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Diario Euro 2020 (21): Una giornata da delirio, una nottata da CAMPIONI D’EUROPA!!!

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Cronaca di un tifoso che ancora non riesce a credere a ciò che di più semplice abbia fatto Roberto Mancini: riportare il titolo continentale in Italia dopo 53 anni (secondo successo azzurro)

11 Luglio 2021
Wembley Stadium, Londra
ITALIA – INGHILTERRA 1-1 (3-2 dcr)

Reti: 2’ Shaw, 67’ Bonucci
Sequenza rigori: Berardi gol, Kane gol, Belotti parato, Maguire gol, Bonucci gol, Rashford palo, Bernardeschi gol, Sancho parato, Jorginho parato, Saka parato.

11 luglio dell’anno del Signore 2021. La marcia di avvicinamento a ciò che sarebbe stato il delirio di questa notte è stato in realtà quanto di più tranquillo possibile, scevro da grandi aspettative e senza troppa ansia da prestazione. Sarò sincero: abbiamo iniziato l’Europeo come mai prima d’ora. Dominando e maramaldeggiando, per poi far cadere una dietro l’altra quasi tutta la nobiltà pallonara europea; è stato un torneo impossibile da paragonare agli altri -vuoi per la lunga scia del Covid, vuoi per gli infortuni – e non ho mai pensato che saremmo potuti diventare… CAMPIONI D’EUROPA!!!

La gara tra inglesi e danesi è stato ciò che mi ha fatto pensare di più. I sudditi di Sua Maestà corrono dannatamente, attaccano forsennatamente, segnano fantasticamente (e si fanno fischiare i rigori generosamente). Il loro è stato un calcio bello, aggressivo, anche impressionante senza per forza guardare al regalo fatto dagli ucraini, scioltisi -parafrasando Pino Daniele – come un gelato all’Equatore. Tornando a noi: ecco dunque che faccio il mio turno di lavoro proprio a Piazza del Popolo, accanto alla Fan Zone, guancia a guancia con tanti tifosi azzurri, ma non troppi. Non c’è un invasione, eppure qualche buona impressione c’è.

Ipse dixit, riferito all’incrocio tra via Tuscolana e via Lucio Sestio a Roma

Sei ore scorrono, con un occhio al buon tennista Matteo Berrettini caduto sotto un immortale Djokovic nella finale di Wimbledon sempre a Londra, alla fine chiudo la stazione per ordinanza della Questura, una scorta di birra nella schiscetta e via verso casa, tappa momentanea verso il bar di fiducia in quel di Giardinetti. Dopo due minuti, mentre scorrevo distrattamente un po’ di cabala (a proposito, sapevate che l’Italia ha sempre vinto giocando le finali con la maglia azzurra?), non mi sono agitato granchè al loro vantaggio.

Ci pensa Shaw ad azzittire subito i tavoli delle migliaia di locali disseminati in tutto lo Stivale. Un tipo cresciuto a tanti, troppi fish and chips. Un giocatore che confonderesti tranquillamente con un portuale di Liverpool, dalla grinta e dalla stazza. Un tale che farebbe tranquillamente lo stopper in Terza Categoria e non è un insulto vista la grinta che ci mette. Da Terza Categoria, invece (e questo è un insulto) è la marcatura di Di Lorenzo, che dai primi minuti si vede palesemente fuori fase, con le gambe molli. Tant’è: rasoiata di Trippier che attraversa l’area, sinistro di controbalzo del terzino a schiaffeggiare il primo palo prima di insaccarsi.

In tutto questo, il delirio inizia già da molto prima. Qualcuno mi spieghi QUESTO, avvenuto subito dopo il gol di Shaw

La Regina che -bontà sua- dopo diversi anni dovrà pur consegnarla ‘sta coppa ai suoi connazionali. Diamine, c’è gente che ci si è fatta pure il tatuaggio, vorrete mica deluderli? Qui, nella tranquillità si costruisce il capolavoro di Roberto Mancini.
Volendo tirar fuori l’ennesimo paragone, è come una partita di poker di un famoso cartone animato che potrete vedere qui e qui. Nelle Bizzarre Avventure di Jojo il protagonista bluffa.

Gli inglesi sono forti ma anche noi. Loro mostrano i muscoli all’inizio, ma noi abbiamo ciò che a loro è mancato: la lucidità data dalla pazienza e dalla voglia di divertirsi.

Dopo tanto dire e tanto fare, cominciamo a crederci. Fino al momento in cui il buon Pickford, più demonizzato che sottovalutato, para anche la mischietta in area prima che Leonardo Bonucci ci facesse saltare tutti dalle sedie. Hanno paura gli inglesi, la famosa paura della festa rovinata con gli addobbi già pronti. Continuiamo assestando pugni ai fianchi e li sfianchiamo. Supplementari: al quinto Chiellini, dopo quell’intervento metafisico su Sterling, fa credere a stento che abbia quasi 37 anni. Ripeto, quasi 37 ANNI, manco Cannavaro al Mondiale tedesco.

I 37 anni li ho presi io un minuto dopo, con quel radente alla destra di Donnarumma. Posso chiedere già da ora la pensione, va là. Al 103′ esce fuori Al Pacino e il suo monologo di Ogni maledetta domenica: un centimetro troppo presto o troppo tardi e mancate il pallone. Così è stato, con Pickford che si fa beccare dal pallone come quando scansavi i gavettoni all’ultimo giorno di scuola. Poi, l’uscita di Donnarumma sul calcio di punizione al 114′. Ora voglio vedere in faccia tutti quelli che parlano di questo ragazzo come sopravvalutato, micragnoso, attaccato ai soldi. Altroché, i milioni che si accatta per andare in Francia li vale tutti.

Loro sperano nei penalty, ma possiamo chiuderla anche prima. Hanno paura, ma comunque possiamo prenderla anche dagli undici metri. Forza. Inquadrature che spaziano dai tifosi nostrani a quelli albionici, col Principe William che sembra che quasi gliene freghi nulla, il piccolo George praticamente sul punto di addormentarsi. Si va ai rigori, con un pacchetto di Benson bruciato, una sigaretta dietro l’altra. Forza ragazzi. Siamo primi a battere e se Piquè aveva ragione a lagnarsi…buon segno. Il resto ve lo lascio qui.

Ancora non ci posso credere. Non posso credere piuttosto alla tranquillità encomiabile degli avventori del locale, paragonata al mio stupore per il nuovo urlo al cielo dopo 15 anni. Il resto è storia, il resto è che dopo 53 lunghissimi anni, NOI SIAMO CAMPIONI D’EUROPA!!! Il resto è Chiellini, che accompagnato da brusio e da un “Alzala!” figurato nella mente solleva la coppa. Il resto è via Tuscolana (ma può essere qualsiasi via dello Stivale) che si butta nel delirio di quelle che sì, posso dirlo senza più paura di menar gramo, son davvero notti magiche.
L’epilogo migliore, 29 anni dopo la beffa di Wembley (Samp battuta dal Barça in finale di coppa dei campioni), per due sampdoriani e due amici per la pelle come Roberto Mancini e Gianluca Vialli. Lacrime di gioia, di cuore, di incredulità. Di vita.

Si chiude qui questa pazzesca avventura del diario dell’Europeo. Un grazie a Passione del Calcio tutta, per lo spazio dedicato e complimenti grossi come una casa ai redattori che mi (vi) hanno accompagnato in questo indescrivibile viaggio.

Soprattutto, un grazie a voi lettori, per aver respirato con noi le speranze, le gioie, le paure… un urlo finale che squarcia i cieli ci ha unito nel finale!

Il resto siamo noi…che…lo avevo già scritto? Sì? Fa niente, lo ripeto: CAMPIONI D’EUROPA!

https://comparatore.btsaffiliations.com/passionedelcalcio

Valerio Campagnoli (fonti Youtube/rispettivi proprietari)

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