Nell’ultima giornata di ottavi di finale due gare dall’andamento opposto chiudono il programma, divertente e ricca di colpi di scena quella delle 18, troppi sbadigli alle 22, il torneo entra nel vivo
Al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta va in scena il penultimo ottavo di finale, quello tra Argentina ed Egitto. Chi si aspettava una partita scontata rimane fortunatamente deluso. I campioni in carica subiscono le vere e proprie piaghe d’Egitto prima di venire a capo di un match che sembrava stregato.
Argentini che vanno in doppio svantaggio per effetto delle reti nel primo tempo di Yasser Ibrahim al 15′ e nella ripresa al 67′, ironia della sorte, di Mostafa Ziko, nome che ricorda gli acerrimi rivali verdeoro. All’attaccante Ziko avevano annullato poco prima un gol. Grande prestazione del portiere Shobeir che compie alcuni interventi miracolosi tra cui il rigore parato a Messi nel primo tempo che poteva valere il pareggio argentino. L’Egitto gioca quasi 80 minuti di grandissimo livello, mostrando grinta e alcune individualità molto interessanti oltre al solito, più ispirato delle precedenti gare, Salah. Gioco veloce e aggressivo.
Lionel Messi passa dall’inferno al paradiso dopo il secondo penalty fallito in questo torneo. Al 79′ disegna l’assist che Romero mette in rete accorciando le distanze. Quattro minuti dopo sigla il gol del pareggio, l’ottavo del suo mondiale andando in rete in tutte le gare fin qui disputate. 21esimo gol ai mondiali (record assoluto). Il gruppo albiceleste raggiunge il delirio più totale al 93′ quando Lautaro pesca Enzo Fernandez in area per il gol decisivo, 3-2. Messi scoppia in lacrime al triplice fischio schiacciato dalla pressione finalmente liberata. L’Argentina ha scherzato con il fuoco giocando una partita prevedibile e solo con la forza dei propri campioni l’ha tirata fuori dalla sabbie mobili egiziane. Onore all’Egitto che forse avrebbe meritato perlomeno i supplementari, nel finale, però, colpevolmente sbilanciati i faraoni. Bellissima figura, nonostante tutto, in questa rassegna mondiale.

Avete presente le emozioni vissute ad Atlanta in precedenza? Ecco dimenticatele in quel di Vancouver al BC Place.
L’ultimo ottavo di finale tra Svizzera e Colombia tradisce le attese e si trascina fino al 120′ senza particolari sussulti a reti inviolate. Da segnalare nei supplementari una traversa del “bolognese” Lucumì. La spunta la Svizzera ai tiri dal dischetto, decisivi gli errori colombiani di Davinson Sanchez e Cucho Hernandez. Per i rossocrociati sbaglia l’interista Akanji ma Ruben Vargas mette nel sacco il rigore decisivo. Cocente delusione per la Colombia che nell’arco della partita è stata meno frizzante del solito, una manovra prevedibile forse condizionata dall’atteggiamento degli svizzeri molto bassi e chiusi. Polveri bagnate per Luis Diaz, forse una delle delusioni più grandi dell’intero mondiale. La squadra di Yakin sembrava avesse i rigori in testa sin dal primo minuto, gioco scolastico e poco sfruttate le individualità. Pesava l’assenza della vera sorpresa di questo mondiale, Manzambi. Troppo poco quello offerto dalla Svizzera che però torna ai quarti di finale di un mondiale dopo 72 anni. Per affrontare l’Argentina ci vorrà ben altro.

Oggi prima giornata di pausa dalle partite, si riprende giovedì sera alle ore 22 con il primo quarto di finale tra Francia e Marocco.
Glauco Dusso








