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Mondiale 2026, ci siamo: l’Argentina difende il titolo di campione dall’assalto delle europee, ma occhio al Brasile

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A pochissimi giorni dall’inizio del campionato del mondo in Messico, Stati Uniti e Canada, andiamo alla scoperta delle nazionali favorite alla vittoria finale, nonché delle potenziali outsider

Nonostante si moltiplichino le gare e le competizioni, una certezza rimane: per fascino, coinvolgimento emotivo, adrenalina ed entusiasmo, non c’è nulla di paragonabile al Mondiale. Giovedì sera, nel mitologico stadio Atzeca di città del Messico, la nazionale messicana sfiderà il Sudafrica nella partita inaugurale (come nel 2010, ma in quel caso si giocò a Johannesburg e il match terminò 1-1). Sarà la prima di 104 sfide che vedranno in campo, da questa edizione, ben 48 squadre. Non ci sarà purtroppo l’Italia, per la terza volta di fila, ma si può comunque provare ad ipotizzare una griglia, in stile Formula Uno, delle favorite alla vittoria finale. 

In prima fila, troviamo anzitutto due nazionali europee: la Spagna e la Francia. Le Furie Rosse hanno una rosa di grande qualità in tutti i reparti, tanti giovani talenti bilanciati da alcuni “senatori” di grande esperienza come Rodri, Mikel Merino e Fabian Ruiz. Non mancano le grandi individualità, su tutti Lamine Yamal, ma a collocare gli iberici tra le principali pretendenti al mondiale è la forza del collettivo, oltre alla chiarezza granitica della proposta di gioco. de la Fuente sogna il “doblete” Europeo-Mondiale, come nel biennio 2008-2010. Difficile, ma non impossibile. Ad un’incollatura dagli spagnoli, non può che esserci la Francia, due finali consecutive negli ultimi due campionati del mondo (la prima vinta, la seconda persa ai rigori quattro anni fa). Una selezione che straripa di campioni, soprattutto nel reparto offensivo, ma anche con due difensori centrali (Saliba ed Upamecano) e un portiere (Maignan) di altissimo livello, oltre ad un ottimo centrocampo. La sfida per il CT Deschamps è quella di trovare un equilibrio di squadra in grado di supportare la potenza di fuoco dell’attacco transalpino. Al netto di questo dilemma tattico, la sua nazionale ancora una volta è quella da battere. 

In seconda fila, ecco che appaiono i campioni in carica dell’Argentina, seguiti dal Portogallo. L’Albiceleste ha confermato il CT ed il nucleo di giocatori che ha conquistato il mondiale in Qatar e le ultime due edizioni della Copa AmericaMessi è alla sua last dance iridata ed anche altri pilastri della nazionale biancoceleste hanno quattro anni in più. Ripetersi sarà molto difficile, anche vista l’agguerrita concorrenza delle nazionali europee. Solo l’Italia (1934-1938) ed il Brasile (1958-1962) hanno vinto due campionati del mondo di fila, ma la Seleccion è forse la formazione più coesa tra le big. Tutti dietro Lionel Messi, fino ad oggi questa tattica ha funzionato benissimo. Dove c’è la Pulce, non può che esserci anche Cristiano Ronaldo, unico giocatore insieme al fuoriclasse argentino e Ochoa al sesto mondiale di fila. Il fuoriclasse lusitano non è più titolare inamovibile della sua nazionale, che però è ricca di talento e qualità in tutti i reparti. Una generazione di fenomeni guidata dal trittico del Paris Saint-Germain Nuno MendesVitinha Joao Neves e dall’esperienza di campioni affermati come Ruben DiasBernardo Silva Bruno Fernandes e poi, alla bisogna, c’è sempre CR7, che non ha bisogno di presentazioni e a cui manca il Mondiale per entrare ancor di più nell’Olimpo della storia del calcio. Che l’ultima possa essere la volta buona? Lo scopriremo. 

In terza fila, altre due nobili selezioni europee: l’Inghilterra e la Germania. Gli inglesi sono come al solito una nazionale di grande qualità, con un Harry Kane in forma straordinaria. Il CT Tuchel, le cui convocazioni hanno fatto discutere non poco, punta molto su di lui per infrangere finalmente la maledizione mondiale che affligge gli inventori del gioco (solo una Coppa del Mondo vinta per loro ben 60 anni fa). Il resto della squadra anche è di alto livello, servirà una coesione che spesso è mancata all’Inghilterra per mettere le mani sulla coppa e sbaragliare la concorrenza. Parte più dietro anche la Germania, nazionale giovane che sta provando a riaprire un ciclo. Dietro, l’esperienza e la solidità di Neuer, Rudiger Kimmich fanno da contraltare alla grande qualità del reparto offensivo (Musiala, WirtzSanè). I teutonici non partono coi favori del pronostico, ma proprio per questo possono diventare un avversario ancora più insidioso per tutti. Mai sottovalutare la Germania nel mese del mondiale. 

Infine, non bisogna dimenticare Brasile e Olanda. La Seleçao non è più la nazionale di fenomeni che si presentava da favorita quasi ad ogni mondiale, ma ha comunque giocatori di grande talento ed una difesa di altissimo livello. Proprio ieri i verde-oro hanno perso Wesley per infortunio ma possono sempre contare su Marquinhos e Gabriel nelle retrovie, oltre che su Raphinha e Vinicius in attacco. Poi c’è il fattore Carlo Ancelotti, che ha convocato anche l’acciaccato Neymar per avere più qualità possibile. Sono loro gli outsider di lusso di questo mondiale, insieme all’Olanda, nazionale giovane, spavalda, con niente da perdere. Le condizioni ideali per una selezione che in passato è andata vicino al traguardo schiacciata dal peso delle aspettative.

Luca Missori

(Fonte immagine: Sportpress24.com)

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