Il brasiliano è rinato al Betis Siviglia in appena quattro mesi. Lui il vero trascinatore degli andalusi alla finale di Conference League
Vedi Napoli e poi muore, famoso detto italiano/campano. Scappi da Manchester e rinasci: nuovo detto creato appositamente ad hoc per analizzare la clamorosa parabola di Antony. Il giocatore brasiliano, che dopo due stagioni e mezzo disastrose in Inghilterra con la maglia dei Red Devils, in appena quattro mesi si è preso il Real Betis trascinandolo verso una storica finale di Conference League e non solo, perché gli andalusi bianco-verdi si trovano ad appena un punto dal quinto posto in Liga, che significherebbe accesso alla prossima Champions League. Il protagonista di questa straordinaria stagione del Betis è appunto Antony. L’ex Ajax, arrivato a gennaio dopo i disastri allo United, ha già segnato la bellezza di otto gol in 21 partite tra campionato e Conference. A queste otto marcature, bisogna aggiungere anche cinque passaggi vincenti. Insomma, il classe 2000 è rinato in Spagna.
Aveva bisogno di un’esperienza di questo tipo, dopo le due stagioni e mezzo (2022-23, 23-24 e 2024-25 fino a gennaio) da incubo. Basti pensare che mister 100 milioni di euro, ebbene sì lo United nell’estate del 2022 sborsò 95 milioni più 5 di bonus per strapparlo all’Ajax, in due anni e mezzo con la maglia del Manchester aveva messo a referto appena 12 gol e 5 assist. Praticamente sono bastati soli 4 mesi di Siviglia e lontani da Manchester per rivedere il vero Antony, che tanto bene aveva fatto all’Ajax (24 gol e 22 assist in 82 presenze complessive). Insomma, lo United, che il prossimo 21 maggio si giocherà la finale di Europa League col Tottenham, è diventato una sorta di “cimitero”, un buco nero capace di inghiottire qualsiasi cosa passi nei suoi dintorni.
A gennaio, Antony è stato ceduto in prestito al Real Betis, che adesso sogna davvero in grande. La squadra di Pellegrini è un mix di gioventù ed esperienza, capace di grandi cose. Antony il fattore capace di cambiare le partite e Isco, ovviamente, la stella più luminosa nonostante le 33 primavere. Suo malgrado, la Fiorentina ne sa qualcosa.
Sandro Caramazza
Fonte foto: rivista undici








