Con Simone Inzaghi, complice anche una forma non ottimale, quasi nessuna possibilità, questa invece pare essere la stagione della svolta per il polacco tornato a livelli eccellenti
Diciamo la verità, Piotr Zielinski è quel giocatore che non ci ha mai convinto sino in fondo. Capace di giornate strepitose e subito dopo di tornare su un piano di normalità. Le grandi doti del calciatore polacco sono sempre andate un po’ a intermittenza e forse è anche quello che hanno pensato i tifosi dell’Inter quando l’anno scorso è stato prelevato a parametro zero dal Napoli. Tecnica sopra la media, tiro importante, visione di gioco e capacità di ribaltare subito l’azione con una finta o un dribbling secco. La continuità, probabilmente, il difetto maggiore, in tutte le sue esperienze italiane, tra Udine, Empoli e Napoli.
All’ombra del Vesuvio i suoi tempi migliori conditi da 51 gol e 46 assist in 364 partite. Il suo arrivo all’Inter inizialmente non è stato ben capito. Un colpo che a zero è tanta roba, ma forse come sostituto di Mkhitaryan ci si attendeva qualche altro nome. Questo sembrava essere il pensiero di Simone Inzaghi, mai fermamente convinto di puntare sul polacco. Complice qualche acciacco e una forma mai al top, il tecnico si è sempre affidato all’armeno, concedendo all’ex Napoli pochissime occasioni, come affermato dallo stesso giocatore in una recente intervista. Dal punto di vista psicologico non deve essere stato facile, quindi anche le prestazioni in campo possono aver risentito della situazione. Mettiamoci anche un infortunio muscolare importante che lo ha condizionato nella seconda parte di stagione e il gioco è fatto.
Il terribile finale di stagione a livello di risultati della squadra nerazzurra poteva abbattere chiunque, anche per la possibile rivoluzione che in molti avevano pronosticato a livello di rosa. Questo non è avvenuto. Il grande cambiamento è stato in panchina e a quanto pare è stato fondamentale per Zielinski. L’addio di Inzaghi a schiuso le porte a Cristian Chivu, mister che stiamo imparando a conoscere soprattutto a livello comunicativo ma che a detta di tutti ha portato non poche innovazioni all’interno della squadra. La caratteristica principale è quella di far sentire tutti importanti. Il buon Piotr ha sfruttato proprio questa nuova linfa e lo ha fatto al meglio. Il minutaggio è salito sempre più e con lui la convinzione e la qualità delle prestazioni. In pochi passaggi è avvenuta la transizione.
Ora con Barella e Calhanoglu è lui a chiudere il terzetto di centrali, nonostante le sue caratteristiche siano simili a quelle del turco, questo doppio play giova al gioco interista. Sta arrivando anche la continuità tanto agognata a livello di giocate e importanza sul terreno di gioco. A nostro parere questo nuovo assetto sta avendo effetti positivi anche su Mkhitaryan. Quest’ultimo, infatti, pareva al passo d’addio l’estate scorsa. È rimasto vista anche la sua caratura, ma il fatto di entrare a partita in corso gli permette di essere più decisivo, come ad esempio nel big match con il Napoli. Il rigore procurato e il palo all’ultimo minuto ne certificano la bontà della gestione.
Insomma questo Zielinski nuovo di zecca, nella mente e nel corpo, sta diventando l’arma nuova dell’Inter che aveva bisogno di un po’ di freschezza. Il nuovo infortunio di Calhanoglu accelererà ancora di più questa centralità del polacco. Siamo curiosi di vedere come risponderà, le premesse sono di sicuro incoraggianti.
Glauco Dusso








