Il giovane centrocampista ha fatto tutta la trafila del settore giovanile giallorosso, ha esordito con Mourinho, impressionato De Rossi ed ora vuole essere protagonista anche con Juric
Nella Roma, c’è una tradizione che da decenni va avanti e che costituisce uno degli elementi più iconici del rapporto tra la tifoseria giallorossa e il club. Si parla delle diverse generazioni di ragazzi romani e romanisti, che entrano da bambini nel settore giovanile della società capitolina, crescono con la Lupa cucita sul petto e che qualche volta arrivano a giocare per la propria squadra del cuore, diventandone una bandiera. Gli esempi del passato sono illustri, ma anche il presente, da questo punto di vista, è stato capace di regalare storie molto belle.
L’ultima in ordine cronologico è quella di Niccolò Pisilli. Classe 2004, è stato “adottato” dalla Roma sin da quando frequentava le scuole elementari, essendo entrato nel settore giovanile del club giallorosso a soli 9 anni. Da lì in poi, tutta la trafila dai Pulcini alla Primavera, fino all’esordio in prima squadra il 6 maggio 2023, negli ultimi minuti della sfida tra Roma e Inter (vinta 2-0 dai nerazzurri). Quello di Pisilli è stato un percorso di crescita lento ma costante, compiuto sotto la guida di tre allenatori molto diversi tra loro che però hanno avuto in comune il fatto di averlo apprezzato sin da subito e se è vero che tre indizi fanno una prova allora già si può trarre qualche conclusione.
Dal punto di vista tecnico-tattico, Pisilli è il classico centrocampista di grande mobilità, che fa della corsa e del dinamismo il suo punto di forza, con il passare delle partite però sta migliorando anche palla al piede e nell’associarsi coi compagni. Inoltre, ha un buon fiuto per il gol. Il primo in assoluto l’ha messo a segno lo scorso dicembre, in Europa League contro lo Sheriff. All’epoca fece quasi commuovere José Mourinho, che prima di altri aveva percepito il suo legame viscerale con la Roma. Poi è venuto il turno di Daniele De Rossi: “Mi ha impressionato, avevo la colpa di non conoscerlo bene” disse DDR, che tra la fine della scorsa stagione e l’inizio di questa gli ha dato via via sempre più minutaggio.
Infine, c’è stato Ivan Juric, che non ha esitato a schierarlo titolare nella sua prima partita da allenatore della Roma, la netta vittoria casalinga contro l’Udinese. Nelle ultime due gare Pisilli è invece partito dalla panchina, ma anche da subentrato ha fatto molto bene. Ieri in particolare, un suo colpo di testa su calcio d’angolo ha permesso ai giallorossi di battere il Venezia e di venire a capo di una sfida che dopo un brutto primo tempo si era fatta molto complicata. Una gioia immensa la sua per il primo gol in Serie A, condivisa sul campo anche da tutti i compagni di squadra.
Ora, complice anche la pre convocazione in nazionale, le aspettative su di lui aumenteranno, ma Niccolò ha già dimostrato di essere un ragazzo con la testa sulle spalle. Quando non gioca, studia Scienze motorie all’Università e conserva il sogno di diventare giornalista in futuro. La madre, psicologa, e il padre (juventino), ex tennista di alto livello, lo hanno sempre supportato ed aiutato a gestire dal punto di vista mentale il grande salto nel professionismo ed ora anche la sua seconda famiglia, la Roma, si gode la crescita del suo ultimo figlio calcistico.
Luca Missori
(Fonte immagine: Madoniepress.it)








