Home News Risultati negativi e classifica pericolosa: il Como cerca l’entusiasmo perduto

Risultati negativi e classifica pericolosa: il Como cerca l’entusiasmo perduto

Fonte gianlucadimarzio.com
   Tempo di lettura 4 minuti

La squadra di Fabregas dopo un inizio incoraggiante è entrata in un tunnel da cui non riesce ad uscire, la sconfitta di domenica ha aggravato la situazione ulteriormente

La promozione in serie A aveva dato lustro al progetto del Como, costruito dalla sua ricca proprietà per palcoscenici importanti. La campagna acquisti estiva è stata funzionale all’idea di Cesc Fabregas, designato direttore di orchestra a lungo termine. Nessuna spesa folle ma mix di giocatori tra giovani e più esperti capaci di condurre un campionato tranquillo e, perché no, sognare un po’. Il difficile inizio di torneo lasciava trasparire delle speranze. La squadra dava sempre l’impressione di condurre la gara senza ottenere quanto meritato. La sensazione era sempre quella del gran gioco che non porta punti ma che dà speranza. Poi i primi frutti. Ecco la vittoria di Bergamo, la prima, a cui ha fatto seguito quella col Verona in casa.

Da due mesi a questa parte, però, qualcosa si è inceppato. Gli infortuni a giocatori importanti hanno mandato in tilt il gioco di Fabregas e i risultati sono precipitati. Su tutti la colonna vertebrale formata dal perfetto connubio giovane-esperto, Maxi Perrone e Sergi Roberto. Il “salotto” vista lago, poi, non sembra dare la carica a una squadra che spesso si adagia, non dà battaglia e alla prima difficoltà si scioglie. Nelle ultime sete giornate sono arrivate 5 sconfitte e 2 pareggi. La cosa più importante, in negativo, è che sono stati falliti diversi scontri diretti, su tutti i pareggi con Parma e Genoa, per passare poi alle sconfitte con Napoli, Torino ed Empoli. Prevedibili ma non completamente accettabili le pesanti debacle casalinghe con Lazio e Fiorentina. Risultato: terzultimo posto e mucchio selvaggio in coda, le altre ancora non scappano ma occhio ad adagiarsi.

La magia sembra essere svanita. Quel progetto che tanto era stato decantato a inizio stagione ora sembra avere delle falle. Sicuramente il mercato è rimasto un po’ monco perché al colpo Nico Paz non sono stati affiancate altre operazioni giovani e di talento come l’ex Real Madrid. E’ vero c’è Maxi Perrone ma non non può bastare. Gli altri profili non sembrano reggere al peso della serie A da soli, anche in porta si inizia a zoppicare con qualche incertezza di troppo da parte di Audero. Domenica un’altra sfida decisiva con il Monza in trasferta. Il possibile rientro di Sergi Roberto infonde positività all’ambiente che nel frattempo ha perso anche Kempf, elemento che aveva dato sicurezza al pacchetto arretrato insieme a Dossena, espulso e squalificato per la prossima giornata.

Chi sembra saldo al suo posto è Cesc Fabregas. Il giovane mister spagnolo è la pietra angolare su cui l’anno scorso i dirigenti hanno voluto basare il Como del futuro. Le sue idee sono quelle di un calcio moderno votato al gioco offensivo, ottimo per far crescere i giovani. Il cammino, però, dovrà giocoforza migliorare altrimenti anche lui potrebbe finire sulla graticola, anche se il tener duro da parte della società in questo momento, dove si vorrebbe cambiare tutto, è fondamentale. Il Como potrebbe fare scuola anche su questo o alle prossime gare negative si cambierà? Non resta che attendere le nuove puntate e vedere se la magia comasca tornerà a sprigionarsi sui campi di serie A.

Glauco Dusso

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.