Home Curiosità Il mondo del giornalismo piange la scomparsa di Mario Sconcerti

Il mondo del giornalismo piange la scomparsa di Mario Sconcerti

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Ricoverato in ospedale a Roma per dei controlli ha avuto un improvviso malore e si è spento a 74 anni

Mario Sconcerti era nato a Firenze e tifava per la Fiorentina. Era cresciuto a bordo ring, seguendo papà Adriano, noto procuratore di pugilato e inizia la propria carriera giornalistica al Corriere dello Sport nella redazione di Firenze, nel 1972 passa alla redazione di Milano seguendo da vicino le vicende della Nazionale, si trasferisce successivamente nella redazione di Roma occupandosi di calcio e di ciclismo. Nel 1979 entra in Repubblica per fondare le pagine sportive del giornale portando Gianni Brera e Gianni Mura. 8 anni più tardi assume il ruolo di vice direttore della Gazzetta dello Sport. Dal ’92 al ’94 ha guidato Il Secolo XIX di Genova, un quotidiano generalista e non sportivo. Dal 1995 fino al 2000 è alla guida del Corriere dello Sport. Per la prima volta, sempre nel 2000, ricopre il ruolo di dirigente nel calcio, nella Fiorentina di Cecchi Gori: fu lui a volere a tutti i costi Roberto Mancini sulla panchina viola, per averlo si era scontrato con i regolamenti e con la Federcalcio. Diventa in seguito opinionista prima di Sky poi in Rai e infine a Mediaset.

Appassionato di storia e amante dei numeri, non era mai banale e scontato, adorava le sfide: non temeva la polemica.

Ha cavalcato il giornalismo, dall’epoca delle amicizie tra giornalisti e giocatori fino all’era del web. Era, adesso, il decano degli opinionisti del nostro giornalismo sportivo, un maestro, editorialista del Corriere della Sera. Per calciomercato.com. fino al 25 ottobre ha curato la rubrica ‘Un Cappuccino con Sconcerti’ appuntamento mattutino, per gli utenti del sito.

Se n’è andato in maniera spiazzante come lo è sempre stato nel giornalismo.

Questa l’intervista che ci ha concesso: clicca qui

e questo è il suo messaggio per noi:

‘Due righe per ringraziarvi e ricordare anche a me stesso che la passione in fondo è il vero gioco della vita. Forse è la vita stessa. Per questo è anche sofferenza, perchè vivere non è facile. Il calcio è da sempre un bel pretesto per innamorarsi di qualcosa. E capire che l’amore, se è passione vera, non passa con le sconfitte. Un saluto a tutti!!!’.

Le nostre condoglianze più sentite a tutti i suoi cari.

Fonti foto: ForzaAzzurri,net; Repubblica.it

Stefano Rizzo

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Giornalista e laureato in Scienze della Comunicazione

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