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Il Calcio ai SupeRaggi K

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Ieri, vestiti da cosplayer, io ed altri volontari abbiamo fatto un giro all’ospedale Bambin Gesù Palidoro di Fiumicino per portare un sorriso e tanti regali ai bambini malati. Per questo il mio editoriale di fine anno (turni 8-17 di campionato e coppe) non può che essere dedicato a cartoons ed eroi dell’immaginario di adulti e piccini. Scoprite quali e… auguri sognanti a tutti voi

Una Super Super Super Lazio: Interpreti in forma, astri a favore e un condottiero infuocato che ricorda in tutto e per tutto SuperMan a incominciare dalla S di Simone che ci fa Sperare in una serie A più avvincente. Inzaghi ha cementato un gruppo che, dopo un pareggio con l’Atalanta per 3-3, non ha fatto altro che vincere. Le vittime? Fiorentina (1-2),  Torino (4-0), Milan (1-2), Lecce (4-2), Sassuolo (1-2), Udinese (3-0), Cagliari (1-2), ma soprattutto, a distanza di due settimane, la Juve prima in campionato e poi in finale di SuperCoppa Italiana per 3-1. Sfatati i due tabù: contro i rossoneri (non battevano il diavolo a San Siro da 30 anni) e contro i bianconeri (all’Olimpico non la spuntavano da 16 anni). Anche il più Super di tutti i Supereroi, si sa, ha però un punto debole. Infatti la sua kryptonite dorata si chiama Europa League: qui improvvisamente l’uomo d’acciaio e i suoi prodi perdono le loro capacità guerriere e la visione ai raggi X, vedi le tre sconfitte su quattro (due contro il Celtic per 2-1 e una contro il Rennes per 2-0; l’unica luce che non ha illuminato abbastanza la vittoria contro il CFR Cluj per 1-0). L’importante è crederci, solo così la magia, da nemica, può familiarizzando, diventare amica e far raggiungere traguardi impensati. “I Sogni ci salvano, i sogni ci sollevano e ci trasformano”

Iron Inter: Il pugno di ferro di Conte ha cambiato volto ad una squadra, instillando a poco a poco la sua mentalità vincente, nonostante gli evidenti ostacoli. Come Iron Man Antonio è un uomo che si è fatto da solo: usa l’ingegno per costruirsi l’armatura ad hoc, costretto a duellare in un tête-à-tête continuo, contro l’ex club amico, l’Obadiah Stane bianconero. Il suo presente è intriso di passato ma guarda impavido al futuro. In campionato nessuna sconfitta: sette vittorie (Sassuolo per 3 a 4, Brescia per 1-2, Bologna per 1-2, col Verona per 2-1, col Toro per 0-3, con la Spal per 2-1 e con il Genoa per 4-0) e tre pareggi (col Parma per 3-3, con la Roma per 0-0 e con la Fiorentina per 1-1). Passare però dalla depressomobile alla spassomobile non è così semplice, vedi la Champions: due sconfitte (Borussia Dortmund per 3-2 e Barcellona per 1-2) e due vittorie (sempre contro il Borussia per 2-0 e contro lo Slavia Praga per 1-3). Come lo scorso anno i nerazzurri falliscono l’ultima in casa contro un avversario che non ha più nulla da chiedere. Ora si può imparare dai propri errori ed affrontare con piglio risolutivo l’Europa League. Ora o mai più. “I limiti sono fatti per essere superati!”

Bat Juve: Bat-tuta la Juve? E per due volte dai biancocelesti? Sì, nonostante i gesti aerei da autentico pipistrello di CR7, colui che non perdeva una finale dal 2013, il leader atletico per eccellenza. La Vecchia Signora è come il suo uomo copertina, BatMan, un’ombra sempre presente che fa paura a prescindere anche se non fa nulla. In campionato due soli pareggi (Lecce per 1-1 e Sassuolo per 2-2) e tutte vittorie (Bologna per 2-1, Genoa per 2-1, Torino per 0-1, il Milan per 1-0, l’Atalanta per 1-3, l’Udinese per 3-1, la Sampdoria per 1-2). In Champions le azzecca tutte. Sono ben 4 su 4 i risultati a favore (l’andata e il ritorno contro il Lokomotiv Mosca per 2-1, l’1-0 contro l’Atletico Madrid e lo 0-2 contro il Leverkusen). Visti i due ultimi mesi è un peccato che sulla sua strada si sia palesato il Joker dalle ali d’aquila. La sconfitta di ieri pesa come un macigno sui tifosi bianconeri, in particolare sugli anti-sarristi. La Juve è sempre la Juve e, consapevole della sua forza, deve trovare in sé nuova e oscura linfa vitale per tornare a vincere. I battibecchi sono dei perdenti. “Sai perché cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi”

Roma: Il mago Fonseca, novella Madre Gothel, riesce a trovare lo stratagemma per rapire i tifosi di una squadra sottotono, trasformandola in una bellissima principessa dai capelli dorati, simbolo di eterna giovinezza, e dal cuore palpitante. Basta vedere come Dzeko, a dispetto dell’età, sia più in forma che mai. Come Rapunzel la magica torna ad essere magica, almeno sotto la guida del castellano portoghese. In campionato ben sette vittorie (2-1 col Milan, Udinese per 0-4, il Napoli per 2-1, col Brescia per 3-0, col Verona per 1-3, con la Spal per 3-1, con la Fiorentina per 1-4), due pareggi (con la Samp e l’Inter per 0-0) ed una sola sconfitta (con il Parma per 2-0). In Europa passa il turno senza il minimo sforzo, con due pareggi (Borussia M’Glabbach 1-1 e Wolfsgurb per 2-2), una vittoria (col Basaksehir per 0-3) e una sconfitta (sempre col Borussia per 2-1). Nessuno si aspettava un impatto così positivo, ma ora quel fiore dovrebbe sbocciare come un tempo per far innamorare definitivamente i tifosi di una squadra orfana di bandiere vere. “Ho passato 18 anni della mia vita guardando da una finestra e chiedendomi che cosa avrei provato vedendo quelle luci salire nel cielo ma…se niente di quello che ho sognato si avverasse?”

Atalanta: Come Spider Man è il club più umano tra quelli che brillano nel firmamento nostrano, non ha soldi come gli altri ma è capace di prestazioni grandiose. Può capovolgere il destino in un attimo, vedi l’ultima partita in Champions dei gironi: lo Shakhtar Donetsk, novello Doctor Octopus, avrebbe potuto strozzarlo coi suoi tentacoli e invece no. La vittoria per 0-3 dimostra nervi saldi e saggezza acquisita, nonostante la giovane età dei protagonisti. Alla Dea, ormai agli ottavi, ha fatto i complimenti persino Guardiola: “Ha coraggio, rispetta la tifoseria attaccando, saltando l’uomo e prendendo tutti i rischi”. In campionato tre sole sconfitte, tre pareggi e quattro vittorie. Andamento medio, ma il turbo col vento in coppa fa ben sperare. Ora bisogna essere all’altezza del compito che si è voluto affrontare.  “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”

Un Meraviglioso Cagliari: Come Alice nel Paese delle Meraviglie a volte dà qualche capocciata (Lazio e Udinese) perché deve prendere dimestichezza col magico mondo in cui è capitato ma riesce a incantare chiunque lo vede, anche perché nessuno si aspettava un tale trasporto tecnico-tattico. La tifoseria, tra le più belle d’Italia, è vicina alla squadra, supportandola in tutto. Maran, un Cappellaio Matto, stile Scopigno, che aizza gli animi? Chi vivrà vedrà. Al momento 5 vittorie, tre pareggi e due sole sconfitte…per un sorriso da Stregatto. “E’ impossibile solo se credi che lo sia”

Napoli: Una volta era un bosco piacevole da attraversare e nessun Lupo era così insidioso da, addirittura, far ammutinare l’intera squadra. Cappuccetto Rosso è confusa dopo il cambio Ancelotti-Gattuso, anche perché non si sente protetta, ma sempre più nelle fauci del Presidente De Laurentiis, in preda ai deliri di famelica onnipotenza. Campionato scialbo, considerate le premesse: 5 pareggi (con la Spal per 1-1, con l’Atalanta per 2-2, col Genoa per 0-0, col Milan e l’Udinese per 1-1), due vittorie (col Verona per 2-0 e col Sassuolo 1-2) e tre sconfitte (con la Roma per 2-1, col Bologna per 1-2 e con il Parma per 1-2). Se non si ha tranquillità interiore si gettano al vento i consigli della mamma sul cammino Champions: due vittorie (Salisburgo per 2-3 e 4-0 col Genk) e due pareggi (col Salisburgo e il Liverpool per 1-1).Urge uscire dal cul de sac in cui ci si è cacciati da soli. “Che paura ho avuto, era così buio nella pancia del lupo”

Un Milan avvelenato: Una volta era il club più ammirato. Una volta appunto. Oggi sembra una donzella impaurita che cade addormentata a causa di una mela insidiosa proprio come Biancaneve. Il colpo di grazia si chiama Atalanta che l’ha sconfitta con 5 colpi netti, ma l’avvelenamento è iniziato da molto prima. La Matrigna Grimilde, ovvero la dirigenza, continua a sbagliare condottiero, dopo aver cacciato Ringhio Gattuso, pagandone le conseguenze. Né Giampaolo né Pioli sembrano all’altezza della fama dei rossoneri. Andamento mediocre, con quattro sconfitte (2-1 con la Roma, 1-2 con la Lazio, 1-0 con la Juve e 5-0 con l’Atalanta), tre pareggi (2-2 col Lecce, 1-1 col Napoli, 0-0 col Sassuolo) e tre vittorie (1-0 con la Spal, 0-1 col Parma, 2-3 col Bologna). Al momento nessun principe sembra poterla salvare, anzi lo stesso Piatek è rimasto vittima della maledizione del numero 9. I tifosi, ormai rassegnati da una squadra senza senso, pensano al peggio…dal tramortimento alla morte definitiva basta poco. “E per darmi la prova sicura che tu l’hai davvero uccisa mi porterai il suo cuore qui dentro”

Babbo Natale premia e boccia: Sul podio il Liverpool, già sul tetto del mondo e primissimo anche in campionato (a dieci punti dal Leicester, secondo) che non vince dal 1990, cioè da quando ha preso il nome di Premier League; Sir Claudio Ranieri, diventato il primo tecnico a far propri tutti e 4 i derby con la Juve, la Roma, l’Inter e la Samp (9 vittorie e un pareggio) ma, soprattutto Leo Messi che ha conquistato il suo sesto pallone d’oro. Tra i peggiori chi non mangia il panettone, ovvero Montella e Thiago Motta (a dispetto del cognome), esonerati rispettivamente dalla Fiorentina e dal Genoa. Nessun premio né punizione per Barca e Real Madrid che, pareggiando el clasico, non si scavalcano negli scontri diretti che sono in perfetto equilibrio. 72 vittorie a testa in Liga e 95 vittorie ciascuna in tutte le competizioni. L’ago della bilancia si sposterà forse il prossimo anno. Per ora 0-0, palla al centro o sopra l’albero…con auguri a tutto campo. “Ci sono quelli che hanno sia il Babbo che il Natale”

Fonti foto: lagazzettadellosport.it, facebook e larepubblica.it

Erika Eramo

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