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Big confuse in Premier League: Manchester United e Chelsea stravolgono (ancora) la panchina

Fonte ilpost.it
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Il nuovo anno consegna al campionato più importante due grandi novità, Amorim e Maresca salutano i propri club, due situazioni diverse ma che confermano le idee poco chiare delle due società

Anno nuovo, abitudini vecchie. In Premier League sembrano proprio non voler cambiare le cose, soprattutto in ambienti ormai diventati recidivi. Manchester United e Chelsea, società che hanno perso i propri punti di riferimento, cambiano ancora. In ordine cronologico prima Maresca con le dimissioni e poi Amorim nei giorni scorsi con l’esonero, hanno lasciato la propria panchina. Non c’è pace quindi per le due tifoserie che devono ancora vedere un cambio della guardia proprio quando sembravano iniziati due cicli importanti.

Fonte lapresse.it – Maresca non è più l’allenatore del Chelsea

Se vogliamo parlare di cambiamenti decisivi quello più indietro con gli anni è senz’altro quello dello United. Infatti da quando Sir Alex Ferguson ha salutato i red devils nella parte rossa di Manchester non si è più trovato il bandolo della matassa. Più di dodici anni di scelte sbagliate, vagonate di soldi spesi e nessuna Premier League vinta ma soltanto alcune coppe portate a casa: due di lega, due FA Cup, due Community Shield e un’Europa League. Un bottino troppo misero per una società abituata a ben altro. Ruben Amorim è diventato l’ultima vittima di questa gestione scellerata. Lui strappato allo Sporting Lisbona per 11 milioni quando era l’eroe della squadra portoghese. Il frullatore di Manchester ha travolto anche lui così come le decine di giocatori acquistati a peso d’oro in questi dodici anni.

Adesso altra annata buttata e un allenatore ad interim che traghetterà la squadra sino a fine campionato. Ci sarà Darren Fletcher nella gara di stasera, poi si parla di un ritorno di Solskjaer. Quest’estate? Ennesima scelta dal mazzo, ma sarà finalmente quella giusta? Chissà, ormai ci si aspetta di tutto.

Al Chelsea dopo l’addio di Abramovich se ne sono fatte di ogni. Quantità di denari investiti sul mercato, di cui si è perso il conto, rose abnormi e giocatori mandati in prestito in giro per il mondo. Con Enzo Maresca sembrava che una quadra si fosse trovata. La Conference League, obiettivo minimo, conquistata la passata stagione il primo tassello. Il trionfo negli Stati Uniti al mondiale per club un’inaspettata soddisfazione.

Il Chelsea con il tecnico italiano aveva iniziato un certo percorso e pareva finalmente un progetto serio e duraturo, con un impianto di squadra chiaro e giocatori precisi, soprattutto giovani. Niente di tutto ciò. Altra serie di acquisti nell’estate passata, alti e bassi in campionato e a quanto pare una gestione della comunicazione di Maresca non andata giù alla dirigenza. Gli screzi tra allenatore e club sono stati giudicati insanabili dal tecnico che quindi a inizio anno ha rassegnato le proprie dimissioni.

Chelsea dunque all’ennesimo ribaltone. Arriverà Liam Rosenior, mister dello Strasburgo, società satellite dei londinesi. Infatti alcuni giocatori di proprietà del Chelsea vengono dirottati spesso verso la Ligue 1. Todd Boehly possiede entrambi i club.

Fonte calcioefinanza.it – Liam Rosenior nuovo tecnico del Chelsea

Il comune denominatore di queste situazioni è sempre lo stesso. Le nuove operazioni sembrano sempre l’inizio di progetti di lungo respiro. La durata del contratto di Rosenior, 2032, lo testimonierebbe. I dirigenti di questi club scriteriati, però, sono sempre pronti a stracciare tutto e a ricominciare, come i fogli di un tema che secondo loro non sta andando bene. Il discorso è chiaro. Il progetto tecnico di una squadra ha bisogno di tempo e soprattutto parte sempre dalla struttura della società nella sua interezza, dirigenti capaci in primis. Così gli allenatori non sono sempre esattamente la causa. Vallo a spiegare ad alcuni proprietari, ma questa è un’altra storia.

Glauco Dusso

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