Home Curiosità Ci lascia Boniperti, leggenda del calcio italiano e inventore dello stile Juve

Ci lascia Boniperti, leggenda del calcio italiano e inventore dello stile Juve

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Grave lutto nel mondo del pallone, si è spento nella notte uno dei simboli della Vecchia Signora, il cui valore era universalmente riconosciuto

Si è ammainata la bandiera bianconera per antonomasia. Nella notte Giampiero Boniperti ci ha lasciati a 92 anni a causa di un’insufficienza cardiaca. Presidente onorario della Juventus, ha fatto la storia della Vecchia Signora sia da calciatore che da dirigente.

Con le zebre 5 scudetti, due coppe italia e il titolo di capocannoniere nell’annata 47-48 con 27 reti. Quindici anni con una sola maglia cucita sul petto, quella bianconera, ma al di là dei numeri che possono risultare poco indicativi o comunque venire surclassati dai calciatori bionici dell’epoca moderna, è l’uomo, la leggenda, il ricordo di alcuni episodi che lo hanno eletto a simbolo del calcio italiano. Noi vogliamo raccontarvene uno risalente addirittura al 1946, anno in cui firmò il primo contratto con la Juventus.

L’allenatore bianconero dell’epoca Felice Borel, lo notò durante un provino e volle provarlo in un’amichevole fra la squadra Riserve e il Fossano. Il match terminò 7 a 0 con 7 reti proprio di Marisa, così soprannominato per i capelli ondulati biondi e per i tratti somatici dolci. La firma fu inevitabile subito dopo il termine della gara.

Nonostante la corte di grandi club, non tradì mai la Vecchia Signora. Insieme a John Charles e Omar Sivori formò un tridente da sogno, quando venne arretrato sulla trequarti. Lui numero 9 per definizione. Perché Boniperti viene considerato più di tanti altri? A mio avviso perché a differenza di tanti talenti fumosi, magari anche belli da vedere, univa alla grande classe una concretezza rara anche nei decantati fenomeni dei giorni nostri.

Il trio magico Sivori, Charles e Boniperti

Con la sua dipartita se ne va uno degli ultimi baluardi del calcio romantico, quello che piace a noi. Quello dove i volta faccia non erano all’ordine del giorno. Una stretta di mano era più solida della firma su un contratto ed erano le emozioni a farla da padrone, non il vil denaro.

L’inventore dello stile Juve

Carriera da dirigente ancora più sfolgorante. Oltre ai 9 scudetti e alle due coppe Italia, conquistò anche i primi tornei internazionali: Coppa Intercontinentale, Coppa dei Campioni, Coppa Uefa, Supercoppa Uefa e Coppa delle Coppe. Iconico il suo motto “Vincere non è importante, è l’unico cosa che conta”. Quando ci si chiede da dove arrivi la fame di vittorie della Juventus, nonostante l’abitudine a vincere, ecco la risposta. Quando nel ’71 divenne presidente, impose regole severe ai suoi calciatori come ad esempio presentarsi con capelli e barba curati alle convocazioni. Investì le sue energie sullo stile e sul creare un’immagine quasi mitologica della Vecchia Signora che, possiamo dirlo, negli ultimi anni si è sgretolata passo dopo passo.

Non è un accusa diretta al decadimento dello stile Juventus, è un discorso che vale per tutto il mondo del calcio, ma non è questo il luogo per approfondire l’argomento. Immagino che tanti presidenti di oggi, avrebbero voluto un uomo come Boniperti nel loro quadro dirigenziale, uno dei pochi capace di tenere i procuratori fuori dalla porta e di trattare direttamente con i calciatori.

FOTO: Tiscalisport.it; wikipedia.it

Marco Fabio Ceccatelli

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