Home News Italia un paese per vecchi… calciatori

Italia un paese per vecchi… calciatori

   Tempo di lettura 4 minuti

La crisi di talenti è ormai evidente, ma forse non è il solo problema del calcio italiano che, non solo non alimenta le speranze dei giovani, nemmeno riesce a valorizzare le pur acerbe doti degli atleti presenti nei vivai nazionali

Come abbiamo preannunciato nell’articolo di qualche giorno fa (leggi qui), tentiamo di approfondire e comprendere cosa stia accadendo, ormai da diversi anni, nel nostro calcio, in relazione alla carenza di giovani talenti e dello scarso, se non nullo impiego, di quelli che risultano essere tali. L’esempio eclatante riportato nell’articolo di cui sopra, è quello del giovanissimo difensore Giovanni Leoni, ex Parma ed ora al Liverpool squadra che, nonostante l’ingente investimento nella campagna acquisti estiva, ha tenuto ad accaparrarsi le prestazioni della giovane promessa italiana, cosa invece non valutata con la giusta dose di lungimiranza dai club italiani. Proprio da questo punto vorremmo iniziare la nostra analisi e cioè dal fatto che in Italia si preferisce investire su calciatori di sicuro affidamento, magari in là con l’età, magari anche svincolati, ma per i quali si pagano fior di stipendi e commissioni per pochissimi anni, a volte uno o due, di prestazioni, quando, probabilmente, con gli stessi importi si potrebbe puntare su un giovane di talento, aiutarne la crescita e potenzialmente sfruttarne le performance anche per un decennio o più. Qualcosa che sicuramente avveniva in passato, ma che ormai sembra impossibile, quantomeno in Italia.

In una conferenza stampa di qualche settimana fa Cesc Fàbregas, allenatore del Como, si è stracciato le vesti dichiarando che è quasi impossibile trovare talenti italiani all’altezza della Serie A e che è costretto a rivolgersi all’estero per trovare giovani degni di nota e sembra, al momento, che sia la Spagna fucina di grandi talenti. Testualmente Fàbregas afferma, anche più di una volta, che si fa una fatica incredibile per trovare giovani talenti italiani che possano alzare il livello della squadra.

La nostra Serie A è il campionato in cui giocano più stranieri (fonte Transfermarkt) ben 367 e in cui militano pochissimi giovani italiani. Naturalmente una certa influenza negativa su questo aspetto deriva dal fatto che in Serie B, ma in generale nelle seconde divisioni dei top 5 campionati europei, ci sono moltissimi stranieri. In sostanza i giovani bravi ci sono, ma non giocano! I giovani bravi ci sono, ma devono essere seguiti ed aspettati, lavorando su di loro a livello tecnico e mentale. Un calciatore forte si cerca, si rintraccia, se ne valutano le potenzialità e poi lo si aiuta costantemente per alimentarne la crescita. Il paradosso che risalta all’occhio è che giovani promesse italiane, come Giovanni Leoni, volano in Inghilterra per trovare spazio, giovani spagnoli arrivano in Italia, al Como di Cesc appunto, come Jesús Rodríguez Caraballo e questo dimostra che lo spazio c’è in tutti i campionati, è il lavoro di scouting che probabilmente andrebbe rivisto, focalizzandosi sul proprio paese e sulla ricerca di talenti nostrani e non solo esclusivamente stranieri, anche cambiando questa tendenza si può sperare di ritrovare il talento italiano di cui abbiamo un tremendo bisogno, cosa che la nostra nazionale sta purtroppo dimostrando da oltre un decennio se non più!

Luigi A. Cerbara

Fonte foto: goal.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.