Home Interviste in Esclusiva Angelo Domenghini: “L’Inter ha sottovalutato il PSV”

Angelo Domenghini: “L’Inter ha sottovalutato il PSV”

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L’ex ala: “Al Napoli lo stesso destino del 2013. La Juve in Italia non ha avversari all’altezza. Luisito Suarez è stato il più grande centrocampista”

Noi di passionedelcalcio.it abbiamo intervistato Angelo Domenghini, ex ala dell’Atalanta, dell’Inter, del Cagliari, della Roma e del Verona. Con la squadra milanese ha vinto due campionati e la Coppa dei Campioni del ’65, con i rossoblù lo scudetto del ’70 e con l’Atalanta la Coppa Italia del 1963. In Nazionale ha trionfato nell’Europeo del 1968.

L’Inter e il Napoli hanno dato il massimo in Champions oppure rimangono dei rimpianti?

Le partite si vincono sul campo. I nerazzurri incosciamente hanno sottovolutato l’avversario siccome era già stato eliminato. Il PSV invece ha onorato lo sport e ha disputato una gara corretta. L’Inter evidentemente non è ancora competitiva per certi livelli. Brozovic è insostituibile e quando non sta al massimo ne risente tutta la squadra. Il Napoli invece come nel 2013 viene estromesso dalla Champions avendo gli stessi punti della seconda. A Liverpool gli azzurri hanno dato il massimo.

Cosa non va nella Roma?

Ci sono state delle cessioni importanti e alcune assenze si stanno facendo sentire. Non c’è un ambiente sereno e per i giovani non è semplice.

La Juve è la favorita in Champions?

Sì, insieme alle 3 o 4 solite.

In campionato i giochi sono chiusi per il vertice?

Sì, non vedo una anti-juve. Le avversarie dei bianconeri hanno tutte dei problemi. Vediamo come reagirà il Napoli dopo questa eliminazione.

Che ricordi ha della ‘Grande Inter’?

Tantissimi. Mi mettevo a disposizione dei vari campioni quali Jair, Mazzola, Suarez, Corso. Quando hai la squadra più forte puoi ambire ai successi, come abbiamo fatto noi. Sfrutti l’entusiasmo con tanta determinazione. Luisito Suarez è stato il più forte centrocampista straniero giunto nel nostro paese.

Poi lei ha vinto anche con il Cagliari e l’Atalanta. Ci descrive quelle imprese?

A Cagliari sono stati quattro anni meravigliosi. Il 2-2 a Torino contro la Juve ci spalancò le porte verso il tricolore. C’era una ambiente ideale per lavorare in serenità. E’ stato un onore fare coppia con Gigi Riva.

Con l’Atalanta disputai la finale di Coppa Italia contro il più quotato Torino. Una mia tripletta invece stese i granata. Entrambi i trionfi non si sono più ripetuti.

Anche in Nazionale si è tolto parecchie soddisfazioni. Cosa ci racconta di quel periodo?

Nell’Europeo del ’68 ci fu una sofferta semifinale a Napoli contro la Russia decisa poi dal lancio della monetina. In finale giocammo contro la Jugoslavia. Loro erano più forti di noi, ma il mio gol su punizione ristabilì la parità, 1-1. Nella gara di ripetizione ci sottovalutarono e noi li battemmo 2-0. Fu una grande festa a Roma.

Nel mondiale del ’70 tutti ricordano la ‘Partita del Secolo’ contro la Germania perchè i supplementari furono spettacolosi. Purtroppo però in finale prendemmo quattro gol dal Brasile di Pelè e al rientro in Italia i tifosi ci fischiarono ingiustamente.

Fonte foto: blogcagliaricalcio1920.net

Stefano Rizzo

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