Torna il campionato dopo la scorpacciata di emozioni relativa alle qualificazioni alla rassegna estiva americana, a livello psicologico le squadre in lotta per il titolo potrebbero risentirne in positivo o in negativo
Una sosta dagli alti contenuti emotivi. Si è delineato il quadro delle squadre che parteciperanno al mondiale di quest’estate e ovviamente c’è chi è su di giri e chi invece ha avuto una batosta tremenda. Tra questi ultimi c’è purtroppo la nostra Italia che ieri in Bosnia ha vissuto una delle peggiori serate della sua storia calcistica. Una mazzata che forse potrà incrinare umori, convinzioni e atteggiamenti in vista della ripresa del campionato che nel prossimo weekend darà il via al rush finale. Uno scudetto ancora da assegnare, le qualificazioni europee da conquistare e retrocessioni da evitare. Quanto spostano i match valsi o no il mondiale per quanto riguarda la lotta al titolo? Analizziamo le tre pretendenti.
Chi è in posizione di grande forza è l’Inter, che dopo due settimane di sosta è pronta a riprendere il proprio cammino domenica sera contro la Roma. Di positivo c’è al di sopra di tutto il rientro di Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro è stato risparmiato dalla propria nazionale e ha potuto proseguire il suo recupero che è ormai arrivato al termine. Una notizia estremamente positiva per Cristian Chivu. Marcus Thuram anche ha ritrovato il sorriso con il gol in nazionale. Di contro, però, il tecnico dovrà fare i conti con i delusi. Detto che Calhanoglu ha riportato la Turchia a un mondiale dopo 24 anni, ci sono elementi fondamentali della squadra che tornano col morale a pezzi. Gli azzurri per esempio. Bastoni espulso ieri, Dimarco la controfigura di quello visto fin ora, Barella e Frattesi hanno continuato nel loro trend al ribasso, Pio Esposito ha fallito il suo rigore nella lotteria finale. Chivu dovrà utilizzare tutte le sue armi da psicologo per rimettere insieme i cocci. Insieme a loro Zielinski, estromesso in un match thrilling contro la Svezia. Il momento per l’Inter è delicato dopo 2 punti in 3 partite. Occhio al morale generale, la Roma non farà sconti.
Il Milan sfiderà il Napoli lunedì prossimo. I rossoneri di Allegri hanno potuto lavorare due settimane senza grossi patemi. Da verificare le condizioni di Leao. Lo stesso Pulisic non è riuscito a rinfrancarsi con la maglia degli Stati Uniti. La doppia sconfitta con Belgio e Portogallo senza brillare non ha migliorato il morale di “Capitan America”. In questi casi si sa, basta poco per tornare. Chissà, un gol contro gli azzurri riporterebbe in auge l’esterno statunitense, fatto sta che rimane ancora il periodo no. Un Milan che in generale non ha risentito della sosta nazionali ed è pronto a riprendere la marcia, a detta del suo allenatore, verso la qualificazione in Champions League. Un altro scivolone dell’Inter, però, potrebbe riaccendere vecchie voglie di vittoria finale.
Infine il Napoli. Sono state due settimane intense per la squadra di Antonio Conte. Come se non bastassero gli infortuni anche le nazionali hanno complicato lo stato psicologico della squadra. Intanto il caso Lukaku. Un contrattempo che gli azzurri avrebbero sicuramente evitato, da capire quali siano le conseguenze e le decisioni del club, soprattutto se sarà messo fuori rosa. Poi ci sono gli strascichi delle eliminazioni cocenti. In primis gli italiani. Morale a terra per Meret, Buongiorno, Politano e Spinazzola. Non da meno Hojlund che come gli azzurri ha visto il suo mondiale terminare ai calci di rigore fallendone anche uno. Tra gli eliminati anche Lobotka, Elmas e sulla carta Rrahmani anche se fermo per infortunio. La serie A è un altra competizione e il Napoli un altro ambiente. Però la serenità di un calciatore è minata anche da quello che succede in altri ambiti. Ora c’è il big match con il Milan, vietato abbassare la guardia.
Insomma non una ripresa facile per le tre big ancora in lotta per lo scudetto. Siamo sicuri che da professionisti i giocatori sapranno resettare e rituffarsi nella realtà della serie A. Certo è che per alcuni il pensiero all’estate andrà, la vacanza forzata non sarà di certo un piacere.
Glauco Dusso








