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Addio ‘Mondo’

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Emiliano Mondonico si è spento all’età di 71 anni. Dal 2011 lottava contro un tumore, quattro operazioni, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino

Nell’agosto del 2013 dovevo scegliere quale persona contattare per la prima intervista in esclusiva per questo progetto intitolato passionedelcalcio.it

In precedenza, per altri giornali e siti, avevo già intervistato tantissimi personaggi legati al mondo del calcio.

Pertanto la lista era molto folta.

Scelsi Emiliano Mondonico perchè forse più di ogni altro rappresentava al meglio la linea del mio progetto.

Generoso, ribelle, spiazzante, anticonformista, mai banale, quello che, da calciatore, si faceva squalificare apposta per non perdere il concerto dei Rolling Stones…ma che amava anche i Beatles…

Il suo essere fuori le righe non gli ha permesso evidentemente di sedere sulle panchine più prestigiose, ma è riuscito lo stesso, con squadre meno blasonate, a raggiungere traguardi incredibili.

Una mente sopraffina, capace di saper leggere le partite in maniera eccezionale.

L’ho inserito al primo posto nella classifica, pubblicata su questo sito, degli allenatori che ci stanno più a cuore.

Un amico di passionedelcalcio. E’ intervenuto diverse volte sia per il sito che per la radio.

Mister Mondo riportò in A la Cremonese dopo 54 anni, conquistò una semifinale di Coppa delle Coppe con l’Atalanta che militiva in B.

Con il Toro disputò la finale di Coppa Uefa persa contro l’Ajax dopo che nella semifinale i granata avevano eliminato il Real Madrid. Ad Amsterdam Mondonico alzò la sedia per protestare contro l’arbitro. In un’intervista poi dichiarò: ‘Quando rimisi al suo posto la sedia, incrociai lo sguardo stupefatto di alcuni disabii che stavano seguendo la partita alle mie spalle. Imbarazzato, chiesi loro scusa subito. Il rigore poi neanche c’era mi disse Cravero…’. Questo era Emiliano Mondonico.

E’ targato Mondonico l’ultimo trionfo del Torino. Infatti nel 1993 il Toro conquista la Coppa Italia dopo aver estromesso la Juventus in semifinale e battuto la Roma nella finalissima.

Nel 2004 è l’artefice principale della risalita in A della Fiorentina, squadra per la quale era tifoso. Subentrato in corsa riuscì nell’impresa di scalare varie posizioni e di vincere poi lo spareggio inedito contro il Perugia.

Ha allenato fino all’ultimo i ragazzi delle medie di Rivolta, gli ex alcolisti e gli ex tossicodipendenti.

Ecco alcune sue frasi celebri:

‘Chi pecca, becca!’.

‘Non è Pippo Inzaghi ad essere innamorato del gol, ma è il gol ad essere innamorato di Pippo Inzaghi’.

‘Il calcio è qualcosa di personale, è un’esperienza unica che va vissuta. Non è un sentito dire’.

Mondo ci mancherai!

Tutta la redazione di passionedelcalcio si unisce al dolore dei familiari esprimendo le più sentite condoglianze.

Fonte foto: statoquotidiano.it

Stefano Rizzo

 

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Giornalista e laureato in Scienze della Comunicazione

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