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Ma quant’è bello il Bologna di Italiano!

Bologna, Castro
Bologna, Castro
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La squadra rossoblù si sta confermando una bellissima realtà. Il tutto è merito dell’allenatore e di una dirigenza che fa scuola a tutti

Il Bologna è stato un fuoco di paglia“. “Al Bologna è riuscita la stagione perfetta“. “Togli al Bologna Thiago Motta e non farà più nulla“. “Il Bologna era tutto Calafiori e Zirkzee“. Insomma, in estate se ne sono dette nei confronti del club rossoblù. Nessuno avrebbe mai messo un euro su un’altra stagione da protagonista del Bologna e invece, è ri-successo. Sì, perché la squadra di Vincenzo Italiano, battendo ieri il Milan nel recupero della nona giornata, si è riportata a ridosso del quarto posto. Posizione ad oggi occupata dalla Juventus con 49 punti all’attivo (felsinei a 44). Non solo sogno Champions League, ma anche Coppa Italia. Il Bologna, infatti, a distanza di 26 anni dall’ultima volta (era il 1999), ha ottenuto la possibilità di giocare la semifinale della coppa nazionale. Ad aprile ci sarà il doppio confronto contro l’Empoli di Roberto D’Aversa, che in settimana ha eliminato clamorosamente la Juventus ai rigori. Insomma, raggiungere la finale di Roma non è un’utopia, così come la final four a Riad di Supercoppa italiana.

Il Bologna è una bellissima realtà con dei campioni in dirigenza

Il Bologna si conferma una bellissima realtà del calcio nostrano e non è una bestemmia, visto che ultimamente se ne parla tanto, pensare ad un Bologna come la nuova Atalanta. D’altronde, dalla Dea, la società emiliana ha ereditato uno dei migliori dirigenti italiani degli ultimi 20 anni, ossia Giovanni Sartori. Il dirigente lodigiano, dopo aver fatto le fortune della Dea dal 2014 al 2022, tre anni fa è diventato responsabile dell’area tecnica del Bologna e i risultati parlano da sé: lo scorso anno qualificazione in Champions League e maxi plusvalenza in estate con gli addii di Calafiori (50 milioni di euro all’Arsenal) e Zirkzee (40 milioni al Manchester United). Oggi, il Bologna, ha 4 punti in meno rispetto alla scorsa stagione (a parità di giornate), ma si trova in semifinale di Coppa Italia ed è ancora in corsa per un posto in Champions League. Il tutto valorizzando gente come Santiago Castro, preso a 15 milioni ma che adesso ne varrà almeno il doppio, Dan Ndoye, Benjamin Dominguez e Sam Beukema. Quattro nomi non banali che stanno facendo le fortune di Italiano.

Appunto Italiano, l’allenatore chiamato in estate per raccogliere la pesantissima eredità di Thiago Motta. L’ex mister della Fiorentina, dopo un inizio un po’ claudicante, ha trovato la giusta quadra, riuscendo a raccogliere il meglio dai suoi ragazzi. Il Bologna è frutto di programmazione, pazienza, fiducia nel lavoro. Un progetto chiaro e definito, con alla base dirigenti di altissimo spessore. Perché oltre a Sartori, non bisogna neanche dimenticare Claudio Fenucci, altro dirigente di grandissima esperienza. Il Bologna, così come l’Atalanta, è una realtà che fa scuola.

Sandro Caramazza

Fonte foto: tmw

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