Home News Santiago Gimenez: nato per fare gol

Santiago Gimenez: nato per fare gol

   Tempo di lettura 3 minuti

Il centravanti messicano di origini argentine è arrivato al Milan a gennaio dal Feyenoord per sostituire Morata ed è già stato decisivo in due gare consecutive 

In tempi in cui si chiede agli attaccanti di saper fare tutto e il contrario di tutto, il rischio è quello di prestare sempre meno attenzione a quello che è e sarà sempre l’aspetto più importante per valutare qualsiasi centravanti: saper fare gol. Nella scorsa sessione estiva di calciomercato il Milan ha ingaggiato due numeri 9 abbastanza atipici come Tammy Abraham Alvaro Morata, bravi nel lavorare con il resto della squadra, ma estremamente poco prolifici sotto porta, almeno in questa prima parte di stagione. Così a gennaio il club rossonero ha optato per un cambio di rotta radicale ed oltre a Walker Joao Felix è arrivato a Milano anche un nuovo bomber: Santiago Gimenez

Nato in Argentina nell’aprile del 2001, Gimenez si è trasferito in Messico con la sua famiglia all’età di 3 anni e pur avendo la doppia nazionalità alla fine ha scelto di giocare per la nazionale messicana. Figlio di Christian Gimenez, centrocampista argentino, dal padre oltre che la passione per il pallone ha ereditato anche uno dei suoi due soprannomi: lui si chiamava ChaqoSantiago il Chaquito. L’altro nomignolo è Bebote, il “Bambinone”, che gli è stato affibbiato perché sin da adolescente aveva una stazza fisica ed una forza nettamente superiore a quella dei suoi coetanei. 

Crescendo, a questa prorompenza atletica, Gimenez è riuscito ad aggiungere la tipica “garra” sudamericana, abbinata ad una buona tecnica di base e ad un innato senso del gol. Il ragazzo di origini argentine, già a 13 anni, è entrato nelle giovanili del Cruz Azul, squadra di Città del Messico, con cui ha anche esordito da professionista nel 2019. Dopo tre stagioni condite da 21 reti in 105 partite, nel luglio del 2022 ha iniziato la sua avventura nel calcio europeo. E’ stato ingaggiato dal Feyenoord di Arne Slot, che gli ha immediatamente consegnato le chiavi del suo attacco senza mai doversene pentire. 

Gimenez è così diventato uno dei pilastri del club di Rotterdam, che dopo anni di difficoltà finanziarie passati all’ombra di Ajax Psv, è tornato alla vittoria dell’Eredivisie nel 2023, conquistando anche Coppa e Supercoppa d’Olanda nella stagione successiva. La media gol del Bebote durante la sua permanenza nei Paesi Bassi è rimasta sempre molto alta e grazie alla sua grinta ha conquistato sin da subito il cuore dei tifosi. L’impressione, vedendolo giocare, è che il centravanti messicano possa fare male agli avversari in ogni momento. Può non toccare palla per diversi minuti e poi segnare alla prima vera occasione. Come un cobra che aspetta in sordina di attaccare la preda. 

Forse è proprio questo aspetto che ha convinto il Milan a sborsare 30 milioni di euro nella scorsa sessione di calciomercato per portarlo in Serie A e l’inizio di Gimenez in effetti è stato memorabile: gol del 2-0 all’Empoli per chiudere la partita e rete decisiva contro il Verona sabato sera. L’ex centravanti del Feyenoord ha portato cinismo e concretezza in un reparto offensivo come quello rossonero con tanta qualità ma spesso poco mordente. Nell’attesa di test più probanti, in primis quello di domani sera in Champions League proprio contro la sua ex squadra, Conçeicao si gode il suo nuovo bomber, un ragazzo venuto dal Sudamerica e nato per il gol. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Goal.com)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.