Al noto attore e conduttore piacerebbe che Fabio Pecchia diventasse il nuovo tecnico della Sampdoria e punterebbe a ridurre il numero di calciatori stranieri in Italia. Inoltre ci ha raccontato le sue due commedie teatrali di questo anno e tanto altro ancora
Corrado Tedeschi, noto tifoso blucerchiato, ha giocato nelle giovanili della Sampdoria con il ruolo di attaccante per poi però intraprendere la carriera di conduttore e attore. All’allora Fininvest ebbe grande successo con i programmi Doppio Slalom, dal 1985 al 1990, Miss Italia, 1986, e Il gioco delle coppie, dal 1990 al 1992. Conduce il telegiornale sportivo e la trasmissione Italia 1 Sport, dal ’96 al ’99, sempre su Mediaset. Prende parte in qualità di inviato a Raffaella Carra Show, 1988, Forum, 1999 e 2000, e Stranamore, 2001. Passato in Rai nei primi anni duemila è conduttore nei programmi ‘Cominciamo bene‘, ‘Giorno dopo giorno‘ e ‘Sabato, domenica e…‘.

In che modo potrebbe rilanciarsi la Sampdoria?
E’ prematuro ora fare delle analisi e poi in società non è chiaro chi comanda, è un mistero! La situazione è complicata. Tra i nomi che circolano apprezzo mister Fabio Pecchia, è uno specialista in promozioni dalla B alla A avendo portato in massima serie il Verona, la Cremonese e il Parma e in più da giocatore aveva indossato la maglia blucerchiata.
Il momento più significativo che ha vissuto nell’anno dello scudetto, 1991, della Sampdoria?
E’ stata una cavalcata trionfante irripetibile. La vittoria per due reti a zero a San Siro contro l’Inter alla quart’ultima giornata di campionato con gol di Beppe Dossena e Gianluca Vialli è stata determinante.
In quale direzione dovrebbe dirigersi la Nazionale italiana per tornare ai fasti di un tempo?
Si fanno tanti discorsi ma è sotto gli occhi di tutti che nel nostro campionato giochino troppi stranieri. Ci vorrebbe una legge federale che obblighi i club a schierare 7 giocatori italiani per ogni formazione che scende in campo.
Sta seguendo questo mondiale?
Sì e mi sta entusiasmando. Alcune Nazionali meno accreditate stanno mettendo in difficoltà le big, l’imponderabilità è l’essenza del calcio. C’è una grande organizzazione e il pubblico è festoso e molto disciplinato. Poi è uno spettacolo assistere alle giocate e ai gol dei giocatori più forti del pianeta. Mi viene da pensare alla nostra Nazionale che se si fosse qualificata avrebbe fatto una figuraccia, troppa pressione con troppi risvolti negativi.
Lei dopo aver condotto Studio Sport è stato presentatore per tre anni di Italia 1 Sport con a fianco Maurizio Mosca. Che ricordi ha di quella esperienza?
Fui chiamato da Maurizio Mosca, fu una sua idea. E’ stata una esperienza bellissima, trattavamo spesso con ironia diverse tematiche.

Nel 2026 è in tournee teatrale con Plaza Suite con Debora Caprioglio e poi con Partenza in salita in cui sul palco recita insieme a sua figlia Camilla. Cosa ci dice in merito a questi due spettacoli?

Con Debora interpretiamo tre diverse coppie, in tre diverse situazioni, in una stessa suite di un hotel considerato come l’Olimpo, la dimora degli dei. Lusso e benessere che tuttavia non impediscono imbarazzi e inciampi. In una commedia rappresentare l’inciampare può già far sorridere ma, se questi inconvenienti li vive chi non avremmo mai pensato, la storia diventa esilarante. Concluderemo a Terni sabato 11 luglio 2026 (alle ore 21:15) presso l’Anfiteatro Romano dopo 3 anni di tour. Comunque con Debora è in cantiere un nuovo spettacolo per l’anno prossimo.

Invece con Partenza in salita andremo avanti ancora io e mia figlia, la quale è una bravissima attrice. La commedia racconta di un padre non ancora rassegnato al fatto che gli anni passino, e, suo malgrado, costretto a rendersi utile per la figlia, affinché superi l’esame per la patente. Chi, imparando a guidare, non ha mai provato difficoltà nella partenza in salita? Non è semplice, come non lo è affrontare il mare magnum della vita per una ragazza di 18 anni appena compiuti e se a queste difficoltà si aggiungono le incertezze e l’immaturità di un padre improvvisato ed impaziente istruttore di guida, allora la miscela può diventare davvero esplosiva! Forse però sarà l’occasione per conoscersi davvero.
Cosa le piace del teatro?
E’ la mia passione. In teatro si respira aria sincera, onesta. Dobbiamo difenderci dall’intelligenza artificiale e mantenere la nostra creatività.

Quali ricordi ha della tv dei suoi tempi quando era conduttore?
Meravigliosi, in tv c’erano grandi professionisti. Ho fatto parte di una televisione pioneristica che era Fininvest. Ora la tv è diventata una palestra per dilettanti, ci sono dei programmi repellenti.
Che idea si è fatto del mondo social?
Cerco di evitare i social. Sono una fogna, si trova un po’ di tutto. Chiunque si può esprimere e spesso la qualità è bassissima.
Un messaggio che vuole lanciare ai nostri lettori?
Leggete, andate al teatro e state meno sui social, in alcuni paesi c’è il divieto social per gli under 16 e condivido in pieno. Seguite il vostro cuore!
Fonti foto: Libero.it; Blucerchiati.net; Corriere.it; Teatro.it; YouTube.com
Stefano Rizzo








