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Roma, emergenza attacco: mancano i gol, soprattutto dei bomber

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I giallorossi a livello di risultati in campionato hanno avuto un ottimo inizio, consacrandosi come miglior difesa della Serie A, ma offensivamente stentano a mettere in pratica il gioco di Gasperini 

Già da prima dell’inizio di questa stagione, c’era molta curiosità intorno alla nuova avventura di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma. Ci si chiedeva se il tecnico piemontese sarebbe riuscito, anche solo in parte, a replicare quanto di ottimo fatto con l’Atalanta. Se il sistema di gioco sarebbe stato lo stesso, se i giocatori, nonostante le restrizioni sul mercato, sarebbero stati adatti al suo credo calcistico ed in seguito valorizzati. Dopo questo inizio di campionato, si può dire che la nuova Roma di Gasp, nonostante una classifica comunque positiva, sia ancora un cantiere aperto. 

Analizzando sia la fase difensiva che quella offensiva, la Roma attuale sembra tutto tranne che una squadra di Gasperini. La formazione giallorossa infatti da un lato ha la difesa meno battuta del campionato, dall’altro fatica a trovare la via della rete, avendo una media gol molto più bassa delle rivali. Molti giocatori d’attacco sembrano ancora non aver assorbito i principi di gioco dell’ex tecnico della Dea, in particolare i due attaccanti. Ferguson è stato impiegato da titolare all’inizio della stagione, fornendo anche buone prestazioni ma senza riuscire a segnare. Nelle ultime gare, anche a causa di problemi fisici, l’irlandese è spesso partito dalla panchina ed a volte non è stato proprio mandato in campo. 

Con Dovbyk la situazione è ancora più ingarbugliata. Il centravanti ucraino si è sbloccato con il Verona, ma prima e dopo quella rete ha inciso poco, sia sotto porta che in fase di costruzione. Il feeling con Gasperini non è ancora sbocciato, anzi in più di un’occasione l’allenatore giallorosso ha bacchettato Artem in conferenza stampa, criticando anzitutto il suo atteggiamento remissivo e poco deciso già a partire dagli allenamenti. A parte qualche lampo, l’impressione che si ha vedendo giocare Dovbyk è proprio quella di un giocatore spento e demotivato, che ha perso fiducia anche nei suoi punti forti (basta vedere il gol divorato sabato scorso contro l’Inter o i due rigori di fila sbagliati contro il Lille). 

Per ovviare alle mancanze dei suoi due centravanti, Gasp ha anche tentato la pista falso nueve, impiegando Dybala sia col Torino che con l’Inter in questo ruolo e sono arrivate due sconfitte e zero reti segnate; anche sulla trequarti, tolta la certezza Soulé, i segnali non sono buoni: Lorenzo Pellegrini e Baldanzi sono spesso incostanti, El Shaarawy sembra il lontano parente del giocatore che in passato abbiamo ammirato. Resta la speranza Bailey, appena rientrato dall’infortunio. L’impressione però è che, al di là del valore dei singoli, il reparto offensivo giallorosso non abbia ancora trovato l’intesa giusta nel nome dei principi di gioco del suo allenatore. Continuando con questo pessimo rendimento d’attacco il rischio è quello di vanificare l’ottima fase difensiva e di condannarsi all’incompiutezza di squadra.

Luca Missori

(Fonte immagine: Goal.com)

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