Home News Pragmatismo e coraggio: il giovane Carlos Cuesta ha conquistato Parma

Pragmatismo e coraggio: il giovane Carlos Cuesta ha conquistato Parma

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L’allenatore classe 1995 è arrivato in Serie A in estate tra vari scetticismi legati alla sua età ed al suo stile di gioco, ma in pochi mesi ha già fatto ricredere tanti suoi detrattori 

Spesso si sostiene, non a torto a dire il vero, che la Serie A non sia un campionato per giovani. Se questo assioma vale per i calciatori, figuriamoci poi quanto può valere per gli allenatori. Nel campionato italiano infatti, circolano quasi sempre gli stessi nomi per le panchine delle squadre. Chi non ha un solido passato da giocatore alle spalle è costretto ad una gavetta infinita, che di frequente si arresta nelle categorie inferiori. Tanti tecnici giovani e promettenti trovano dunque più conveniente espatriare, sin dalle primissime esperienze. In questa stagione però, c’è un ragazzo che sembra aver invertito questo trend. 

Non parliamo di Cesc Fabregas, autore in ogni caso di un grandissimo campionato con il suo Como, ma di Carlos Cuesta. Classe 1995, il tecnico spagnolo è stato ingaggiato dal Parma a sorpresa la scorsa estate. Una decisione coraggiosa quella della società emiliana, a tratti anche rischiosa, sicuramente inusuale per il calcio italiano. Quella con i ducali infatti, è la prima esperienza per Cuesta da allenatore di una prima squadra. A differenza di altri suoi colleghi, il mister iberico ha interrotto prematuramente la carriera da giocatore a neanche 18 anni per intraprendere sin da subito il percorso da allenatore.

Nel 2014, Cuesta entra nel settore giovanile dell’Atletico Madrid, inizialmente come tecnico dell’Under 14 e poi come responsabile di tutta la cantera dei Colchoneros. Nel 2018, il suo primo assaggio di calcio italiano, con il passaggio all’Under 17 della Juventus nel ruolo di vice allenatore di Francesco Pedone. Due anni dopo, il grande salto. Lo chiama Mikel Arteta e gli offre l’incarico di vice, diventa perciò suo assistente personale nella prima squadra dell’Arsenal. In poco tempo, Carlos si ritaglia il peculiare ruolo di “specialista dello sviluppo individuale”, andando a lavorare di volta in volta con i singoli giocatori dei Gunners e facendosi apprezzare anche da quelli più blasonati, nonostante la giovanissima età. 

Il resto è storia recente. Dopo cinque anni a Londra, il Parma durante la scorsa estate lo chiama per sostituire Chivu come allenatore della prima squadra. Lui si butta a capofitto in questa nuova avventura, non temendo un salto nel vuoto che avrebbe spaventato anche tecnici più esperti di lui. In Serie ACuesta porta la sua capacità nel dialogare coi giocatori, insieme alle due specialità dell’Arsenal del suo mentore Arteta: la fase difensiva granitica e gli schemi su calcio piazzato. Nel capoluogo emiliano, il giovane Carlos ha di fatto creato, con le dovute proporzioni, una miniatura di successo dei Gunners

Il suo Parma infatti finora ha sorpreso tutti: dopo 26 giornate, i ducali hanno totalizzato 32 punti, incassando solo 31 gol. In caso di vittoria della Fiorentina contro il Pisa stasera, il margine rispetto alla zona retrocessione rimarrà di 8 punti, mentre l’ottavo posto occupato dal Sassuolo dista solo tre lunghezze. I gialloblù in questa stagione hanno attirato molte critiche per il loro stile di gioco estremamente difensivo e conservativo, ma i risultati finora stanno dando ragione a Cuesta ed alla fine questa è l’unica cosa che conta. Incurante dei pregiudizi sulla sua giovane età e dei pareri degli esteti del bel gioco, il tecnico di Palma de Mallorca prosegue dritto per la sua strada, con coerenza e coraggio. Sicuramente una boccata d’aria fresca, una variazione sul tema rispetto alla monotonia del calcio italiano. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Goal.com)

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