Una conversazione gradevole, divertente, ma anche profonda e sentita con un tifoso juventino da sempre e che soffre, come tutti i bianconeri, il momento altalenante della sua squadra
Edo, come si fa chiamare, si è laureato al Dams di Torino, recitazione e canto tra le sue passioni che non smette mai di studiare e approfondire, speaker di Radio 105 dal 2021 e noto per le sue numerosissime imitazioni, tra le quali spiccano quelle degli allenatori della nostra Serie A, da Allegri a Spalletti, da Conte a Sarri e molti altri. Testardaggine ed autoironia due delle sue caratteristiche più spiccate.
Sei una voce di Radio 105, anche lì riesci ad esprimerti al meglio in fatto di imitazioni e quanto ti aiutano per affrontare un programma radiofonico?
Ho la fortuna di essere da cinque anni a Radio 105 e, le imitazioni, un aiuto ad intrattenere lo danno, ma non sono la cosa principale in un programma abbastanza vario e che cura anche molto l’attualità.
Come ti sei trovato nel prendere parte al nostro video podcast Social&Calcio, dato che sei avvezzo a stare sui social?
Molto bene! Mi sono sentito subito a mio agio, anche grazie al vostro essere così accoglienti.
Hai tante passioni, quali sono in cima alla lista?
Sì, ho tante passioni dalla musica che, lavorando in radio, riesco ad approfondire e vivere appieno, anche grazie alla possibilità di intervistare diversi protagonisti. Il teatro che ho studiato da piccolo e non ho mai abbandonato. Il cinema perché mi piace molto seguire le performance degli attori dei quali amo in particolare riconoscere e studiare il talento cercando di imparare il più possibile.

La passione per il calcio da dove nasce e come si è sviluppata? Per chi tifi?
Seguo il calcio sin da bambino e sono juventino da sempre! Una passione tramandata dalla famiglia, ma in seguito ci sono stati dei calciatori che mi hanno fatto innamorare profondamente della Juventus e uno su tutti è stato Gianluca Vialli! Ovviamente anche tanti altri grandi campioni mi hanno fatto apprezzare sempre più la mia squadra del cuore, da Zinédine Zidane, David Trezeguet, Alessandro Del Piero e così via.
Quale opinione hai dell’ultima Juventus?
Della Juventus attuale è difficile parlare, ma la figura di Luciano Spalletti dà una stabilità che è sicuramente mancata negli ultimissimi anni. Purtroppo abbiamo una rosa mediocre che deve essere modificata in almeno quattro o cinque elementi, aggiungendo qualità per permettere al tecnico di continuare l’ottimo lavoro che sta facendo. Spalletti ha già dimostrato intanto di poter dare un’identità e un’anima alla squadra e credo fermamente sia giusto continuare il suo lavoro, quello di un allenatore che reputo uno dei migliori in assoluto.

A quale personaggio sei più affezionato tra quelli che imiti?
Ce ne sono tanti in realtà, ma va detto che imito personaggi di cui ho stima. Certamente poi le imitazioni vanno differenziate, ci sono quelle che vanno di moda perché sono di attualità e quelle invece dei personaggi che io apprezzo e che, in definitiva, sono quelle che propongo maggiormente. In particolare personaggi del mondo del calcio come Allegri, Conte, Spalletti, ma anche Gasperini che è un’imitazione che ho voluto rendere parodistica oppure Sarri, ma anche dello spettacolo come Achille Lauro, Eros Ramazzotti, in radio propongo spesso Massimo Boldi, insomma tutti personaggi che comunque io apprezzo personalmente.
Attribuisci a qualcuno in particolare la tua svolta artistica? Cioè quell’imitazione che ti ha fatto capire che quella era la tua strada?
In realtà non c’è stato un personaggio che mi ha fatto capire che quella dell’imitatore poteva essere la mia strada, ma è stata piuttosto una decisione ragionata. Certamente va detto che, come popolarità, l’imitazione di Allegri mi ha dato diverse indicazioni per proseguire con questa tipologia di contenuti. Riferendomi al passato, anche quelle di Massimo Boldi e Christian De Sica, mi hanno dato grandi soddisfazioni.
Si sono arrabbiati prima Allegri e poi Spalletti, te lo aspettavi? Come reagisci davanti a certe situazioni?
Va sempre messo in conto che un’imitazione possa non essere gradita, ma nel caso di Allegri, più che l’imitazione, probabilmente, non è piaciuto il fatto che con me, in quel frangente, ci fosse Valentina, la figlia del Mister. Spalletti anche non si è arrabbiato per l’imitazione, ma per il fatto che spacciandomi per lui convocavo alcuni calciatori per la nazionale.
Hai ricevuto elogi o comunque complimenti da qualcuno che hai imitato?
Diverse volte le mie imitazioni sono state apprezzate, ricordo in particolare Massimo Moratti, ma anche Sebastian Giovinco e mi è stato detto che anche Antonio Conte, in passato, abbia apprezzato la mia imitazione. Comunque non va dimenticato che l’essere imitati, per qualsiasi personaggio, è quasi una certificazione della sua popolarità, della sua tipicità, quasi una nota di merito insomma.
Ti sei mai visto costretto a rinunciare all’imitazione di qualcuno perché troppo difficile da eseguire?
Un personaggio che non riesco ad imitare, proprio vocalmente, è Fedez! Chiaramente ce ne sono stati diversi altri ed ultimamente trovo difficile imitare l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu e quindi, pur avendo tentato di proporlo, ho rinunciato. Può capitare però che, in un dato momento, io riceva un certo input che mi permetta di avere una performance imitativa ottimale. Un caso del genere è stato Igor Tudor per il quale, all’inizio della sua avventura come allenatore della Juventus, non riuscivo a trovare gli spunti giusti, poi improvvisamente ho trovato l’appiglio e sono riuscito ad imitarlo con soddisfazione. Stessa cosa mi è capitata con Matteo Salvini.
Volendo associare l’imitatore al comico, solitamente ci si ritrova davanti a persone particolarmente introspettive, spesso timide, è così anche per te?
Sì, assolutamente! Potrebbe non sembrare, ma sono molto timido. Il mio essere introspettivo mi porta a ricercare sempre quell’elemento di rottura che colori il mondo e che possa rendere una qualsiasi situazione divertente, il cercare l’ironia in qualsiasi circostanza insomma. Il potere della comicità è quello di arrivare a ridere di tutto, come forza di inclusione, la risata per abbracciarci tutti, perché c’è forse bisogno di vedere con un po’ più di leggerezza una realtà che ci circonda che invece è spesso troppo pesante!
Fonte foto: juventusnews24.com; calciofemminileitaliano.it; corriere.it;
Luigi A. Cerbara








