Lo Zar ci ha lasciato a 58 anni riuscendo però ad esaudire il suo ultimo desiderio: accompagnare la figlia all’altare nel giorno del suo matrimonio
Oggi è senza dubbio una giornata triste per tutti i tifosi del calcio italiano. Ci ha lasciato Igor Protti, grandissimo attaccante di provincia tra gli anni ’80 e i primi anni 2000.
Lo Zar inizia la sua carriera a Rimini prima di trasferirsi, per la prima volta, a Livorno dove gioca 3 anni e vince una Coppa Italia di Serie C. Dopodiché disputa una stagione con il Virescit Bergamo e poi sostituisce Schillaci al Messina dove resta per 3 annate. Per problemi societari è costretto a cambiare nuovamente squadra accasandosi al Bari dove inizia ufficialmente ad essere il Protti che conosciamo. Rimane in Puglia per 4 stagioni contribuendo alla promozione in A del Bari e, nella stagione 1995-96, diventa l’unico giocatore a retrocedere e vincere la classifica marcatori nello stesso anno (24 gol per Protti che vince il titolo di capocannoniere assieme a Beppe Signori). Sfiora la convocazione all’Europeo del 1996 e il passaggio all’Inter ma viene acquistato dalla Lazio dove, purtroppo per lui, non riesce ad incidere così come a Bari. Nel ’97 va in prestito al Napoli e diventa l’ultimo numero 10 azzurro a segnare in Serie A (la maglia verrà ritirata nel 2000 per Maradona). L’annata si conclude con il Napoli che retrocede in B. Nella stagione 1998-1999 gioca in prestito alla Reggiana in B dove non riesce ad evitare la retrocessione. Decide così di tornare al Livorno nell’estate del ’99 a 32 anni dove vivrà un finale di carriera leggendario. Vince due volte il titolo di capocannoniere in C1 (20 e 27 gol) e, al ritorno in B degli amaranto, continua a segnare, 23 gol, diventando, assieme a Dario Hubner, l’unico ad aver vinto la classifica marcatori in A, B e C1. Igor vuole ritirarsi al termine della stagione 2002-03 ma i tifosi livornesi lo convincono a disputare un’altra stagione: 24 gol che, assieme ai 29 di Cristiano Lucarelli, riportano il Livorno in A dopo 54 anni. Protti vive così il suo ultimo campionato nella massima serie italiana, dove segna 6 gol, prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. 246 gol e 29 assist in 653 partite disputate per lo Zar nella sua incredibile carriera.
Dopo il ritiro lavora come direttore sportivo al Tuttocuoio prima di tornare, in qualità di Team Manager, nella sua amata Livorno, prima dal 2016 al 2019 e poi, dopo la rinascita dell’Unione Sportiva Livorno 1915, dal 2021 al 2023.

Arriviamo al capitolo malattia: Igor, circa un anno fa, ha annunciato di combattere con un tumore al colon che ha scoperto pochi giorni dopo la conclusione delle riprese per il suo film “Igor – L’eroe romantico del calcio”. L’ultima apparizione pubblica risale a fine maggio dove, stravolto dalla malattia, lo Zar accompagna la figlia Noemi all’altare realizzando il suo ultimo desiderio.
Noi di Passione del Calcio abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistarlo nel 2021 (clicca qui per leggere le sue dichiarazioni) constatando la gentilezza e la disponibilità che lo ha sempre contraddistinto.
Oltre a provare un immenso dispiacere ed inviare le più sentite condoglianze alla famiglia, ci teniamo a chiudere l’articolo riportando l’ultimo saluto di Igor: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.”
Grazie di tutto Igor, fai buon viaggio.

Fonte foto: Getty Images
Davide Farina








