Home Interviste in Esclusiva Tris giallorosso – Coppa Italia 1979/80

Tris giallorosso – Coppa Italia 1979/80

1

Ai nostri microfoni Michele De Nadai, Domenico Maggiora e Guido Ugolotti, protagonisti di una storica vittoria. Ripercorriamo insieme quell’evento e non solo grazie alla presentazione del libro di Franco Bovaio ad esso dedicato

Il 16 novembre, in occasione dell’uscita del tomo: ‘ROMA 1979/1980 LA COPPA ITALIA’, abbiamo incontrato vari ex giallorossi. Presenti anche: Franco Tancredi, Franco Peccenini e Roberto Scarnecchia. L’organizzazione è di Alessandro Conforti, Presidente dell’associazione “La lupa giallorossa non dimentica”.

Intervista tripla con Michele De Nadai ex difensore e centrocampista tra gli anni settanta e ottanta della Roma e della Lazio;

Domenico Maggiora ex difensore e centrocampista tra gli anni settanta e ottanta della Roma, della Sampdoria e del Cagliari;

Guido Ugolotti ex attaccante tra gli anni settanta e ottanta della Roma.

Michele De Nadai –

Un ricordo personale sulla finale vinta ai rigori dalla Roma contro il Torino nel 1980?

Il finale ha premiato tutti quanti, nonostante avessi sbagliato il rigore. La delusione però ha lasciato subito posto all’immensa gioia di aver trionfato.

La partita migliore che ha disputato di quel torneo?

Forse proprio l’ultima appunto.

Il compagno più forte e l’avversario più temibile?

Ho giocato con tanti forti da Di Bartolomei a Pruzzo fino a Conti, ma senza Franco Tancredi, il migliore, non avremmo mai vinto. Di avversari ce ne sono vari: Pulici, Graziani, Sala, Pecci…

Che sensazioni ha avuto nel passare dalla Roma alla Lazio come Ciccio Cordova e Petrelli che invece ha effettuato il percorso inverso?

Non era come adesso che si ha più scelta. Nell’ultimo anno alla Roma avevo giocato poco e volevo andarmene. C’era Castagner, che già mi voleva fin dai tempi del Perugia. E’ saltata fuori la Lazio e, senza cambiare città, feci il passaggio.

Un pensiero sulla Roma attuale?

Non mi fa impazzire dato il rendimento altalenante. Ha bisogno di trovare la giusta quadratura. Ogni tanto vado allo stadio ma senza grande entusiasmo.

Domenico Maggiora –

Un ricordo personale sulla finale vinta ai rigori dalla Roma contro il Torino nel 1980?

Bellissimo. Per me fu il primo trofeo sollevato. Una emozione che rimarrà tutta la vita. Sabato il ricordo di quella finale è stato ancora più vivo ed è stato un piacere condividere quell’esperienza con i miei ex compagni.

La partita migliore che ha disputato di quel torneo?

Proprio la finale. Un percorso coronato con la vittoria ai rigori. E’ stato il primo successo per il presidente giallorosso Dino Viola.

Il compagno più forte e l’avversario più temibile?

Ho avuto la fortuna di giocare insieme a Pierino Prati e Picchio De Sisti, ho i brividi solo a pensarci. Poi della mia generazione ovviamente Tancredi, Bruno Conti e Pruzzo, siamo tutti del ’55. Falcao però ha portato quel qualcosa in più che poi ha fatto la differenza. Con lui avevo legato molto. Ognuno di loro è stato fondamentale per la mia crescita. Tanti sono stati i miei avversari forti.

Proprio nell’anno dello scudetto, 1982/83, andò via dopo 6 anni e approdò alla Sampdoria. Ha dei rimpianti?

Certo. Chiesi la cessione per un discorso economico. La Sampdoria del patron Mantovani mi offriva un contratto nettamente più vantaggioso. La vita è fatta di scelte.

Un pensiero sulla Roma attuale?

Va a singhiozzo. Non ha continuità. Alterna ottime prestazioni a prove scialbe. La società non è stabile. I tifosi sono meravigliosi e meritano grandi soddisfazioni. Speriamo che questo nuovo ciclo possa trovare la strada giusta. Ci vuole programmazione e senso di appartenenza.

Guido Ugolotti –

Un ricordo personale sulla finale vinta ai rigori dalla Roma contro il Torino nel 1980?

Un successo unico, indelebile. Un percorso difficile culminato con una finale al cardiopalma.

La partita migliore che ha disputato di quel torneo?

Le semifinali da protagonista e il gol al Milan nello 0-4 finale.

Il compagno più forte e l’avversario più temibile?

Bruno Conti e Ancelotti, invece ho sempre sofferto Bruscolotti, un vero e proprio ‘cagnaccio’.

Il gol più bello della sua carriera?

La rete con la quale il Campobasso ha sconfitto per uno a zero la Juve in Coppa Italia nel giorno dell’inaugurazione del nuovo stadio e il gol all’esordio con la Roma contro il Torino.

Un pensiero sulla Roma attuale?

E’ una Roma competitiva sia in Italia che all’estero ma ha sempre dei limiti dovuti ai bilanci che sono comunque fondamentali. Purtroppo spesso vende i suoi giocatori migliori, mentre la Juve fa il contrario acquistando le ciliegine sulla torta. Comunque mi accontento anche se mi piange il cuore vedere per esempio Alisson e Salah trionfare in un’altra squadra.

Fonti foto: CanaleDieci.it; Magliarossonera.it; Barcanova.it; CarrieraCalciatori.it; ForzaRoma.info; Wikipedia.org

Erika Eramo e Stefano Rizzo

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.