L’inizio di campionato dei due nuove acquisti di Milan e Napoli conferma che certi campioni non tramontano mai, ma anche che il torneo italiano ormai è sempre più un rifugio per vecchie glorie
C’era una volta la Serie A dove i migliori giocatori del mondo approdavano per dimostrare a pieno il loro valore, spesso e volentieri nel momento migliore della loro carriera. Il campionato italiano era visto come il banco di prova finale, soprattutto per i giocatori offensivi. Chi riusciva a fare la differenza lì allora poteva farla dappertutto. Negli ultimi 20-25 anni, qualcosa è senza dubbio cambiato. Il calcio italiano ha perso appeal ed è sceso nelle gerarchie del football continentale.
Una delle prove di ciò è data dal fatto che i calciatori migliori in circolazione si trasferiscono in Serie A solo nella fase conclusiva delle loro carriere, dopo aver speso gli anni migliori all’estero. Gli ultimi esempi di questa tendenza sono Luka Modric e Kevin De Bruyne, indiscutibilmente due dei migliori centrocampisti della loro generazione, che hanno scelto l’Italia in tarda età calcistica, ma nonostante ciò sono ancora in grado di fare la differenza. Questo è dovuto a diversi fattori.
Sicuramente non va mai sottovalutata la classe e la capacità d’adattamento di questi campioni, anche se lontani dall’apice della loro carriera, calciatori come Modric o De Bruyne hanno una conoscenza della propria forza (ed anche dei propri limiti) tale da potersi gestire nel migliore dei modi. Conoscono ormai ogni aspetto del gioco e dove non arrivano più con l’atletismo riescono ad arrivare con l’intelligenza, oltre che con la tecnica. L’abbiamo già visto in queste prime giornate e non soltanto a livello di gol (già due per il belga ed uno per il croato).
C’è anche un altro aspetto però che non può essere ignorato: la Serie A ormai da tempo non è più in grado di attirare calciatori del calibro dei due sopra citati nei momenti migliori delle loro carriere. Il campionato italiano non è più un punto d’arrivo per i top player, se non a fine carriera, ed anche a livello di settore giovanile il nostro calcio non è più capace di sfornare giovane talenti e lanciarli. In mancanza di altro, si preferisce puntare sull’usato sicuro. Basti pensare anche al ritorno di vecchie glorie come Ciro Immobile ed Edin Dzeko.
Questa tendenza rappresenta senza dubbio un’involuzione per tutto il movimento calcistico italiano e per il momento non si registra un’inversione di tendenza. C’è il rischio concreto di saltare il terzo mondiale di fila, ma di tutti i cambiamenti che sarebbero necessari per riportare la Serie A ad essere competitiva come in passato non vi è traccia, se non a parole. Un vero peccato, la speranza per il futuro è sempre quella di vedere campioni come Modric o De Bruyne non scegliere l’Italia solo a ridosso della “pensione” calcistica.
Luca Missori
(Fonte immagine: Goal.com)








