Il tema della settimana è stato: “Avete mai cambiato vita? E cosa vi ha spinto a farlo?”, mentre abbiamo avuto come ospite la signorina buonasera per eccellenza, la bellissima Emanuela Folliero e, nell’ultima sezione del nostro podcast, abbiamo cercato di comprendere se vi siano ancora speranze, in particolare da parte del Milan, di mettere in discussione lo scudetto che sembra già saldo nelle mani dell’Inter
Il quesito che Giulia ha voluto mettere all’ordine del giorno è stato: “Avete mai cambiato vita e cosa vi ha spinto realmente a farlo?” C’è un cambiamento costante nel tempo che avviene ogni giorno, mentre ce ne possono essere anche di brutali ed immediati che modificano radicalmente il nostro modo di essere e, a volte, la nostra stessa vita. Ne abbiamo parlato il direttore Stefano Rizzo ed io, con due punti di vista per certi versi simili, ma diametralmente opposti in fatto di convinzione ed esposizione, fateci sapere cosa ne pensate commentando sotto il video: https://youtu.be/4m74aGG6FME?si=gFziJq3atifem2Fw

Nella seconda parte abbiamo avuto ospite la bellissima Emanuela Folliero, l’ultima delle signorine buonasera, un ruolo che ha saputo incarnare alla perfezione e tenuto alto per ben 28 anni. Naturalmente Emanuela ha fatto molto altro nella sua carriera e nemmeno oggi si annoia. Abbiamo chiesto anche a lei un parere sui cambiamenti che la vita offre o obbliga ad effettuare e di molto altro, venite a vederla ed ascoltarla: https://youtu.be/FiMP456zYws?si=6r8Q2uqlGar2R6bO

La sezione dedicata esclusivamente al calcio, l’abbiamo dedicata alla lotta scudetto, cercando di capire se ci siano ancora i presupposti per contendere il titolo finale alla corazzata interista. Abbiamo analizzato la situazione del Milan, l’altra parte dei navigli, che appare la squadra con più possibilità di agganciare i nerazzurri e, per l’occasione, abbiamo sentito il parere di un altro storico redattore nonché tifoso interista, Sandro Caramazza: https://youtu.be/9iipVwBQ0ug?si=QiwflDLRaicFxz86
Fonte foto: passionedelcalcio.it
Luigi A. Cerbara








