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Piero Chiambretti: “Non guarderò il Mondiale”

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Il comico, dopo due stagioni alla guida di ‘Tiki Taka’, da gennaio 2023 condurrà in prima serata su Canale 5La TV dei 100 e uno

Passionedelcalcio.it ha intercettato telefonicamente il noto conduttore Piero Chiambretti, reduce dall’esperienza nel programma sportivo ‘Tiki Taka – La repubblica del pallone’, per un punto sul campionato fermo ai box e sull’imminente Mondiale.

L’avversario nella corsa scudetto del Napoli è il Napoli stesso?

Assolutamente sì, attenzione però alla Juve che ha ripreso entusiasmo.

Solo la Juventus potrà inserirsi in vetta in caso di un tracollo del Napoli o c’è speranza anche per il Milan e l’Inter?

La Juve non è impegnata in Champions e forse potrebbe risparmiare qualche energia in Europa League, discorso diverso naturalmente per le due compagini milanesi che punteranno forte anche sulla Champions.

A proposito di palcoscenici europei, quale squadra italiana potrà bissare il successo della Roma della scorsa stagione?

Il Napoli, sta impressionado tutti anche in Europa. La serie A però nel complesso ormai è un torneo modesto e pertanto le squadre italiane non sono troppo abituate ad incontri di grande livello.

Lei da tifoso del Torino spera in una qualificazione europea dei granata?

Sul campo avremmo meritato qualche punto in più, sono però dell’idea che per affrontare bene un impegno europeo un club debba avere una ventina di giocatori validi, altrimenti si rischia di fare male in Europa e malissimo in Italia. Il Toro invece fatica ad avere 11 calciatori di spessore. La società granata è in salute a livello economico perciò da questo punto di vista vanno fatti i complimenti al patron Cairo.

I successi della sua carriera a cui è più legato?

I vari Festival di Sanremo (’97, 2001 e 2008), il DopoFestival (’98 e 2007), Chambretti c’è in Rai, Markette su LA7, Chambretti Night, Striscia la Notizia e Matrix Chiambretti su Mediaset, ma potrei citarne tutti perchè ogni programma è come fosse un ‘figlio’.

Nel mondo del pallone come nella vita ci sono i vincenti e i perdenti, i poveri e i ricchi. A chi associa questi aggettivi nel calcio?

I soliti nomi. Se sei forte hai i giornali, i tifosi e gli arbitri al tuo fianco, se invece sei debole hai tutti contro.

Lei ha dichiarato in un’intervista che in Mediaset per ‘Tiki Taka’ è passato dall’intrattenimento all’informazione. Cosa promuove e cosa boccia di quell’esperienza durata due stagioni?

Non boccio nulla. E’ stato un programma vincente, abbiamo ribaltato il linguaggio calcistico, anche se ora è tutto tornato come prima.

Lei è fiero di avere uno stile ben definito. Quali sono le caratteristiche principali sue e dei suoi programmi?

Creatività, fantasia ed eleganza.

E’ pronto per tuffarsi in questo Mondiale particolare?

Non lo seguirò. I morti sul lavoro e le molteplici violazioni dei diritti umani non possono passare sotto traccia. E’ inoltre tragicomica la notizia emersa dal pianeta social in relazione ai finti tifosi che il Qatar sta istruendo. Per business si sono interrotti i campionati e non lo trovo giusto.

Nel Qatar fa caldo ma l’attesa per questo evento è tiepida per molti appassionati.

Programmi per il futuro?

Da gennaio 2023 condurrò in prima serata su Canale 5 ‘La TV dei 100 e uno’, un programma con protagonisti i bambini. Nel pianeta televisivo si è troppo legati ai numeri, a volte dei programmi con ascolti alti sono considerati di basso livello dagli addetti ai lavori e non, al contrario alcuni format con idee interessanti e sviluppate bene hanno vita breve per discorsi economici.

Fonti foto: FanPage.it; Tutto.Tv; YouTube.com

Stefano Rizzo

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Giornalista e laureato in Scienze della Comunicazione

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