Noi di Passione del Calcio abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare una fra le giornaliste più competenti e complete
Siamo decisamente soddisfatti! Abbiamo intervistato Laura Barth, conduttrice televisiva, commentatrice sportiva, modella, attrice di teatro e cinema, testimonial di famosi brand della moda. Da questa stagione, Laura fa parte della squadra de ‘La Domenica Sportiva… al 90°’, in onda su Rai 2. Sempre in Rai ha partecipato a “Dribbling Europei”, ‘Calcio Totale’, ‘Quelli che il calcio’; sui canali Sky è stata il volto di ‘Juventus Channel’ ed è intervenuta a ‘Calciomercato: L’Originale’, oltre a presentare il “GialappaShow”, a fianco del Mago Forest.

Laura, come giudica la lotta a tre per lo scudetto?
L’Inter ha una rosa più completa, possiede una mentalità vincente e punta al Triplete. Il Napoli, nonostante la cessione di Kvaratskhelia e il momento di flessione che ha accusato prima della sosta, è la seconda candidata. Grandi sono i meriti di Antonio Conte, mentre dell’Atalanta non bisogna più stupirsi: squadra e società sono solide protagoniste di un percorso fantastico. Gasperini riesce a ottenere il meglio dai propri giocatori, domenica la Dea sfiderà la Fiorentina e allora capiremo se per il titolo la corsa sarà ancora a tre.
Che cosa non ha funzionato fra la Juventus e Thiago Motta? E che cosa si aspetta da Tudor?
Sorprende sempre registrare un cambio di allenatore a stagione in corso quando si tratta della Juventus che, soltanto per otto volte in oltre 127 anni di storia, ha fatto ricorso a questa drastica decisione. Dalla rivoluzione estiva firmata Giuntoli tutti si aspettavano grandi cose, ma i risultati altalenanti sono stati fatali a Thiago Motta. L’inflazione di pareggi, l’eliminazione anticipata dalle coppe e le batoste con l’Atalanta e la Fiorentina hanno indotto la società a rompere gli indugi. Vedremo se Tudor schiererà Vlahovic e Kolo Muani l’uno accanto all’altro. L’osservato speciale sarà anche Koopmeiners, che ha ricoperto più ruoli, ma non è stato all’altezza delle aspettative. Meritava un trattamento migliore l’ex capitano Danilo. Sarà molto importante che la squadra riparta dal senso di appartenenza. Nella lotta al quarto posto sono coinvolte 6 squadre nel fazzoletto di 6 punti, oltre alla Juve, ci sono un Bologna lanciatissimo, una Lazio competitiva, una Roma rinvigorita dal ritorno di Ranieri, la Fiorentina e il Milan che hanno dimostrato di avere la grinta necessaria per staccare il pass Champions.
E la volata salvezza come andrà a finire?
Otto squadre se la contenderanno nel rush finale. La prima indiziata per la retrocessione è il Monza per via di una classifica alquanto negativa; il Venezia ha 20 punti e non è piazzato bene, tuttavia le ultime prestazioni sono state confortanti. Al momento, rischia anche l’Empoli, semifinalista a sorpresa in Coppa Italia, perchè in forte calo. In questo week end si giocheranno match cruciali per le pericolanti: Como-Empoli, Venezia-Bologna, Cagliari-Monza e Verona-Parma. Senza dimenticare Lecce-Roma.
Che cosa è mancato alla Nazionale nel doppio confronto con la Germania in Nations League?
E’ mancata la lucidità. Abbiamo visto giocare un’Italia dai due volti. Nel primo tempo, a Dortmund, è scesa in campo una squadra confusa, disattenta, che ha commesso i soliti errori di deconcentrazione ed è stata dominata dai tedeschi. Nella ripresa, invece, gli azzurri hanno rimontato 3 gol dimostrando orgoglio e determinazione. Sulla strada verso il prossimo Mondiale, il primo appuntamento sarà con la Norvegia che, oltre ad Haaland, allinea altri buoni giocatori. Bisognerà ripartire da ciò che di buono si è visto nel secondo tempo in Germania.
Che cosa si prova ad essere una presenza così qualificante della storica ‘Domenica Sportiva’?
La ‘DS’ è il più longevo programma nella storia della Rai; dal 1953 vi hanno partecipato personaggi straordinari. Per me è un grande onore e un motivo di continuo stimolo professionale vivere questa esperienza. Simona Rolandi la conduce con grande preparazione e passione; Alberto Rimedio è un maestro; poi ci sono Lele Adani, la simpatia di Eraldo Pecci, campione d’Italia con il Torino nel 1976; l’arbitro internazionale Mauro Bergonzi e il fuoriclasse Adriano Panatta.
Ci racconta i suoi esordi?
Ho avuto sempre le idee chiare, ma la loro realizzazione è stata più complessa (ride). A 17 anni ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della moda. Dopo la maturità classica, ho lavorato sempre di più, sebbene la mia famiglia, sono figlia e nipote unica, giustamente ha sempre voluto che non trascurassi l’università. Grazie alla moda, ho viaggiato per il mondo e ho aperto lo sguardo su una dimensione internazionale, scattando campagne per brand importanti e conquistando le copertine di numerose riviste. A volte me ne dimentico, come se raccontassi di un’altra vita. Ho acquisito disciplina e umiltà; ho macinato chilometri che mi hanno dato la forza per inseguire i miei sogni.
Come si è sviluppato poi il suo percorso?
Credo che la mia vocazione sia la comunicazione, nelle sue varie declinazioni. Ho scelto un doppio binario: è stato complicato incastrare gli studi, sono laureata in Giurisprudenza, con il lavoro, le collaborazioni in tv, i corsi di recitazione. Ci sono voluti impegno e sacrificio. Per conoscere meglio le regole del calcio, un giorno mi sono svegliata e ho deciso di conseguire il patentino di arbitro di calcio AIA. Dopo la laurea, ho superato il provino per condurre il canale telematico juventino.

Quali aspetti della sua unicità le piacciono di più?
Cerco di essere sempre me stessa, nella vita e nel lavoro, rispettando i miei valori che sono le mie fondamenta. Nella vita si incontrano sempre difficoltà, a volte si cade, si sbaglia e ci si rialza, ma bisogna credere sempre in se stessi, rispettando la propria unicità.

Quali consigli darebbe ai giovani che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo?
È indispensabile la preparazione; bisogna studiare ed aggiornarsi, essere caparbi, coniugare la forma alla sostanza, sacrificarsi. Il talento da solo non basta. Queste per me sono le chiavi vincenti.
Chi è Laura Barth oggi?
Una donna curiosa, ottimista, con una forte convinzione: nella vita si possono realizzare i propri sogni se si dà il massimo, rimanendo però sempre fedeli a se stessi.
Stefano Rizzo









[…] che Tudor dovrà portare, o meglio dovrà rigenerare, nella Juventus è il senso di appartenenza (come ribadito anche dalla collega Laura Barth ai nostri microfoni). Un senso di appartenenza che sotto Thiago Motta si era progressivamente smarrito. Insomma, la […]