Primo in Premier League, primo in Champions League. Due sole sconfitte in sei mesi di partite tra Europa e campionato
Il Liverpool è decisamente la squadra più in forma in tutta Europa grazie ad una difesa di ferro e un attacco che fa paura a chiunque lo fronteggi. Una squadra che sta vivendo una grandissima evoluzione da un anno all’altro, grazie all’arrivo sulla panchina dei Reds di Arne Slot, in sostituzione di Jurgen Klopp. Non che l’allenatore tedesco avesse fatto male ma ad Anfield avevano bisogno di un nuovo salto di qualità, la necessità di lottare per titolo e coppa. La scelta ricaduta nell’ex allenatore del Feyenoord ha portato innovazioni tattiche e uno spirito diverso alla squadra e visto il loro recente passato, infatti, ad inizio campionato i Reds non erano certamente partiti come grandi favoriti tra i possibili vincitori del campionato inglese. Infatti dalle quote del campionato di Premier League venivano attribuite maggiori chance a Manchester City e Arsenal, poi nel corso della stagione è emersa la squadra di Arne Slot, dominando sul piano dei numeri e del gioco.
Le statistiche
Iniziamo con un po’ di numeri. In Premier League, prendendo a riferimento le 28 partite giocate fino a questo momento, il Liverpool è primo in classifica con 67 punti conquistati grazie a 20 vittorie, 7 pareggi e avendo incassato una sola sconfitta, con 66 gol realizzati e 26 subiti. In campionato il Liverpool non perde dal 14 settembre scorso quando venne battuto dal Nottingham in casa. In Champions invece l’unica sconfitta è arrivata nell’ultima giornata della fase campionato, a qualificazione già acquisita, nella gara contro il PSV, gara persa per 3-2. C’è anche da dire che per precauzione Slot aveva anche lasciato a casa ben 12 giocatori titolari.
Le tattiche
A questo punto è bene anche fare una disamina tattica della squadra dei Reds. In estate, dicevamo, il Liverpool ha salutato Jürgen Klopp e ha accolto sulla panchina l’ex allenatore del Feyenoord Arne Slot. Il tecnico olandese, che da sempre si è ispirato al gioco di Pep Guardiola e Roberto De Zerbi, ha portato grandi novità al gioco che si aveva con Klopp. Evoluzioni fondamentali. Si pensi a un paio di dati. La rosa del Liverpool è la stessa dell’anno scorso, avendo acquistato in estate solo due giocatori (il portiere Mamardashvili, mandato però in prestito al Valencia, e Federico Chiesa che però si è rivelato un flop). La squadra è quindi la stessa ma i risultati sono decisamente diversi. Perché? Perché innanzitutto ha ridotto il carico del ‘gegenpressing’, dando al Liverpool uno stile meno istintivo e veemente e più ragionato. Quindi maggiore possesso palla, fluidità di gioco, più dinamica e tanto lavoro delle mezze ali, chiamate non solo a coprire ma anche a fare tanto movimento senza palla per farsi trovare pronte a ricevere e infilarsi nell’area avversaria. Per chi è amante dei numeri Slot utilizza il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Importante anche il lavoro dei terzini che devono garantire corsa e profondità. Ovviamente fondamentale anche la qualità di Mohamed Salah, autore di 25 gol in 28 presenze solo in campionato ma in odore di cessione, perché ancora senza rinnovo di contratto con i Reds.








