Il croato domani esordirà sulla panchina della Vecchia Signora da capo allenatore. Già in passato aveva rivestito il ruolo di collaboratore con Pirlo
La prima volta non si scorda mai. Igor Tudor domani esordirà sulla panchina della Juventus per la prima volta da primo allenatore. Il croato, arrivato pochi giorni fa per sostituire Thiago Motta, si prepara al suo debutto alla guida della Vecchia Signora. Una Signora ferita nell’animo e da risollevare dopo i due pesantissimi risultati negativi raccolti contro Atalanta e Fiorentina sotto l’egida dell’ex guida tecnica italo-brasiliana. Tudor, che a Torino ha scritto pezzi importanti di storia bianconera (da calciatore), non ci ha pensato due volte nel dire di sì a Cristiano Giuntoli. Da Spalato a Torino in macchina: solo per la Juventus, solo per risollevare le sorti della Signora. Domani la Juventus scenderà in campo all’Allianz Stadium contro il Genoa di un altro vecchio juventino come Patrick Vieira. Un duello già fondamentale per i bianconeri: c’è un posto in Champions League da dover conquistare obbligatoriamente.
Di certo non sarà facile qualificare la Juventus in Champions League. D’altronde i limiti della Vecchia Signora non scompariranno solamente con la cacciata di Thiago Motta. Tant’è che in estate dovranno essere fatte delle valutazioni accurate, ma Tudor dovrà salvare il salvabile con l’obiettivo di arrivare tra le prime quattro. Già contro il Grifone sarà fondamentale. I bianconeri, in questo momento, si trovano al quinto posto in classifica, a meno uno dal Bologna di Vincenzo Italiano. Almeno sulla carta, questo turno di Serie A difficilmente potrà sparigliare le carte, visto l’impegno (teoricamente abbordabile) della Juventus col Genoa e quello altrettanto alla portata del Bologna sul campo del Venezia, anche se i lagunari nell’ultimo turno prima della sosta hanno fermato il Napoli di Antonio Conte, invischiato nella lotta scudetto.
Quello che Tudor dovrà portare, o meglio dovrà rigenerare, nella Juventus è il senso di appartenenza (come ribadito anche dalla collega Laura Barth ai nostri microfoni). Un senso di appartenenza che sotto Thiago Motta si era progressivamente smarrito. Insomma, la cosiddetta “juventinità”. Dal punto di vista prettamente tattico, Tudor è un allenatore che può veramente dare una scossa all’ambiente. Il suo 3-4-2-1, ben mostrato durante le esperienze a Verona, Marsiglia e alla Lazio, sarà la base da cui ripartire. Un sistema tattico dove risaltare la prima punta, Dusan Vlahovic, e ridare slancio all’estro e alla qualità dei vari Yildiz e Nico Gonzalez o Francisco Conceicao. Insomma, Tudor di tempo ne ha poco, ma le idee e le competenze sicuramente non mancano per risollevare dalla polvere la ‘sua’ Juventus.
Sandro Caramazza
Fonte foto: Eurosport








