Home Curiosità Auguri ad Alessandro Del Piero…i suoi 42 tocchi d’autore

Auguri ad Alessandro Del Piero…i suoi 42 tocchi d’autore

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Oggi è un giorno speciale non solo per i tifosi della Juventus, perché il Pinturicchio del calcio è apprezzato da tutte le tifoserie per l’ immagine pulita, elegante, umile e leale. Per voi anche l’augurio del suo amico Alessio Tacchinardi

L’augurio di Tacchinardi:

“Tanti tanti auguri ad un grande amico, un grande uomo e un super immenso calciatore. E’ un onore per me aver condiviso con te tantissimi momenti della nostra vita. Auguri mitico capitano”

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La poesia per i suoi 40 anni per chi volesse rileggerla:

http://www.passionedelcalcio.it/news/auguri-ad-alessandro-del-piero-il-pinturicchio-del-calcio.php

Le 42 perle di saggezza di Alex:

Vivere in compagnia del talento è come avere un amico esigente, uno che ti aiuta ma non smette mai di chiedere. Se hai talento, sei obbligato a dimostrarlo. Sempre

[Da bambino] Spesso giocavo da solo: serve tanta immaginazione. Ero un campione della Juve, passavo la palla a Cabrini, a Tardelli, a Scirea, duettavo con Platini

Sono orgoglioso di essere una “bandiera”, come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome

(Il primo numero) Il 7. Con quello esordii. E per quello lo scelsi al Mondiale, portò fortuna…Solo dopo ho preso la maglia numero 10. E’quella più ambita. Tutti la vorrebbero. E’il numero che portano i più talentuosi, quelli che uniscono fantasia, dribbling e visione del gioco. Il 10 è un modo di concepire il calcio

La maglia numero 10 della Juve deve essere indossata, non ritirata. È bello che tutti i bambini possano sognare di giocare con una maglia che in 113 anni è stata vestita da grandissimi campioni. La Juve c’è stata, c’è e ci sarà a prescindere da Alessandro Del Piero

Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Sono strafelice di avere avuto quell’infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più. E quando cominciava a venire il bel tempo, come adesso, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull’albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie, c’era sempre il benedetto pallone. Bellissimo

(Essere un modello per tanti bambini è) Una responsabilità, però di quelle belle. Ne sono fiero, e so di maneggiare un materiale delicato. Perciò provo a mordermi la lingua, qualche volta, e mantenere il controllo: lo stress offusca la mente

Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora

552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera, ma non sono tutto, perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi

(Come Gaetano Scirea) A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell’uomo, non solo dello straordinario giocatore. Questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri

Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti

Oggi si pensa che una persona buona sia una persona fessa, invece la bontà è fondamentale

(I genitori) Sono stati fantastici perché non mi hanno mai forzato né gasato. È quello l’errore grande. Il comportamento dei genitori è decisivo, per i figli sportivi

Il talento è pulizia del movimento, è il concetto zen per cui il miglior tiro con l’arco sorprende per primo il tiratore. Il talento è animale, non razionale. Il colpo giusto, quello che manderà la palla in gol, lo senti dentro di te appena l’hai scoccato: se si potesse fare un fermo immagine di una mia punizione, saprei dire con esattezza dove andrà a finire la palla. È come per il surfista, quando entra nel punto migliore dell’onda: ce ne sono altri, ma soltanto uno è quello giusto, il punto perfetto

Ci tengo a sottolineare che il legame per la maglia e per i tifosi per me non è quantificabile. Ho firmato il mio primo contratto con la Juventus in bianco, firmerò anche quello che sarà l’ultimo della mia carriera con questa maglia in bianco

Nella gente c’è riconoscenza per chi gioca fino all’ultimo minuto con la stessa maglia, come Totti e Maldini, e questi campioni possono anche educare la gente ad un calcio migliore

(Su Maradona) Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto

Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso

(Su Gianni Agnelli) Aveva una grande capacità di giudicare perché era un profondo conoscitore del mondo del calcio e non parlava mai a caso

Italia-Germania è la partita, è come un derby. Quando chiudi gli occhi e sogni di diventare grande e vestire la maglia azzurra, di cantare l’inno, di segnare un gol ai Mondiali, di alzare la Coppa… L’avversario è sempre la Germania

Lo sport è una grande lezione, una continua e meravigliosa palestra di valori. Chi non lo pensa non è un vero atleta

Bisogna ascoltare, non solo sentire. Osservare, non solo guardare

Il calcio è un mondo bellissimo e anche strano, una specie di pianeta in una galassia remota, piena di contrasti, privilegi e trappole. In questo pianeta circola gente strana, che cerca di sfruttare il calciatore senza curarsi minimamente di lui come persona

Lo stile è anche il frutto di un continuo studio, e si procede pure per sottrazione: cioè osservando i gesti altrui che non ci piacciono, evitando gli esempi negativi che non vogliamo emulare. Ecco perché lo stile s’impara

L’estetica conta, ma il tiro migliore è quello che porta al gol: anche brutto, o sporco, purché sia gol

Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero

Un mio eventuale ritorno? Assolutamente non è precluso proprio per quell’amore di cui parlavo. Nella mia vita non ho mai chiuso le porte a nulla e a nessuno, figuriamoci se lo chiudo ad un eventuale ritorno alla Juve

Ripercorrere e buttare giù questo libro, che ho fatto con Maurizio Crosetti, è stato sicuramente tornare bambino perchè molti dei miei esempi, molte delle mie vicissitudini quotidiane, ancora oggi, rievocano me bambino. C’è stata questa continua altalena, rimanendo nel tema dei giochi, che ha fatto la differenza. Ammetto che dopo questo libro ammiro ancora di più gli scrittori perchè non è facile scrivere e farlo in un certo modo

I soldi risolvono un bel pò di problemi pratici, però conosco un sacco di ricchi tristi, anche nel calcio e non è retorica: è la verità. In questo mondo c’è solitudine, a volte depressione. Siamo persone con dei sentimenti, persone anche fragili. Vedo gente che ha doni e li spreca, e si butta via

Essere una bandiera vuol dire tantissimo: vuol dire essere responsabili, essere portatori di un messaggio a mio avviso. Questo racchiude tantissime cose: dall’orgoglio, dal rispetto, dall’educazione, dalla grinta, da quelle che sono poi le caratteristiche che uno mette in campo e fuori dal campo, perchè poi devi essere a 360 gradi verso una direzione

Devo dire che negli ultimi anni son successe un pò di cose: la serie B sicuramente è stata una parentesi unica e lo sottolineo perchè lo è stato veramente, sotto tutti gli aspetti, però altrettanto orgogliosa e fantastica

(Sulla decisione di seguire la Juve in serie B) Sarebbe stato difficile non farlo. Ero il capitano, ero tifoso. Non ho mai avuto ripensamenti

L’unico modo per essere interiormente in armonia è dedicare una parte della propria vita agli altri. Ci dobbiamo abituare alla gioia di condividere

La nascita e la morte azzerano tutto. Ti rendi conto che un dribbling non riuscito non è una montagna insormontabile ma un montarozzo di sabbia, e un gol non realizzato non è un fiume in piena ma un ruscello nervoso

Il calcio, per i bambini, è ancora, per fortuna, la magia del gioco. Ed è a quello che si appassionano

Quando ero piccolo, e già maniaco del calcio, mi ero messo in testa di diventare bravo a calciare le punizioni e mi allenavo. Anche quello serve, sia chiaro, ma se i piedi non sono giusti non c’è nulla da fare

(Per essere bravi allenatori) Le doti essenziali sono una grande intelligenza, molta umiltà e infinita pazienza

(Sulla finale Mondiale del 1982) Vidi la partita in una fabbrica di tappezzerie vicino casa. Mentre tutti si abbracciavano e urlavano io, in cuore mio, lo sapevo, che un giorno sarebbe toccato a me

(La prima chiamata importante) I miei mi convocarono e, con tutte le prudenze, mi dissero: “Sai, c’è questa possibilità, ma dovresti andare lontano da casa…” Io li guardai e risposi: “Sono pronto, subito”

(Sull’addio al calcio) Loro ringraziavano me delle emozioni che gli avevo fatto vivere per quasi vent’anni. E io, alzandomi sul sedile e salutandoli, dicevo loro il mio grazie. Fu come un tempo sospeso, una magia vera

Se non sei stato più forte dell’errore altrui, ti devi guardare dentro. Bisogna alzare lo sguardo per vedersi meglio dentro

Con Baggio ho giocato: era un fuoriclasse, un giocatore e una persona di grande qualità. Forse concepiamo il calcio allo stesso modo. E sono felice che, nella memoria di tanti  appassionati di calcio, i nostri nomi siano uniti da un ricordo dello stesso tipo

Foto prese da: Facebook e Soda Up my nose

Erika Eramo

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