Il tecnico croato torna subito in panchina, per lui stavolta la Premier League mentre in Championship il centrocampista torna dopo più di un anno dal malore, protocollo Var sotto accusa in Italia
Il Tottenham ha deciso il suo nuovo allenatore. Dopo l’esonero di Thomas Frank sarà Igor Tudor a guidare gli Spurs fino al termine della stagione. Una stagione particolare quella dei londinesi che in campionato si trovano a 5 punti dalla zona retrocessione mentre in Champions League si sono qualificati nelle prime otto della prima fase. Questo andamento non ha salvato Frank dal cambio della guardia. Tudor ritrova una panchina dopo la fine della sua avventura alla Juventus di fine ottobre. Parte per lui questo nuovo capitolo che, come dice la dirigenza, dovrà portare il club a un miglioramento della classifica in Premier League. In Champions, poi, si vedrà. Le risorse a disposizione ci sono, vedremo come il tecnico croato riuscirà a maneggiare una squadra sulla carta ogni anno molto forte ma che poi sul campo si è quasi sempre sciolta. A seconda dei risultati, poi, si tratterà un eventuale rinnovo.
Sempre dall’Inghilterra arriva una bellissima notizia. In Championship, infatti, con la maglia del Watford c’è da registrare il ritorno in campo di Edoardo Bove. A più di un anno dal suo malore, datato 1 dicembre 2024, il centrocampista al minuto 86 fa il suo ingresso sul terreno di gioco in casa del Preston, gara poi terminata sul 2-2. Una splendida giornata che restituisce al calcio giocato un ragazzo di sicuro valore. E’ bene ricordare che il calciatore è tornato a giocare in Inghilterra perché in questa nazione è consentito, come anche in altre ma a differenza che in Italia, giocare con un defibrillatore sottocutaneo. Fattispecie accaduta anche per altri giocatori come ad esempio Eriksen e Blind.

Infine impazzano le polemiche per quanto accaduto a San Siro sabato sera in Inter-Juventus. Gli elementi in gioco sono tanti. La presunta simulazione di Bastoni, la successiva esultanza del difensore, le proteste veementi della dirigenza juventina all’intervallo e la gestione di tutta la squadra arbitrale. Quello su cui c’è davvero da discutere, però, è il protocollo Var che è alla base della vicenda. Un arbitro può sbagliare perchè la dinamica dell’azione dura una frazione di secondo e i gesti dei protagonisti possono trarlo in inganno. Il mezzo tecnologico deve arrivare in soccorso ma in questo caso, non potendo intervenire per i cartellini gialli, non ha potuto farlo. Quindi invece di sbraitare su questa o quell’altra dinamica bisognerebbe solo toccare due punti. Detto che il comportamento dei giocatori è stato richiamato più volte ma invano, andrà cambiata l’applicazione del mezzo a disposizione. Pare ci si stia lavorando, ma a quanto pare sarà sempre troppo tardi.

Glauco Dusso








