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Il ciclo è finito, Simone Inzaghi saluta l’Inter e vola in Arabia Saudita

Fonte calcioefinanza.it
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Dopo quattro anni esatti finisce il regno del “demone” di Piacenza in nerazzurro, si cerca ora il sostituto di un tecnico che ha diviso l’opinione degli addetti ai lavori, non quella degli interisti la cui maggioranza ha sempre esaltato giustamente il suo operato

Quello che era nell’aria è accaduto. Nel pomeriggio di ieri l’incontro tra Simone Inzaghi e la dirigenza nerazzurra ha portato al divorzio tra l’allenatore e l’Inter. La stanchezza e la sensazione che il proprio ciclo fosse terminato ha portato al concretizzarsi della decisione. Da considerare anche la ricca offerta da 25 milioni a stagione dell’Al-Hilal che porterà Inzaghi ad essere il tecnico più pagato al mondo.

Finisce quindi dopo esattamente quattro anni la sua esperienza interista. Un percorso iniziato in salita e che con la sua destrezza è diventato uno dei più belli che si ricordano nel recente passato nerazzurro. Oltre i successi e il bel gioco la lode principale che si può fare a Inzaghi è l’aver creato unità d’intenti e un grande gruppo tra staff e giocatori. Inoltre anche i tifosi hanno risposto alla grande riempiendo San Siro ogni anno e tributandogli sempre grandi applausi. Tutto questo è racchiuso nei messaggi di saluto che sono arrivati ieri sera sia dai sostenitori che dai giocatori dell’Inter.

Simone Inzaghi probabilmente ha diviso le opinioni degli addetti ai lavori. Chi considera eccellente il suo percorso, chi invece si focalizza su quello che non è riuscito a fare. Dal canto nostro possiamo dire che lui è riuscito in un compito non semplice. Portare l’Inter ai vertici d’Europa senza poter contare su campagne acquisti faraoniche ma esaltando con i suoi dettami il materiale umano che aveva a disposizione accrescendone il valore. Lo stesso Antonio Conte aveva abbandonato la barca pensando che la società stesse smobilitando la rosa (salvo poi definirla una corazzata quest’anno).

Inzaghi ha accettato la sfida in silenzio entusiasmando i tifosi e portando a casa in queste quattro stagioni uno scudetto, due coppe Italia e tre Supercoppe italiane. Ha dalla sua poi due finali di Champions League, l’ultima purtroppo da dimenticare, diventata probabilmente anche la causa del suo addio. Il cammino europeo rimane incredibile, forse se avesse vinto quei due scudetti persi sul filo con Milan e Napoli potremo considerare il suo operato davvero superlativo. Così invece qualche pecca rimane. Come quella di non aver mai trovato un’alternativa tattica al suo stile di gioco. Una mancanza che in diverse occasioni avrebbe potuto cambiare le cose e su cui hanno puntato il dito i più.

Lascia comunque un’eredità pesante, perché ha riportato la società ad avere introiti importanti e una certa credibilità sia in Italia che in Europa arricchendone la bacheca. “Dove vado io si vincono i trofei e aumentano i ricavi” sembrava una dichiarazione spaccona quella del 2022 e invece nessuno gli potrà dare torto, visto che quest’anno l’Inter si potrà permettere di spendere sul mercato. Adesso il sostituto. In pole position sembra Cesc Fabregas il profilo ideale per la società. Strapparlo al Como non sarà facile vista la particolare situazione in cui lo spagnolo si trova. Certo l’Inter non è un treno che passa tutti i giorni, probabile che una soluzione si possa trovare. Nel frattempo il regno di Simone Inzaghi è stato archiviato, il futuro nerazzurro è tutto da scrivere.

Glauco Dusso

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