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Prima della finale Champions e del Mondiale c’è la prova del 9…

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Abbiamo scelto per questo speciale un esponente per ogni squadra italiana che ha vinto in Europa, ovvero Giacomino Losi con la Roma, Luigi Milan con la Fiorentina, Mariolino Corso con l’Inter, Beppe Furino con la Juventus, Alessandro Renica con il Napoli, Moreno Mannini con la Sampdoria, Demetrio Albertini con il Milan, Alberto Di Chiara con il Parma e Pippo Pancaro con la Lazio. Abbiamo rivolto loro quattro domande a testa. Scoprite quali

Che finale Champions sarà Real Madrid-Liverpool. Un suo pronostico?

Losi: Il Real Madrid parte favorito ma essendo una finale le due squadre hanno le stesse possibilità. La tradizione pende dalla parte degli uomini di Zidane, ma Kloop farà di tutto per riscattare la finalissima persa contro il Bayern Monaco nel 2013 con il suo Borussia Dortmund.

Giacomino Losi, difensore Roma Coppa delle Fiere ‘61

Milan: A scatola chiusa dico il Real Madrid perché è la squadra più abituata a vincere. Il risultato non è tuttavia scontato perché il Liverpool ha delle ripartenze velocissime.

Corso: Sarà una finalissima molto entusiasmante perché in campo vedremo due filosofie opposte di gioco. Il Real Madrid si basa sulle invenzioni dei campioni, mentre il Liverpool è micidiale in contropiede. Mi auguro che possa essere una partita avvincente e farò il tifo per le merengues perché mi piacciono i top-player del club spagnolo.

Furino: Francamente non me lo sono chiesto. A questo punto entrambe hanno meritato di essere qui e quindi…che vinca il migliore. Non tifo per nessuna delle due.

Renica: Mi aspetto che il Real Madrid rispetti i pronostici e vinca senza troppe difficoltà. I blancos difficilmente sbagliano partite del genere.

Mannini: Le finali non sono mai partite meravigliose. Le due squadre hanno un attacco fortissimo, perciò vincerà chi sbaglierà meno in difesa.

Albertini: E’ una finale tra due compagini fortissime che propongono un bel calcio. Ci vorrà un pizzico di fortuna come sempre. Da un parte c’è l’esperienza vincente del Real Madrid e dall’altra la voglia e l’incoscienza del Liverpool. Favorito è comunque il Real Madrid.

Di Chiara: Le finali sono sempre delle partite a sé. Il Real Madrid non ci arriva con troppi meriti, ma ha un organico di ottimo livello e un bagaglio di esperienza notevole. Il Liverpool dalla sua ha l’entusiasmo e Salah che è in stato di grazia. Mister Kloop è molto bravo a caricare i suoi giocatori. La bilancia pende comunque dalla parte dei blancos.

Pancaro: E’ sempre difficile pronosticare una finale, ma per le caratteristiche che mostrano le due squadre credo si affronteranno a viso aperto. Sarà una partita spettacolare.

 

Luigi Milan, centrocampista Fiorentina Coppa delle Coppe ‘61

Che Mondiale ci attende senza l’Italia? Quali squadre possono salire sul tetto del mondo? Quali le possibili outsider?

Losi: La Germania e la Spagna sono le più accreditate. Mi trasmettono più fiducia le europee rispetto al Brasile. Messi meriterebbe questo trionfo ma la sua Nazionale non è all’altezza della situazione. Vedo male la Francia.

Milan: Le solite. Quest’anno il Brasile pare abbia una rosa fortissima, ha addirittura lasciato a casa grandi giocatori. Poi la Germania, squadra super collaudata e l’Argentina. Un gradino sotto metto Francia e Inghilterra che sono spesso a correnti alterne. Non so invece in che condizioni siano le squadre africane.

Corso: Noi non vinceremo sicuramente (ride ndr). Sarà una sfida a distanza tra il Brasile e la Germania, non vedo altre pretendenti. Sono le squadre più attrezzate. Spero che l’Argentina esca al primo turno così il ct Sampaoli si renderà conto dell’errore che ha commesso nel non convocare il ‘nostro’ interista Icardi.

Mariolino Corso, centrocampista Inter Coppa dei Campioni ’64 e ‘65

Furino: Le tradizioni vanno rispettate perciò dico Germania, Spagna, Brasile e Argentina. Non tifo e non vedrò tutta la manifestazione ma seguo per la storia e l’irreprensibilità dei giocatori la Nazionale tedesca.

Beppe Furino, centrocampista Juve Coppa Uefa ‘77

Renica: Germania o Spagna. Sono le Nazionali più complete. Sono le vincitrici delle ultime due edizioni e hanno investito molto sul settore giovanile. Il Brasile e l’Argentina le inserisco un gradino sotto. Occhio al Belgio.

Mannini: Il Mondiale senza l’Italia sarà di una tristezza incredibile. Brasile, Germania, Francia e Argentina. Le outsider potrebbero essere Belgio e Croazia, perché sono forti ma non ancora al top.

Albertini: Le outsider ci sono sempre ad ogni Mondiale ma poi non vanno oltre le semifinali. I sogni si infrangono spesso lì. Le candidate sono Argentina, Spagna e Germania, che stanno sempre un passo avanti alle altre. Spero Messi possa alzare la Coppa del Mondo e coronare con questo trionfo la sua carriera.

Di Chiara: Sarà un Mondiale triste per gli italiani. Se avessimo partecipato comunque non avremmo fatto strada perché stiamo vivendo un tracollo tecnico non indifferente. Speriamo di ripartire dignitosamente dopo questo fallimento. La favorita è l’Argentina che ha un potenziale offensivo tale che può permettersi di lasciare a casa Icardi, che ha realizzato quasi 30 gol in serie A. Mi sento che Messi possa coronare il sogno. Vedo molto bene il Brasile e la Germania la quale ha, anche nei giovani, dei giocatori all’altezza. La Croazia è invece la possibile outsider.

Pancaro: Sarà un brutto Mondiale senza l’Italia. Ancora non ci penso. Le favorite sono sempre le solite: Brasile, Germania, Argentina e Spagna. La possibile outsider è il Belgio.

 

Alessandro Renica, difensore Napoli Coppa Uefa ‘89

La Nazionale italiana a cui è più legato?

Losi: La Nazionale nel 2006 mi ha fatto vivere emozioni indescrivibili. E’ stato bello vedere Totti e De Rossi alzare la coppa del mondo.

Milan: Quella dell’82 era di grande valore. Ricordo con entusiasmo anche il Mondiale del 2006 con fuoriclasse in campo quali Buffon, Totti, Del Piero…oggi invece scarseggiano i top-player.

Corso: Quella del ’70. Uno spettacolo per gli occhi. Peccato aver incontrato un Brasile così forte in finale. Nel 2006 invece abbiamo vinto il titolo mondiale con una delle più brutte Nazionali azzurre sul piano del gioco.

Furino: Non sono legato a nessuna in particolare, ma ricordo con simpatia quella dell’82 e del 2006 con in campo tanti giocatori juventini.

Renica: Ai campioni del mondo del 1982. Ci fu un percorso incredibile che ci vide estromettere il Brasile di Zico e l’Argentina di Maradona e in finale la Germania.

Mannini: Quella dell’82 perché ero agli albori della mia carriera professionistica. Mi è entrata nel cuore anche quella del ‘90. Dal ’92 anche io ho vestito l’azzurro e molti di quella rosa sono diventati miei compagni.

 

Moreno Mannini, difensore Sampdoria Coppa delle Coppe ‘90

Albertini: Sono molto legato a tutte le Nazionali con cui ho giocato, ma in particolare a due: quella di Usa ‘94 perché ero giovanissimo e fu un Mondiale particolare e quella dell’Europeo nel 2000 disputato da veterano. In sostanza i due estremi della mia carriera.

 

Demetrio Albertini, centrocampista Milan Champions League ‘94

Di Chiara: Alla Nazionale del 1982. E’ stato un trionfo fantastico per come si è sviluppato.

Pancaro: Sono molto legato alla Nazionale dell’82 in primis perché ero un bambino e poi perché ho un ricordo bellissimo di quella vittoria. Anche quella del 2006, perché fino all’anno prima ne ho fatto parte.

 

Alberto Di Chiara, centrocampista Parma Coppa delle Coppe ‘93 e Coppa Uefa ‘95

I momenti più belli della sua carriera?

Losi: Le coppe sollevate da capitano, la Coppa delle Fiere e la prima Coppa Italia. Ricordo quei momenti con tanto affetto.

Milan: Il primo anno a Udine coincide con la prima stagione in serie A. Fu indimenticabile. Realizzai 10 gol che non sono pochi per un centrocampista, seppur con caratteristiche offensive, come me. Poi i due anni alla Fiorentina in cui vinsi sia Coppa Italia che la Coppa delle Coppe. In quest’ultima realizzai tre gol in finale.

Corso: Sono stato fortunato di aver fatto parte della Grande Inter. Dominammo in Italia, in Europa e nel mondo. Il ricordo più bello è legato alla prima finale di Coppa dei Campioni che raggiungemmo. Battemmo il Real Madrid di Di Stefano, Puskas e Gento. Non vi nego che nei primi minuti ci tremarono le gambe a noi nerazzurri, ma poi siamo entrati nel clima partita e abbiamo disputato una gara eccezionale.

Furino: I momenti più belli sono quando vinci. Ricordo gli otto campionati alla Juve coronati dal successo finale, ma soprattutto quello del 76-77, in cui vincemmo anche in Europa. 

Renica: Tutta l’era Maradona. E’ stato magico giocare insieme al Pibe de Oro. I due scudetti, la Coppa Uefa in cui ho segnato la rete decisiva all’ultimo respiro contro la Juve, tutte gioie che a Napoli hanno un sapore particolare.

Mannini: Ho avuto la fortuna di avere una carriera soddisfacente e divertente, in particolare alla Sampdoria. Gli anni tra l’84 ed il ’91 sono stati i migliori. I ricordi più belli sono legati alla Coppa delle Coppe del ‘90 e allo scudetto nel ‘91.

Albertini: Sono tanti ma in particolare l’anno 94 perché ho vinto Champions League e campionato e sono arrivato secondo al Mondiale. Poi la partita di addio, circondato dall’affetto dei miei compagni, è stato un momento davvero emozionante.

Di Chiara: La Coppa delle Coppe vinta con il Parma nel tempio di Wembley nel 1993. E’ stato anche molto emozionante due anni dopo, sempre con la squadra gialloblù, battere la Juve nella finale di Coppa Uefa. Per me è stata una rivincita visto che nel ’90 con la Fiorentina persi proprio contro i bianconeri la finalissima di Coppa Uefa.

Pancaro: La vittoria dello scudetto nel 2000 con la Lazio.

 

Pippo Pancaro, difensore Lazio Coppa delle Coppe ‘99

Fonti foto: mpnews, asroma, polesinesport, fiorentinaworld, ilgiornaledilipari, ilpost, cronacatorino, wikipedia, storiedicalcioaltervista, tuttomercatoweb,gazzamercato, skysport, internews, facebook, sport.strill e lazioface.altervista

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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