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Nations League: la Francia sorpassa la Spagna grazie a Benzema e Mbappé, Italia terza

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Nella finale di San Siro Oyarzabal illude gli iberici, poi i transalpini trionfano grazie alle reti dei loro due fuoriclasse, gli Azzurri battono il Belgio nella finalina

E’ stata una cinque giorni di Nations League molto intensa, con quattro partite giocate da mercoledì scorso a domenica che hanno visto impegnate quelle che probabilmente sono le migliori nazionali al momento del continente. Sfide di alto livello e di grande intensità, nonostante il trofeo in palio fosse senza dubbio di minor valore rispetto all’Europeo e giocato durante la pausa dei vari campionati.

Partiamo dalla finalissima, vinta dalla Francia per 2-1 a San Siro contro la Spagna. E’ stata una gara come ce la si aspettava alla vigilia: la nazionale di Luis Enrique a fare la partita tenendo il possesso del pallone e quella di Deschamps a tentare di riconquistare il pallone e verticalizzare il prima possibile. Alla fine l’hanno vinta i transalpini grazie al cinismo ed alla qualità dei loro uomini migliori. E’ successo tutto nel secondo tempo: dopo il gol del vantaggio di Oyarzabal infatti, la Francia ha ribaltato il risultato grazie ad un meraviglioso tiro a giro di Benzema e ad una rete in contropiede di Mbappé, rimesso in gioco da Eric Garcia. Se con l’Italia si sono visti molto di più i pregi della Spagna rispetto ai difetti, nel match di ieri sera sono emersi di più i limiti di una formazione che ha tanti punti di forza, ma è ancora poco matura nel gestire i momenti decisivi delle gare. Questa mancanza di cinismo si riflette da un lato nell’incapacità, a volte, di concretizzare la grande mole di gioco creata e dall’altro nella fragilità difensiva che rischia di vanificare l’eccellente lavoro svolto dal resto della squadra, così, una finale controllata con buona tranquillità per più di un’ora si è conclusa con una sconfitta per due disattenzioni difensive sicuramente evitabili. Per quanto riguarda la Francia c’è ancora molto da lavorare sulla coesione della squadra, che a tratti sembra costituita da undici solisti ognuno con la propria idea di calcio, ma il talento individuale della rosa che Deschamps ha a disposizione è spaventoso e mai come ieri sera i transalpini hanno dimostrato che nelle partite tirate, se la difesa tiene, la loro qualità offensiva è impareggiabile. In vista del mondiale in Qatar sarà cruciale limare i contrasti interni che sono sorti durante lo scorso Europeo e mantenere quel minimo di compattezza necessaria ad affrontare al meglio i momenti decisivi delle partite chiave. Il resto lo fa il talento.

Fonte immagine: Eurosport.it

Nel pomeriggio allo Juventus Stadium è andata in scena anche la finalina per il terzo posto tra Italia e Belgio. Hanno vinto gli Azzurri per 2-1 grazie alle reti nella ripresa di Barella e di Berardi (su rigore). Inutile il gol di De Ketelaere a cinque minuti al termine. Diavoli Rossi sfortunati (tre legni colpiti) ma ancora una volta fragili in difesa. Nonostante l’ampio turnover, la nazionale di Roberto Mancini ha dato l’impressione di poter essere sempre pericolosa, ad ogni azione, dimostrando che le idee del tecnico marchigiano sono ben sedimentate nel Dna della squadra, a prescindere da chi scenda in campo. Una vittoria che fa ranking e morale, dopo che la Spagna aveva interrotto il filotto record di 37 gare senza mai perdere.

Luca Missori

(Fonte immagine: Repubblica.it)

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