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La mano di Palladino: l’Atalanta fa di nuovo paura

Fonte repubblica.it
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In tre mesi l’ex tecnico di Monza e Fiorentina ha riattivato una squadra traumatizzata dall’addio di Gasperini e dalla gestione Juric, gli obiettivi sono ancora lì alla portata

Saper riconoscere i propri errori è dote rara. Lo ha saputo fare la dirigenza dell’Atalanta, in questa prima stagione di nuovo corso. Infatti la scorsa estate dopo la fine del rapporto con Gasperini nessuno sapeva quale sarebbe stato il destino della Dea. La scelta del successore un momento delicato. È lì che si è compiuto l’errore. La dirigenza orobica tira fuori dal mazzo Ivan Juric, reduce da una delle peggiori annate calcistiche che si ricordino. Tutti gli addetti ai lavori sbarrano gli occhi di fronte a tale soluzione. I più ottimisti pensano “sarà l’ennesima giocata di una società visionaria”. I fatti diventano subito impietosi. L’Atalanta inizia un declino verticale, una squadra che ha perso tutta la sua ferocia e le sue attitudini di gioco. Fisiologico sì, ma non fino a questo punto.

Novembre è stato il mese del ritorno sui propri passi. I dirigenti nerazzurri decidono che è il momento di intervenire. Inadeguato Ivan Juric, la scelta sbagliata nel momento sbagliato. Non basta essere un discepolo del Gasp per averne le idee e la lungimiranza. Riconosciuto l’errore non si può più sbagliare. L’attenta analisi porta a un solo nome, anche lui cresciuto con dettami gasperiniani, ma con idee fresche e una mente aperta. È quindi Raffaele Palladino a prendere in mano la situazione e i risultati si vedono immediatamente. Giocatori rinvigoriti, ambiente ribaltato e squadra che rispolvera il manuale delle passate stagioni. Grandi match in Champions League, in serie A la classifica pian piano migliora, gli stessi calciatori riconoscono il grande lavoro fatto dal tecnico. D’altronde già a Monza e a Firenze ci siamo subito resi conto delle potenzialità del giovane mister.

Esattamente tre mesi dopo, dall’11 novembre all’11 febbraio, si tirano le somme. L’Atalanta in campionato è a ridosso della zona Europa e può giocarsi tranquillamente un piazzamento importante. Certo i 7 punti da Roma e Juventus sono tanti per pensare alla Champions League, i 2 dal Como (che ha una gara in meno) sono alla portata. L’Europa, però, passa anche dalla Coppa Italia. La semifinale raggiunta ai danni della Juve è un segnale importante per sperare una vittoria finale. A parte l’Inter le squadre rimaste sono tutti a livello dei bergamaschi. Infine la Champions League. È mancato poco per entrare nelle prime 8 della League Phase, il che sarebbe stato un risultato straordinario. Ora ci sono i playoff con il Borussia Dortmund. Ovviamente non ci sono velleità di vittoria finale ma finché si è in ballo ci si diverte.

Insomma l’Atalanta ha ancora tutti gli obiettivi a portata di mano. La mano in questione è quella di Palladino, colui che ha saputo smontare il puzzle rimontandolo nel modo corretto. L’immagine che ne viene fuori non è niente male. 

Glauco Dusso

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