La leucemia se lo è portato via a soli 53 anni, il Guerriero è morto. Un pezzo di storia del nostro calcio se ne va
L’ho visto personalmente il primo dicembre, sua purtroppo ultima apparizione pubblica, alla presentazione del libro di Mr Zeman (Leggi qui), facendo una graditissima sorpresa al vecchio Mister, era smagrito ma col sorriso sulle labbra. In questi giorni circolavano voci su un suo ricovero e il riserbo della famiglia non lasciava trapelare molto altro. Proprio in questi minuti è purtroppo giunta la tristissima notizia della sua scomparsa. Lo abbiamo conosciuto, apprezzato e anche amato per l’uomo che era, tutto d’un pezzo, schietto e leale, un guerriero che non avrebbe voluto arrendersi, ma un male infido e silenzioso gli ha fatto perdere l’ultima partita, quella più importante.
Il 13 luglio 2019 annuncia in conferenza stampa di aver contratto una forma di leucemia mieloide acuta, per la quale ha deciso di sottoporsi a cure immediate. Il 25 agosto, ancora in cura presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna, da dove guida e spesso lo farà anche in seguito i rossoblu, e dopo 44 giorni di ricovero, torna a sorpresa a sedersi sulla panchina del Bologna nella gara d’esordio di campionato in casa dell’Hellas Verona, partita terminata con il punteggio di 1-1.
Il 26 marzo 2022, in conferenza stampa, annuncia di doversi sottoporre a un nuovo ciclo di cure per contrastare la ricomparsa della malattia che l’aveva colpito.
Da giocatore ha ricoperto il ruolo di centrocampista/difensore vincendo 3 campionati in Jugoslavia, con il Vojvodina nel 1989 e con la Stella Rossa nel ’91 e ’92 squadra con la quale ha trionfato anche nella Coppa dei Campioni e nella Coppa Intercontinentale nel 1991. In Italia indossa le maglie della Roma, Sampdoria, Lazio e Inter, conquistando 2 campionati (con la Lazio nel 2000 e con l’Inter nel 2006), 4 Coppe Italia (2 con i biancocelesti e 2 con i nerazzurri) e 3 SuperCoppe italiane (2 con i biancocelesti e 1 con i nerazzurri). Con la Lazio in Europa ha alzato la Coppa delle Coppe (1999) e la SuperCoppa europea (1999).
E’ stato uno dei maggiori specialisti nell’esecuzione delle punizioni.
Ha allenato il Bologna, il Catania, la Fiorentina, la Sampdoria, il Milan, il Torino ed è stato ct della Serbia.

Passionedelcalcio si unisce al dolore dei familiari.
Addio grande Siniša!
Fonti foto: Luigi A. Cerbara e Corriere.it
Luigi A. Cerbara









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