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Giovanni Cervone: “Totti un predestinato”

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Retesport

Abbiamo intervistato il portiere ex Roma, in giallorosso dal 1989 al 1997, vincitore della Coppa Italia nella stagione 1990\1991

Giovanni Cervone esordisce in Serie A con la maglia dell’Avellino, il 15 maggio 1983 nell’1-1 contro l’Udinese. La sua carriera è legata principalmente alla Roma, club con cui condivise ben otto anni. Conclude l’esperienza da calciatore con il Ravenna, nel 1999\2000.

Considerazioni sugli anni vissuti a Roma?

“Dell’esperienza in giallorosso ho solo ricordi felici: un ambiente appassionato, che ti spinge sempre a dare il massimo. La Roma ha rappresentato il punto più alto della mia carriera.”

Radice, Ottavio Bianchi, Boskov, Mazzone, Carlos Bianchi ed infine Liedholm: con quale di questi allenatori ti sei trovato meglio?

“Ho avuto un buon rapporto con tutti, solo con Ottavio Bianchi c’è stato qualche screzio. In quei due anni, con l’allenatore ex Napoli al timone, mi sono ripreso il posto da titolare solo dopo qualche mese (30 dicembre 1990, Atalanta-Roma 2-2), per via di un infortunio.”

Hai visto e vissuto Totti mentre calcava per le prime volte i palcoscenici della nostra Serie A. Quali impressioni trasmetteva quel calciatore che poi avrebbe fatto la storia della Roma e del calcio italiano?

“Totti è stato un predestinato: ai tempi era già pronto per dire la sua in Serie A. Non ha subìto il passaggio dalle giovanili alla prima squadra.”

Quante possibilità hanno i giallorossi di passare il turno contro il Barcellona?

“Realisticamente poche. Il Barça non è solo Messi: dietro c’è un allenatore che ha dato solidità ad una squadra che subisce poco anche in difesa. Il calcio tuttavia è imprevedibile: vedremo cosa succederà in quei 180 minuti, quando i giallorossi saranno chiamati a dare più del 100%.”

Duello Juve-Napoli: chi è il favorito?

“Finalmente un campionato combattuto, anche se la Juve parte in pole position, grazie ad una rosa molto ampia e di qualità, abbinata ad una grande mentalità vincente. Il Napoli oggettivamente gioca meglio, ma ha una rosa più corta e, in questo campionato, spesso con le grandi ha fatto fatica.”

Perin-Donnarumma: chi sarà il più adatto per il dopo Buffon?

“Sono entrambi portieri di qualità, però io dico il primo, perché sono più anni che gioca in Serie A. Molti tuttavia optano per il secondo, visti anche il blasone e il prestigio del club in cui gioca e la risonanza mediatica dell’agente (Raiola) con cui collabora.”

Tema nazionale: quali sono le cause del fallimento e come ripartire?

“La crisi dell’Italia è colpa di tutti, vertici in primis. Per poter ripartire bisognerebbe cancellare il passato e puntare maggiormente sui calciatori italiani. Qualche anno fa è stato scelto Baggio alla presidenza del settore tecnico della FIGC: aveva portato idee buone e innovative, ma le circostanze lo portarono a rassegnare le dimissioni. E’ necessaria una rifondazione del calcio italiano, e per attuarla in toto ci vorrà tempo.”

Un grande ringraziamento a Giovanni Cervone per essersi concesso a questa intervista con grande disponibilità e partecipazione.

Alessio Zanoletti

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