I nordirlandesi furono i primi ad escludere gli azzurri da un campionato del mondo nel 1958, gli uomini di Gattuso vogliono evitare la terza mancata qualificazione consecutiva
La cabala pesa, la tradizione conta, anche se spesso si cerca di far finta che non sia così. Dopo due mondiali di fila saltati e due spareggi persi, serpeggia un’aura di negatività intorno all’Italia, che a causa del secondo posto nel girone di qualificazione, anche stavolta dovrà passare per le forche caudine dei playoff per partecipare ai campionati del mondo in Messico, Stati Uniti e Canada. Il sorteggio avvenuto oggi a Zurigo ha delineato il percorso degli Azzurri, che in semifinale se la dovranno vedere con l’Irlanda del Nord in casa e, in caso di vittoria, sfideranno una tra Galles e Bosnia in trasferta.
Proviamo a conoscere, anzitutto, i nostri primi avversari. L’Irlanda del Nord ha terminato al terzo posto il proprio girone di qualificazione alle spalle di Slovacchia e Germania con nove punti totali. Andando a guardare anche solo le statistiche dei gol fatti (7) e dei gol subiti (6) si intuisce subito che la nazionale di O’Neill è una squadra solida, compatta, che subisce poco e sa soffrire contro formazioni superiori sulla carta. Allo stesso tempo, è carente in fase offensiva a causa soprattutto della bassa qualità individuale dei suoi giocatori.
Quasi tutta la formazione nordirlandese infatti, è costituita da calciatori che militano nelle serie minori del calcio inglese. Unica virtuosa eccezione, Conor Bradley, terzino destro classe 2003, che sta ben figurando con il Liverpool in questa prima parte di stagione e si è già consacrato come capitano e leader tecnico della sua nazionale. La sua tecnica, unita alla sua corsa e all’intelligenza tattica, lo rendono un pericolo costante sulla fascia, soprattutto quando viene spostato esterno alto.
L’Irlanda del Nord dunque non va sottovalutata, anche perché è stata la prima nazionale ad estromettere l’Italia dalla fase finale di un mondiale (nel 1958). Corsi e ricorsi storici, che peseranno su una sfida secca in cui, oltre alla tecnica e la qualità individuale (Azzurri nettamente superiori), conteranno intensità, motivazione e freddezza nel gestire i momenti decisivi. In caso di vittoria poi, i ragazzi di Gattuso si dovranno andare a prendere il mondiale o in casa del Galles o in casa della Bosnia. Se sulla carta il sorteggio poteva andare peggio, in campo sarà tutto molto più difficile per l’Italia attuale.
Luca Missori
(Fonte immagine: IlPost.it)








