa. Analizza e modifica sin a trovare la giusta soluzione, sempre. La SSC Napoli non ha motivo di dubitare del rinnovo col suo Mister.

  3. Sono rimasto impressionato dal curriculum di Benitez.
    Da calciatore forse non valeva molto….ma da allenatore non è inferiore a nessuno.
    Questo soprattutto attualmente in Italia.
    Le frecciatine dei pseudo commentatori, sia in tv ( nazionali e locali) , che in radio, non hanno mai scalfito la sua estrema pazienza rispondendo sempre con eleganza e signorilità.
    Molti allenatori dovrebbero prendere esempio da lui: sia per le pacate e professionali riposte che usa, e sia per il comportamento sempre corretto con tutti ( anche i suoi avversari diretti…).
    Contrariamente a colleghi (romani) che proclamano vittorie e campionati, Benitez è sempre parco con le sue meritate vittorie delle sue squadre, e col Napoli continua a ” tenersi basso” dicendo di guardare ad un incontro alla volta.
    Dice bene Lippi ( e non solo…) che c’è una indifferenza sottovalutando il Napoli: addirittura cì è qualcuno che pronostica per il Napoli lo…..[ non lo dico per scaramanzia ! ].
    Un grande allenatore fa una grande squadra: è proprio quello che sta accadendo al Napoli che comunque deve migliorare in strutture ed organizzazione come da tempo dice Benitez.
    Forza Benitez: dopo un inizio di campionato incerto, con tanti cambi, è riuscito a far tornare il sorriso e la gioia ai tifosi Napoletani ai quali rimane sempre il più grande allenatore dimostrando che dopo mazzarri inizialmente rimpianto, si può fare ancora meglio.
    Ciao

    • La sua carriera lavorativa ci dice chiaramente che Rafa è un tecnico degno di nota. Un vero professionista in ambito calcistico ove si distingue proprio per competenza. Sicuramente con lui il Napoli è salito di livello.

  4. Dire che il nostro caro allenatore non abbia un curriculum adeguato alla sua bravura sarebbe una bugia…..Cosa potevamo sperare di meglio? Sicuramente Mazzarri ha precedentemente catturato la nostra attenzione nei suoi confronti, ma Benitez è diecimila volte più bravo e ciò lo si può visionare dall’excursus storico che ci ha dettagliatamente scritto l’articolista.Spero vivamente che Rafael decida di rimanere al Napoli anche se è giustificabile la sua voglia di avvicinarsi alla sua famiglia.

    • Cara Lorena Rafa ha vinto praticamente con quasi tutte le squadre che ha allenato, l’ho difatti definito Rafa l’internazionale per il suo essere un tecnico che si distingue fortemente per bravura

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