I transalpini hanno battuto la nazionale africana, sfoderando una prestazione straordinaria. Una superiorità manifesta e conquistata col tempo
“Ha 2 squadre“; “Anche se giocasse la panchina, vincerebbe“. Si tratta di due tra le più celebri frasi fatte del gergo calcistico-sportivo. Affermazioni a volte neanche fin troppo veritiere, perché, si sa, il calcio non è una scienza esatta, ma la Francia è probabilmente l’eccezione che conferma la regola. Nella serata di ieri, la Nazionale transalpina ha ribadito in maniera forte e perentoria il perché si candida ad essere la squadra favorita a conquistare il Mondiale 2026. Kylian Mbappe e compagni hanno “passeggiato” contro il Marocco, nazionale campione d’Africa (a tavolino) e semifinalista dell’ultimo campionato del Mondo, giocato in Qatar. Insomma, non degli scappati di casa. Il risultato del match che si è giocato a Foxborough è estremamente bugiardo: perché se la Francia avesse vinto con 4-5 gol di scarto, oggi, nessuno si sarebbe scandalizzato. Per la serie, il portiere avversario (in questo caso, il fortissimo Bounou), è stato il migliore in campo.

Record su record per una Francia straripante
La Francia di Didier Deschamps ha sfoderato una prestazione straordinaria. I vicecampioni del Mondo hanno dominato i Leoni dell’Atlante. E’ stata una Francia, a tratti, incontenibile, con Bounou che nel primo tempo non solo è salito in cattedra parando il calcio di rigore a Mbappé (strano, ma vero), ma allo stesso tempo, ha chiuso la saracinesca magrebina contro le folate dei vari Doué e Dembelé. Il Marocco ha tenuto fin quando ha potuto, ovvero fino all’ora di gioco, quando Mbappé si inventa l’ennesima perla del suo Mondiale, consolidando i reali rapporti di forza in campo. Un gol da campione vero, un tiro a giro da fermo, verso il palo più lontano. L’ottava meraviglia del suo torneo, tanto da raggiungere un record supersonico: mai nessuno nella storia del campionato del Mondo aveva segnato 8 gol in una edizione e altri 8 in quella precedente 4 anni prima. Marocco tramortito e abbattuto definitivamente 6′ dopo dal Pallone d’Oro Dembele.

La Francia e quel processo lungo ma graduale
C’è poco da dire: è la belle epoque del calcio francese. Un movimento in continua ascesa verso traguardi mai visti prima. La Francia, che numeri alla mano eguaglia Germania e Brasile come nazionale capace di arrivare a 3 semifinali Mondiale consecutive, non è nata così per caso. Il movimento francese, considerando soprattutto il tema Nazionale, si è creato negli anni, si è evoluto attraverso una linea chiara e precisa. Dopo il 2010 è cambiato tutto. Il Mondiale sudafricano è l’anno zero della Francia. I transalpini vice campioni in carica (ieri l’anniversario del 2006, ahinoi), chiudono il girone all’ultimo posto e con un 1 punto (peggio addirittura dell’Italia). Da lì, inizia un percorso graduale, senza affrettare i tempi e soprattutto lineare. La Francia cresce da kermesse a kermesse: quarti di finale ad Euro 2012, quarti al Mondiale 2014, finale ad Euro 2016, vittoria al Mondiale 2018, ottavi ad Euro 2020(21), finale al Mondiale 2022, semifinale ad Euro 2024 e adesso semifinale al Mondiale 2026.

Linearità, costanza, progresso. All’opposto dell’Italia, che tocca fallimenti incredibili fino a vette inaspettate. Come se il tutto fosse mosso dal caso e non da una vera e chiara programmazione.
Oggi in programma Spagna-Belgio ore 21.
Sandro Caramazza
Fonte foto: La Presse, Rai Sport, Sky Sport, Fanpage, Sport Mediaset








