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Lucia Blini: “Facchetti, Cabrini e Tardelli i miei idoli. Oggi stimo Modric. Come squadra simpatizzo per…”

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Abbiamo intervistato una dei volti più amati di Mediaset. Conduttrice del telegiornale sportivo, si è fatta conoscere dal grande pubblico nelle vesti di coordinatrice giornalistica di Controcampo, trasmissione inizialmente condotta da Sandro Piccinini. Ci ha parlato molto di sè e delle sue passioni

 

L’abbiamo incontrata al premio Ussi dove ha ricevuto il prestigioso “Desk-Televisione”. Qual è il segreto del suo successo o un punto di forza che ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori?

Non me lo sono mai domandata. In realtà ho semplicemente realizzato il sogno di quando ero ragazzina. Fin dalle scuole medie era quello di seguire le Olimpiadi e raccontarle. Credo che nelle case arrivi molta naturalezza. Se racconti lo sport lo devi fare con un linguaggio semplice. Ecco il segreto: diventare una di famiglia. Ho fatto un po’ di tutto: dalle esterne alla conduzione del telegiornale. Se poi il notiziario sportivo è nelle ore del pranzo entrare nelle case è immediato.

La trasmissione sportiva a cui è più affezionata e perchè? Come è stato lavorare con Sandro Piccinini?

Sono davvero fortunata. Ho ricoperto vari ruoli: redattrice, inviata, conduttrice. Controcampo è stato un vero e proprio spartiacque. Fu una trasmissione innovativa negli anni ’90 perché tutti erano incollati alla tv per vedere il posticipo. Sandro Piccinini sceglieva personaggi importanti, capaci di dividere gli animi del pubblico e di rappresentare il sì e il no. Da Sandro, grandissimo professionista, ho imparato tanto, in primis la precisione dei tempi e la capacità, nel dare la notizia, di entrare nei dettagli. E’ stata una scuola molto importante per me ed ho un bellissimo ricordo di noi che fin dalle 15 seguivamo tutti insieme le partite. Un bel team davvero. Come rotocalco ho amato molto Record, un’ora di programma finemente montato da Giorgio Terruzzi. Poi c’è il mio figlio più piccolo a cui sono affezionata, che è il telegiornale sportivo.

Ha dichiarato “non praticavo sport da piccola. Mi piaceva di più scriverne e mia madre mi dava le agende delle banche su cui incollavo le foto degli sportivi. Venivano fuori dei giornali”. Quali sportivi le piacevano? Il primo campionato che si ricorda? I suoi genitori hanno avuto un ruolo per questa sua passione sportiva?

Da grande appassionata di tennis ho amato molto Bjorn Borg per la tenacia e la serietà che ha sempre dimostrato. In Italia seguivo Adriano Panatta, che ha portato questo sport nelle case di tutti. Per il calcio mi sono appassionata alla Nazionale dell’82. Altri nomi: Gilles Villeneuve e Ayrton Senna, Alberto Tomba…trascinatori nel loro campo. Più vicino nel tempo Federica Pellegrini. Per quanto riguarda il campionato il primo fu quello ascoltato alla radio della stagione ’80-’81. I miei genitori, di origine bergamasca, non hanno mai seguito lo sport. Mio zio, sapendo di questa mia passione, mi portava ogni tanto allo stadio di Bergamo.

Non solo calcio e tennis. Lei è appassionata di ciclismo e pugilato. Cosa mi racconta su questo?

Sì, quando Mediaset prese i diritti del Giro d’Italia, fu un’ emozione fortissima e una carovana di grandissimi personaggi. Ho avuto la fortuna di seguire il pugilato negli Stati Uniti quando c’era Mike Tyson. Sono interessanti i risvolti sociali. E’ un altro mondo. Basta pensare che la conferenza stampa al mattino a Memphis venne fatta in un casinò.

Tornando al calcio il suo giocatore preferito del passato? E attuale? Tifa una squadra italiana in particolare? Come definirebbe l’attuale campionato? Ha una simpatia estera?

Per il passato, in riferimento alla Nazionale ’82, Antonio Cabrini e Marco Tardelli. Per una questione geografica (è di Treviglio nel Bergamasco) il grande modello è sempre stato Giacinto Facchetti. Attualmente ho ammirazione per chi lascia il segno come Luka Modric, che ha trascinato la sua Croazia al Mondiale. Giusto assegnargli il Pallone d’Oro. Non tifo una squadra in particolare, ma sono affezionata all’Atalanta, visto che il primo stadio che ho frequentato è stato appunto quello di Bergamo. Il campionato attuale è monotematico. Non c’è lotta. Va comunque riconosciuto un grande merito alla Juve. Non ho simpatie estere, vado a periodi: ho seguito, quando era in auge, la Spagna o, ai tempi di Rio, il Brasile.

La partita di calcio più emozionante? Il momento più esaltante dei Giochi Olimpici? L’edizione a cui è più legata?

Nel calcio sono tre e tutte legate a finali Mondiali: le due vinte nell’82 e nel 2006 e quella persa nel ’94. Recentemente la partita inaugurale Germania-Messico in Russia è stata il festival del tifo e del colore. Per i Giochi Olimpici tutti i momenti sono stati esaltanti, ma in particolare questi due: la prima tripletta di Usain Bolt a Pechino 2008 e l’oro di Gregorio Paltrinieri a Rio 2016. Non dimentico poi le medaglie di Antonio Rossi per il canottaggio o le soddisfazioni della scherma.

26 anni di carriera…c’è qualcosa che non rifarebbe? Di cosa va più orgogliosa?

No, perchè tutto fa parte di un percorso ancora in fieri. Non mi sono mai fermata. Da stagista ho imparato tutto qui a Mediaset. Sono grata e riconoscente a questa redazione. A me non è mai mancata la curiosità, la voglia di approfondire e diversificare. Voglio trasferirlo ai giovani.

Cosa ha in serbo per noi in un futuro prossimo? In cosa si vorrebbe cimentare?

Non vorrei sembrare ai titoli di coda, ma ho proprio voglia di trasferire ai più giovani tutto quello che ho appreso sul campo, in primis la capacità di non fossilizzarsi mai, di spaziare ed essere versatili. Mi sto occupando più dell’aspetto organizzativo della redazione in questo momento. Vorrei continuare così…

Se deve farmi un nome di un giornalista che l’ha ispirata chi mi cita e perchè? Oltre allo sport e al giornalismo che interessi coltiva?

Parto dalle mie passioni per arrivare ai nomi. Oltre all’amore per i viaggi (cerco di visitare il più possibile ma mi piace anche tornare in posti già visti a distanza di anni…per scoprirmi diversa) c’è quello per la lettura. Ho sempre apprezzato le penne di Emanuela Audisio di Repubblica (per i suoi ritratti di personaggi) o Roberto Perrone del Corriere della Sera. Ho sempre pensato che se dovessi scrivere mi piacerebbe avere quello stile lì.

Lo sport in rosa. Lei ha detto: “Raccontare le donne è davvero una grande soddisfazione”. Quale sportiva stima in particolare? 

Maurizia Cacciatori. E’ stata la prima a portare la pallavolo femminile in copertina. Di lei apprezzo la coerenza e la tenacia. Ha sempre avuto una sua fisionomia ben definita, oltre ad una carriera di tutto rispetto. Rispecchia la mia morale. Poi siamo entrambe dell’Ariete (ride, ndr).

Fonti foto: telegiornalistefansforum, lecitazioni.it, gossipaltervista, youtube, giornalettismo, chietitoday e vimeo

Erika Eramo

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