Home News Oblio e rinascita: come Soulé e Celik sono diventati pilastri della Roma

Oblio e rinascita: come Soulé e Celik sono diventati pilastri della Roma

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Il fantasista argentino dopo un inizio della scorsa stagione complicato si è imposto come leader tecnico dei giallorossi, mentre il terzino nel suo nuovo ruolo è passato da riserva a pilastro difensivo

Se c’è una cosa che il calcio moderno ci dimostra giornalmente, è che ogni calciatore non è un universo a sé, ma ha bisogno di un contesto societario e tecnico funzionante per rendere al meglio e mostrare tutte le sue potenzialità. Quante volte un giocatore, in una determinata stagione o in un periodo particolare, sembra smarrito, svogliato e lontano anni luce dal livello che ci si aspettava da lui? Quante volte poi, in un altro contesto, rinasce completamente? Capita spesso, anche ai talenti più cristallini.

Zeki Celik

(Fonte immagine: Romaforever.it)

Guardando in casa Roma ci sono due esempi eclatanti di questo fenomeno, il primo è Zeki Celik. Il terzino turco è sbarcato in Italia nell’estate del 2022 e nel corso delle prime due stagioni in giallorosso ha faticato molto, sia nella difesa a 4 sia nel 3-5-2, sia con Mourinho che con De Rossi. Tante panchine, diverse critiche ed anche lo scorso inizio di campionato (difficile per tutta la Roma) ha contribuito a solidificare l’aura negativa che si era formata intorno a lui.

Poi, nel 2025, una rinascita inaspettata. Ranieri infatti comincia a farlo giocare con più continuità e gli cambia ruolo, da esterno destro a braccetto della difesa a tre. Da lì in avanti Celik diventa uno dei migliori giocatori della Roma per continuità di rendimento: segna, fa assist, ma soprattutto difende con attenzione come un difensore centrale nato. Con Gasperini, la musica non è cambiata. Anzi il calciatore turco sembra uno di quelli che ha assimilato più velocemente i principi di gioco di Gasp, che si basano su marcature a uomo a tutto campo molto aggressive. La solidità difensiva mostrata dalla formazione giallorossa tra la fine dello scorso campionato e l’inizio di questo passa molto dall’esplosione di Zeki.

Un altro grande protagonista dell’ultimo periodo della Roma è sicuramente Matias Soulé. Arrivato l’estate del 2024 dalla Juventus per quasi 30 milioni di euro, è stato fortemente voluto da De Rossi ed accolto con un bagno di folla dai tifosi giallorossi a Fiumicino. Complice l’esonero dopo poche giornate di DDR e l’arrivo di Juric, il giovane argentino è stato però poco impiegato ed anche quando ha giocato è stato fagocitato dal caos tecnico e societario in cui versava la Roma di quel periodo.

Per lui non sono mancate critiche e anche per lui è stato vitale Claudio Ranieri, che gli ha dato tempo, fiducia, l’ha inserito gradualmente tra i titolari e poi non l’ha tolto più. Il 2025 di Soulè è stato magistrale, consacrandolo come uno dei migliori giocatori della Serie A in termini di gol/assist per minuti giocati. L’inizio di campionato con Gasperini ha confermato questo trend, con l’argentino che complice le condizioni fisiche precarie di Dybala e la discontinuità di Pellegrini e Baldanzi si è imposto sin da subito come leader tecnico della Roma. Una vera e propria rinascita.

Luca Missori

(Fonte immagine: SololaRoma.it)

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