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Gli scudetti imprevedibili

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Questo attuale campionato potrebbe essere estremamente equilibrato, pertanto abbiamo intervistato alcuni protagonisti di annate storiche

In questo nostro speciale vogliamo dare la parola ad alcuni campioni che si sono cuciti lo scudetto sul petto con squadre non abituate a trionfare. Abbiamo escluso le sei squadre big di questo campionato sulla carta molto equilibrato: Juve, Inter, Milan, Roma, Lazio e Napoli.

Siamo partiti per questioni anagrafiche dalla Fiorentina del ’69, intervistando il difensore Rogora, poi negli anni settanta l’evento si è verificato ben due volte, e noi perciò abbiamo scelto due esponenti del Cagliari nel ’70, Niccolai e Greatti, e altrettanti del Torino nel ’76, Salvadori e Patrizio Sala, nel 1985 è la volta del Verona e ai nostri microfoni è intervenuto Bruni e infine abbiamo intercettato Mannini, intervistato anche in occasione di un altro speciale clicca qui, tra gli artefici del trionfo della Sampdoria nel ’91.

Bernardo Rogora difensore della Fiorentina campione d’Italia nel 1969
Bernardo Rogora

Cosa si aspetta da questo campionato che si preannuncia molto equilibrato?

Rogora: In questo inizio nessuna squadra dà l’impressione di poter dominare ma comunque poi alla fine vinceranno sempre le stesse del nord.

Niccolai: Bisogna vedere come reagiranno i club a questa pandemia. Vedo comunque la Juve sempre favorita con le milanesi che potranno darle molta noia.

Greatti: E’ un campionato sfalsato causa covid. Vincerà chi si organizzaerà meglio all’emergenza e ci vorrà anche una buone dose di fortuna. La Juve resta la squadra da battere, l’Inter è tosta e l’Atalanta non reggerà.

Patrizio Sala: La più forte resta comunque la Juventus. Le pretendenti sono tante tra cui Milan, Inter, Napoli, Atalanta e Sassuolo. Il campionato -seppur falsato dal virus- è più equilibrato rispetto al passato.

Salvadori: Pirlo sta dando un assetto diverso alla Juventus e quindi fa fatica. Tra le squadre pretendenti annovero soprattutto il Milan che dopo il lockdown ne è uscito meglio perché si è ritemprato e chiarito le idee oltre ad aver fatto una buona campagna acquisti. L’Inter l’ho trovata deludente tra covid ed infortuni vari.

Bruni: Il Milan sta raggiungendo i risultati attraverso le prestazioni, il tecnico Pioli sta svolgendo un ottimo lavoro e il ‘vecchietto’ Ibrahimovic galvanizza il gruppo. La Juve stenta e mister Pirlo non ha esperienza. L’Inter è la più accreditata, ma anche il Napoli, così come i rossoneri, potrà inserirsi nella lotta al titolo. Gattuso ha il gruppo in pugno e Osimhen è il valore aggiunto.

Mannini: Per la prima volta dopo anni la Juve non è la favorita, dall’Inter però ci si aspettava molto di più. Il Milan e il Napoli viaggiano forte.

Comunardo Niccolai difensore campione d’Italia con il Cagliari nel 1970
Comunardo Niccolai
Ricciotti Greatti centrocampista campione d’Italia con il Cagliari nel 1970
Ricciotti Greatti

I ricordi più belli del ‘suo’ scudetto?

Rogora: Essendo stato terzino destro le sfide con l’ala sinistra Gigi Riva. Voglio aggiungere anche la Coppa Italia conquistata sempre con la viola nel 1966 in finale contro il Catanzaro vinta su rigore realizzato da Mario Bertini ad un minuto dalla fine del secondo tempo supplementare (2-1).

Niccolai: La fortuna fu non aver nessun problema. La squadra era veramente forte.

Greatti: Come si sviluppò l’intera annata. Il gruppo è unito ancora dopo 50 anni. Tanti nostri tifosi sanno la formazione di quel tricolore a memoria anche se stiamo nel 2020.

Partrizio Sala: Sono passati 45 anni. Rimane la gioia e l’emozione lontana in generale.

Salvadori: Fu un sogno realizzato anche perché la squadra non era titolata per lo scudetto. Giornata per giornata abbiamo creato un’identità vincente. L’anno dopo avremmo potuto bissare il successo con 50 punti ma la Juventus con 51 ha fatto meglio. Onore a loro e rammarico per noi.

Bruni: Partimmo forte, fu una cavalcata incredibile che nessuno si aspettava. Cominciammo a pensare in grande durante il periodo natalizio.

Mannini: Fu l’apice di quel periodo d’oro in cui vincemmo anche tre Coppe Italia, la Coppa delle Coppe e disputammo anche altre finali europee. In ogni reparto eravamo al top.

Patrizio Sala centrocampista campione d’Italia con il Torino nel 1976, ha indossato anche le maglie della Sampdoria e della Fiorentina
Patrizio Sala
Roberto Salvadori difensore del Torino campione d’Italia nel 1976
Roberto Salvadori

I momenti che porta più nella cuore della sua carriera?

Rogora: Tutte le partite che ho vinto.

Niccolai: Sempre lo scudetto con il Cagliari.

Greatti: Gli inizii con la Fiorentina in mezzo a tanti campioni che mi hanno insegnato molto. Poi ovviamente lo scudetto, pensi ancora oggi tutti noi campioni d’Italia del ’70 viviamo qui in Sardegna.

Patrizio Sala: Il momento più bello è quello di un bambino che giocava in oratorio. La sua spensieratezza e libertà di seguire un sogno, trasmesso dall’allenatore.

Salvadori: I 10 anni col Toro sono stati la punta massima. Poi la Coppa Italia vinta con l’Alessandria in serie C. Battemmo l’Avellino a Roma. Valcareggi mi convocò con la Nazionale sperimentale, polmone della Nazionale maggiore.

Bruni: I sei anni nel Verona in cui ci sono stati momenti di gioia e di dolore come quando mi feci male al ginocchio. Nell’anno dello scudetto ero la prima riserva ma diventai titolare dopo l’infortunio di Luigi Sacchetti. Ricordo con piacere quando feci il falso nueve, per l’assenza di Galderisi, contro la Juve in Coppa dei Campioni.

Mannini: Il debutto in A nel 1984 con la casacca della Sampdoria contro il Napoli in cui c’era l’esordiente Maradona.

Luciano Bruni centrocampista dell’Hellas Verona campione d’Italia nel 1985, ha militato anche nella Fiorentina
Luciano Bruni

Come valuta in questa annata la squadra con la quale ha trionfato?

Rogora: Alla viola manca qualcosa in attacco. La squadra ha poco carattere, i giocatori si devono rimboccare le maniche e tirare fuori gli attributi come facevamo noi.

Niccolai: Il Cagliari si stabilirà a metà classifica.

Greatti: I rossoblu possono disputare tranquillamente un campionato dignitoso. Il tecnico Di Francesco sta amalgamando bene il gruppo.

Patrizio Sala: Intanto mi auguro si salvi. Abbiamo necessità di fare punti in fretta.

Salvadori: Questi ultimi anni sono stati un enigma. Addirittura sembrava si potesse riproporre la coppia d’oro Pulici-Graziani. Poi invece il nulla. Nell’ultima partita ci ha girato male con episodi sfortunati. Sirigu è sotto inchiesta così come l’allenatore sotto esame. Non vi è la giusta serenità. Si gioca con paura. Da qui i non risultati.

Bruni: L’Hellas ha venduto diversi giocatori importanti ma l’allenatore Juric è il valore aggiunto. La sua squadra è spavalda, grintosa, è tutta farina del suo sacco. E’ un ottimo mister.

Mannini: All’inzio mi ero preoccupato dopo le prime due sconfitte, poi invece la squadra ha reagito alla grande segno che che ci sono delle buone basi.

Moreno Mannini difensore campione d’Italia con la Sampdoria nel 1991
Moreno Mannini

Fonti foto: TuttoMercatoWeb.com; FiorentinaUno.com; LabaraViola.com; Wikipedia.org; IlMessaggero.it; Pinterest.it; Cagliarinews24.com; YouTube.com; Facebook.com; CalcioHellas.it; WorldFootball.net

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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