Nella scorsa settimana era stata l’Udinese ad occupare il gradino più alto della classifica, ora tocca ai granata
Per il patron del Torino Urbano Cairo si tratta della prima volta da numero uno della classifica, infatti dal 2005, l’anno di acquisto della società granata, ad oggi non sono state molte le soddfisfazioni in casa Toro. Due qualificazioni europee grazie alle esclusioni di Parma (2015) e Milan (2020) e anche una retrocessione in serie cadetta nel 2009 con promozione in A giunta nel 2012.
Quest’anno anche c’è stato un mercato non altisonante, ma probabilmente la dirigenza si è mossa meglio e poi per ora il tecnico Paolo Vanoli sta facendo la differenza. Fresco di promozione in A con il Venezia il mister ha accettato la sfida rilevando il Toro al posto di Ivan Juric. Vanoli in panchina si è fatto le ossa nelle squadre giovanili della Nazionale per poi approdare nello staff di Antonio Conte sia nel Chelsea che nell’Inter. Poi la prima esperienza in prima linea in un club importante avviene nello Spartak Mosca e conquista la coppa di Russia nel 2022.
Ora intorno alla squadra c’è un grande entusiamo per via del primo posto raggiunto grazie al successo esterno a Verona e la sconfitta della ex capolista Udinese in quel di Roma sponda giallorossa. Due outsider che si sono scambiate la vetta è un qualcosa di anomalo per il nostro calcio segno evidente che per ora nessuna squadra blasonata si sta dimostrando la più forte.
Senza dubbio il capitano Dusan Zapata è il trascinatore ma in rosa ci sono elementi validi che si stanno mettendo in luce in maniera positiva, sia tra i nuovi arrivati ma anche tra quelli che c’erano nelle passate stagioni.
Torino-Lazio diventa una partita fondamentale per tastare la propria forza in casa granata cercando di non imitare l’Udinese che da capolista ha immediatamente perso per tre reti a zero a Roma contro i giallorossi.
L’obiettivo di tornare in Europa può essere raggiunto ma ci vorrà costanza di risultati fattore che manca da anni nel Torino. Erano ben 47 anni infatti che il Toro non guardava in solitaria le altre dall’alto verso il basso.
Un’altra grande soddisfazione che il popolo granata vuole vivere è battere la Juve nel derby, non succede dal 26 aprile 2015. Sognare non costa nulla, soprattutto ora che il vecchio cuore granata è tornato a battere per emozioni ad alta quota.
Fonte foto: TorinoToday.it
Stefano Rizzo








