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Dele Alli: da ragazzo prodigio a idolo smarrito

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L’inglese potrebbe essere considerato una delle più grandi promesse calcistiche dell’ultimo decennio, ma qualcosa è andato storto e le aspettative su di lui sono naufragate amaramente. Adesso il Como ha deciso di dargli una possibilità e chissà che non possa rinascere sulle rive del lago

Vedere dall’esterno un grande talento fallire fa veramente male, quantomeno nell’animo di ogni vero sportivo. Troppo spesso però risulta difficile capirne le motivazioni e si dà il via a facili giudizi che, altrettanto spesso, non rispettano il vissuto personale che c’è dietro l’atleta. Questo è sicuramente il caso di Dele Alli, trequartista inglese, classe ’96, con un potenziale veramente elevato che però si è spento nel tempo e nelle esperienze vissute con maglie anche molto importanti, come quelle del Tottenham o dell’Everton. Dele Alli, nome completo Bamidele Jermaine Alli, ha però indossato anche la maglia della nazionale inglese con ben 37 presenze e 3 reti in quasi 4 anni (senza mai affrontare la nazionale azzurra ndr). Alli ha vissuto il periodo migliore della sua carriera con la maglia del Tottenham, dalla stagione 2015 al gennaio 2022, realizzando la bellezza di 67 reti in 269 presenze e mettendo a referto anche una finale di Champions League persa per mano del Liverpool (2018-2019).

Dele Alli in un momento della sua intervista/confessione

Sino a poco tempo fa non si sapeva molto della vita privata di Alli, fino a quando non ha deciso di aprirsi e confidare lati nascosti del suo passato, a partire da quando era bambino. La confessione è arrivata nel podcast “The Overlap” di Gary Neville. Lo stesso Gary ha definito l’intervista come la conversazione più emozionante, difficile e allo stesso tempo stimolante che abbia mai avuto nella sua vita (puoi vedere l’intervista qui). Dele ha raccontato di essere cresciuto senza un padre e di aver vissuto con la madre che aveva problemi di alcol. All’età di 6 anni ha subìto molestie da un’amica di sua madre, è stato spedito in Africa per imparare la disciplina, per poi tornare presto indietro. All’età di 7 anni già fumava e a 8 consegnava droga. A 11 anni è stato appeso ad un ponte da un uomo. A 12 anni la prima svolta positiva della sua vita, l’adozione da parte di una famiglia di Milton Keynes, cittadina a sud-est dell’Inghilterra. La famiglia Hickford aveva già un bambino che giocava insieme a Dele nella squadra della città, i Milton Keynes Dons dove la giovane promessa con una nuova famiglia, giocherà sino ad arrivare in prima squadra per essere poi prelevato dal Tottenham.

Appena toccato il cielo con un dito però, Dele crolla nuovamente davanti a nuove difficoltà. Dopo Mauricio Pochettino tecnico che, nonostante la sua indolenza, lo esaltava e adulava, nella stagione 2019-20 si ritrova a subire le durissime critiche del nuovo allenatore José Mourinho e i dubbi si impadroniscono di lui, pensando addirittura al ritiro a 24 anni. Nel 2021 arriva Antonio Conte, altro sergente di ferro, e i metodi di allenamento non fanno proprio per Dele Alli che viene messo sempre più ai margini del progetto. Cambia squadra e passa all’Everton dove però resta solo sei mesi e va in prestito al Beşiktaş, una stagione e torna all’Everton. Poco calcio e tanti problemi con dipendenza da sonniferi e droghe e finalmente, anche grazie al supporto dell’Everton, la decisione di disintossicarsi in una struttura che si occupa di “traumi, dipendenze e salute mentale”. Sono serviti sei mesi e finalmente la luce è tornata a vedersi in fondo al tunnel. Adesso a Como la speranza di rivedere un vero calciatore, un atleta che non dovrà mai più imboccare un tunnel buio!

Fonti foto: tuttosport.com; open.online

Luigi A. Cerbara

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